Coronavirus: le richieste dei ristoratori di Pesaro e Urbino al governo per non chiudere per sempre: il 35% del mancato incasso per il settore HORECA

23/3/2020 1.2 MILA
Mancato incasso per il settore HORECA
Mancato incasso per il settore HORECA

Dopo i ristoratori toscani quelli di Pesaro e Urbino, Ecco il loro appello

Tutto il settore H.O.R.E.C.A. (Bar, Ristoranti, Vinoteche, Alberghi, ecc.) italiano, per poter sopravvivere a questa dolorosa e non comune pandemia(COVID-19), chiede al governo una attenzione particolare per evitare un tracollo certo.

La nostra situazione di ASSOLUTA EMERGENZA non vuol pesare sugli enti territoriali o pubblici preposti alla riscossione di utenze o servizi.

RICHIESTA AZIONE IMMEDIATA La nostra richiesta mira ad ottenere dal governo FORME DI SOSTEGNO ECONOMICO che, come indicano gli studi di settore di rifermento può essere quantificata attorno al 35% dei fatturati mensili aziendali.

Tale richiesta trae fondamento proprio dagli studi di settore della nostra categoria che dividendo i ricavi totali in:30% spese per personale; 35% spese di materie prime e il restante 35% dai ricavi per costi generali (manutenzione, tasse, servizi, utenze, ecc.) e utili aziendali.

RICHIESTA PER LA RIPARTENZA Chiediamo inoltre una sensibile riduzione delle imposte e dei tributi alla riapertura e per un tempo utili fino a quando non si torni ad un regime di normalità

ESPLICAZIONE TECNICA La richiesta parametrata al 35% del ricavato dell’anno trascorso è delineata sugli indirizzi tracciati, in grandi linee, dagli studi di settore a cui le aziende della ristorazione erano sottoposte fino a due anni fa. In tali studi la quota del 35% veniva infatti conteggiata come utile effettivo, e quindi come rimanenza finale sul fatturato
una volta tolto il 30% circa spese personale, a cui il decreto-legge 17 Marzo 2020 n°18, e la quota del 35% circa relativa a spese per acquisto materie prime, che, nel caso attuale, non sono però da conteggiare in quanto le nostre imprese hanno chiuso prima di affrontare tale onere a causa del decreto emergenza sanitaria COVID-19.

Da tale quota del 35% (parametrata ai ricavi mensili del 2019) potranno inoltre essere detratte tutte quelle agevolazioni che gli enti locali, nel frattempo, hanno messo in atto o cui decideranno di dare attuazione

Obbligatorio nel frattempo esigere da parte delle nostre aziende, in considerazione della assoluta eccezionalità della situazione, pur nella massima trasparenza delle documentazioni avanzate, una rilevante sburocratizzazione delle pratiche amministrative, anche in considerazione del fatto che gran parte del carteggio di verifica, comprovante le entrate 2019 effettive, è già in essere depositato presso l’Agenzia delle Entrate.

PROMESSA Non è per nulla nostra intenzione immaginare di poter salvare le nostre aziende mettendo in crisi,
parallelamente, i bilanci pubblici o facendo sopportare inimmaginabili deficit finanziari ai nostri Comuni o a tutti gli Enti preposti a garantire servizi essenziali quali Acqua -Energia elettrica- Gas metano ecc. Non riteniamo quindi pensabile uno stato di esenzione fiscale che sollevi le nostre aziende dal pagamento di Tosap -Tari ecc. Anche perché, ce lo si lasci dire, riteniamo eticamente doveroso, come imprenditori e come cittadini, se vogliamo ospedali e servizi che funzionino, che le tasse, in modo equo e onesto, vadano pagate.

 

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