Ecco i piatti di Daniela Soto-Innes al Cosme a New York, migliore chef donna al mondo nel 2019 per 50Best Restaurant

10/7/2019 830
il bancone del bar da Cosme

di Albert Sapere

 

Daniela Soto-Innes appena 28 anni, chef di Cosme (classificato al n°23 nel 2019 per 50 World’s Best Restaurant), il locale newyorkese di Enrique Olvera, chef/patron di Pujol a Città del Messico, (classificato al 12° posto nella 50 World’s Best Restaurant 2019).  La Soto-Innes è anche la migliore chef donna in questo 2019, premio che si affianca al James Beard Rising Star Chef vinto nel 2016.

Faccio un paio di premesse. Cosme nell’impostazione è un locale molto newyorkese. Il grande bar, che occupa quasi tutto l’ingresso, un servizio easy, però cortese e attento, grandissimi cocktails, lista dei vini con ricarichi molto importanti. Musica a palla, i piatti si possono mangiare anche al bar. Enrique Olvera è un monumento per la cucina messicana, è stato il cuoco che più di tutti ha proiettato lo stato sud americano nel gotha della gastronomia mondiale, portando in giro la propria cultura gastronomica. Queste premesse sono dovute, perchè se vi aspettate di trovare un ristorante “classico all’europea” rimarrete delusi. Invece se andrete scevri dall’idea che l’alta ristorazione sia un monastero dove recarsi in preghiera, proverete una delle esperienze più fighe che in questo momento New York offre.

Quasi tutta la cucina del Sud America poggia le sue basi su due concetti Color and Power. I colori sono importanti in cucina e in Sud America hanno le senbianze sgargianti e pieni di vita del verde, giallo e rosso.  La forza è quella gustativa, data dai vari tipi di peperoncino e di utilizzo dei vari tipi di “Mole”. Cosme si inserisce in questo filone. Molto buono il piatto con il radicchio, crema di fagioli, avocado e noccioline ed il guacamole. Un piccolo scrigno di sapori il crab infladita, morita, avocado. Capitolo a parte per il Mole negro. La salsa aveva un sapore intenso, molto forte, i toni amari erano in una scala veramente importante, rimarcati dalla verdura, non condita in alcun modo, in accompagnamento per riempire i tacos. In effetti l’assaggio mi ha lasciato delle sensazioni positive, lontani dall’idea che abbiamo nella nostra cultura dell’amaro, però sicuramente molto positivo.

Conclusioni

Daniela Soto-Innes
Daniela Soto-Innes

Cosme, se inteso come “migliore”, sicuramente non e’ il 23° ristorante al mondo. Se inteso come locale in grado di dettare tendenze, sicuramente merita di stare nella lista dei 50 migliori al mondo. Mi spiego meglio. Forse il locale più figo, nella città dei locali fighi, New York, cosa non da poco. Il merito principale è di far approcciare i clienti ad una cultura come quella messicana, non facile, spesso storpiata nella fusion Tex/Mex. Secondo merito è quello di fare “cultura” del cibo messicano ma con le regole che New York impone. Il merito maggiore di Daniela Soto-Innes è quello di proporre una cucina replicabile, capibile e godibile, mole a parte. Un ristorante che è uno spaccato newyorkese, tante culture, tanti ingredienti che si fondono in un unico posto.

Crab infladita, morita, avocado

guacamole

 

Red radish, ayocote beans, avocado, pine nuts

 

Mole negro

 

Cosme
35 E 21st St, New York, NY 10010,
Sempre aperto dalle 12.00 alle 14.30, dalle 17.30 alle 23.00
Telefono: +1 212-913-9659
Per prenotare

2 commenti

    lucab

    Attenzione, Marco Contursi non si è trasferito in Brianza dove è Marco Galetti ha girare per locali :-)
    __
    I 2 passaggi dell’articolo che hanno attratto la mia attenzione.
    __
    1
    “Invece se andrete scevri dall’idea che l’alta ristorazione sia un MONASTERO dove recarsi in PREGHIERA, proverete una delle esperienze PIÙ FIGHE che in questo momento New York offre”. (Dall’articolo)

    L’alta ristorazione come “luogo sacro” dove andare a fare un’ “esperienza mistica” e “adorare” il proprio “IDOLO”.
    non è un’invenzione stilistica per rafforzare la tesi della FIGHEZZA, è la realtà:
    se si leggono le centinaia di articoli(che sono anche recensioni) dei food blog italiani e della carta stampata degli ultimi 10 anni si percepisce il fiume di parole teso a
    ESALTARE, GLORIFICARE, MITIZZARE, IDOLATRARE ecc… lo CHEF STELLATO, lo CHEF DELL’ALTA CUCINA.
    Ci sono i SACERDOTI
    (food blogger, comunicatori, critici gastronomici, influencer ecc…)
    e i FEDELI-ADORATORI
    (umanità varia in cui c’è anche il fenomeno del gastrofighettismo e l’esibizionismo di narcisi annoiati)
    __
    2
    “Cosme, se inteso come “migliore”, sicuramente non e’ il 23° ristorante al mondo.
    Se inteso come LOCALE IN GRADO DI DETTARE TENDENZE, sicuramente merita di stare nella lista dei 50 migliori al mondo”.(Dall’articolo)

    Allora, la Super Classifica dei 50 World’s Best Restaurant,
    a che serve?
    A chi serve?
    Serve?
    Veramente a qualcosa di importante?

    Alcune risposte si trovano anche in questi 2 brevi passaggi dell’articolo.
    Ma poi bisognerebbe integrare con articoli di psicologia umana, di sociologia e di marketing.

    Perchè il marketing c’entra… quasi sempre.

    Bisognerebbe insegnarlo negli ultimi 3 anni di liceo.
    Per comprenderlo.
    Poi uno può anche lavorare nel marketing, ma sono due cose completamente diverse.
    __
    Comprendere il marketing è fondamentale per capire il mondo contemporaneo.

    11 luglio 2019 - 09:41

    Marco

    Soltanto a dire : il Messico non è sud America, ma è nord America.

    11 luglio 2019 - 17:25

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