Dieci bianchi campani delle zone interne da non perdere nel 2017

16/8/2018 8 MILA
Mario Basco e Diana Iannaccone
Mario Basco e Diana Iannaccone

1-Asprinio d’Aversa doc Civico 44 2017
Tenuta Fontana
Torna alla grande l’Asprinio d’Aversa su cui questa azienda punta con decisione per onorare le radici familiari. Lo fa con una esecuzione decisamente brillante in cui tutta l’energia e la freschezza di questo bianco celebrato da Mario Soldati resta integra grazoie ad un semplice ma accorto protocollo di vinificazione che prevede solo l’acciaio. Agrumato, fresco, ampio e dissentante.
www.tenutafontana.com

2-Aorivola Falanghina 2017
I Cacciagalli
Una falanghina incredibilmente sottile e fresca conferma la poliedrica versatilità di questo vitigno anche in terra Casertana, alle falde del vulcano di Roccamonfina, quasi ai confini con il Lazio. Rispetto per l’ambiente e protocolli semplici e naturali secondo la filosofia che Mario Basco e la moglie Diana Iannaccone hanno voluto dare a tutta la produzione. Un sorso di carattere, da conservare.
www.icaggiagalli.com

3-Roccamonfina igt Fiano Le Cinque Pietre 2017
Telaro
La bella azienda dei fratelli  Telaro è un po’ fuori dai riflettori mediatici ma lavora decisamente con grande affidabilità ormai da moltissimi anni. Tra le buona batteria di bianchi del millesimo 2017 scegliamo questo, un sorso molto fine ed elegante in cui il fiano convive con un 15% di falanghina. Buona freschezza, naso molto elegante e ricco, buona eleganza al palato.
www.vinitelaro.it

4- Le Serole Pallagrello bianco 2016
Terre del Principe
Inutile negarlo è questo uno dei nostri vini del cuore. Abbiamo la buona abitudine di conservarne le annate con grande soddisfazione. Un bianco che ha un ottimo equilibrio tra il frutto e il legno, risultato di una agricoltura pignola e competente e di un protocollo ormai decisamente collaudato. Un vino da conservare con pazienza, da bere appena fresco, sulle preparazioni più strutturate.
www.terredelprincipe.com

5-Pallagrello bianco Calù 2017
Sclavia
E per restare nel Pallagrello, ecco quello di questa piccola azienda a Liberi la cui resposanbile produttiva è Anna Della Porta. Una vinificazione stavolta in acciaio, che conferma la validità di questa uva e la sua ricca energia olfattiva e palatale. L’interpretazione del millesimo difficile è a nostro giudizio ben riuscita, c’è freschezza e una buona verve complessiva del sorso, sapido e dissetante.
www.sclavia.com

6-Pallagrello bianco Lancella 2017
Cantina di Lisandro
Restiamo sulla stessa tipologia, stessa annata. Ancora Pallagrello bianco 2017 lavorato molto semplicemente in acciaio. La conferma che questo vitigno ha ben risposto alla stagione siccitosa e calda. Al naso frutta bianca matura mentre il palato è sapido, secco, decisamente fresco e con bei rimandi agrumati prima della chiusura piacevolmente amara che invoglia a ripetere il sorso.
www.cantinadilisandro.it

7-Fiano Casefatte 2017
Boccella
Segnaliamo sempre volentieri il bianco di questa azienda familiare di Castelfranci. Ci piace il tono pacato del naso, ricco ma non opulento, sempre cangiante, la beva decisamente fresca e pulita a ricordare, senza eccessi caricaturali, i bianchi contadini di una volta. Un giusto equilibrio trovato anche grazie al giusto protocollo dall’enologo Fortunato Sebastiano. Da non bere freddo.
www.boccellavini.it

8-Falerno del Massico bianco 2017
Villa Matilde
Una etichetta storica, parliamo della Falanghina in purezza che la famiglia Avallone ha sempre prodotto in questo straordinario areale. Un bianco affidabile, che tiene bene il tempo pur senza avere nessuna ambizione di complessità, in grado di accompagnare piatti di mare come di terra anche strutturati grazie alla sua verve acida che mantiene il palato in una bella tensione gustativa sino al finale netto e piacevole.
www.villamatilde.it

9-Falerno del Massico bianco 2017
Cantine Moio
Si scrive Michele Moio e si legge rosso. Ecco perché secondo noi i due bianchi di questa storica azienda sono una bella sorpresa per tutti gli appassionati. Tra Aloara, passata in parte in legno e la versione lavorata in acciaio vi proponiamo l’ultima. Una Falanghina in purezza che esprime fiori  e frutta al naso, dotata di una verve autorevole al palato, fresca e ricca. Da abbinamento.
www.cantinemoio.it

10-Asprinio d’Aversa dop Atellanum 2017
Masseria Campito
Torniamo volentieri sull’asprinio, un testa coda tra le due nuove aziende protagoniste di questo vino. Masseria Campito, seguita da FRancesco Martusciello jr lavora solo quest’uva sia mossi (ha vinto il Napoli Wine Challenge di Vitigno Italia 2018 con il metodo classico Priezza) che fermi. Atellanum esprime tutta la vigoria di questo vino, da bere a secchiate su crudi nippopartenopei.
www.masseriacampito.it

 

 

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