Essentia Loci Primitivo di Manduria Dop 2015 – Ognissole | Vino arrivato secondo a Radici del Sud 2018

3/10/2018 1.2 MILA
Essentia Loci Primitivo di Manduria Dop 2015 Ognissole
Essentia Loci Primitivo di Manduria Dop 2015 Ognissole

di Enrico Malgi

L’azienda biologica Ognissole (nome che trae origine da un poema di Leonida da Taranto vissuto tra il III e IV secolo d.C.) è nata nell’anno 2000 e rappresenta una delle due costole di Feudi di San Gregorio presenti in Puglia insieme a Tenuta Cefalicchio. E’ guidata con acume e competenza dal Direttore Matteo Santoiemma. Com’è nello spirito dell’azienda madre, anche qui si producono grandi vini territoriali, che incontrano il favore dei critici e dei consumatori.

All’ultima edizione di Radici del Sud l’etichetta Essentia Loci Primitivo di Manduria Dop 2015 ha ottenuto in un colpo solo due prestigiosi riconoscimenti: la seconda posizione assoluta nella propria categoria di appartenenza e replica poi nella categoria dei Vini Bio sempre da parte della giuria dei Wine Writers.

Maturazione in acciaio e poi affinamento in barriques per un anno ed elevazione in vetro per altri quattordici mesi. Gradazione alcolica di quindici gradi e mezzo. Prezzo in enoteca di 15,00 euro.

Controetichetta Essentia Loci Primitivo di Manduria Dop 2015 Ognissole
Controetichetta Essentia Loci Primitivo di Manduria Dop 2015 Ognissole

La prima cosa che si riscontra è l’eccessiva gradazione alcolica. Ergo, questo vuol dire vino pesante ed un palato che butta fuoco. Ed invece non è così, al contrario ci troviamo al cospetto di un vino morbido, teso e gentile come se fosse quasi un bianco giovane, a dispetto di una notevole capacità di accumulo degli zuccheri com’è nelle corde del primitivo pugliese. Ma il primitivo, nelle sue variegate sfaccettature, per le sue molteplici anime che lo contraddistinguono e quando è poi lavorato bene come in questo caso, si dimostra un vino gradevole e beverino, perché nel suo dna possiede tannini affusolati ed un’ottima acidità. E poi, come il nome stesso sta ad indicare, l’uva viene raccolta precocemente al momento giusto di maturazione e questo consente di preservarne tutta l’acidità, che poi si tramuta in una beva fresca ed accattivante. Ad abundantiam, teniamo conto anche di un altro fattore positivo e cioè che le viti, allevate con il classico sistema ad alberello, hanno un’età molto avanzata, per cui l’uva sulla pianta si è bene assestata.

Detto questo, allora vediamo come ho trovato questo vino. Colore rosso rubino carico e lampeggiante. Bouquet estremamente espressivo è varietale, per cui si percepiscono sensazioni olfattive ricche di umori di uva passa, di confettura di mirtilli e di ribes nero. E poi ancora sublimi captazioni odorose di ciliegia, di fragola, di rabarbaro, di pepe nero, di cannella, di funghi, di cacao e di liquirizia. Palpiti ferrosi, iodati e sapidi. Parvenze di fiori rossi e di vegetali. Equilibrato, calibrato e bene bilanciato l’uso del legno piccolo, che smussa qualche piccola asperità. Bocca ampia per accogliere un vino solido, carnoso e bene strutturato, ma anche, come si diceva prima, fresco, gentile, equilibrato, rotondo, armonico, superbo, morbidamente tannico e perfino elegante. Intenso, persistente, ammaliante e leggermente dolcino il preciso finale. Serbevolezza infinita. Prezzo molto interessante. Da spendere su carne alla brace e formaggi stagionati. Azzarderei a questo punto anche una combinazione con un ottimo risotto alla milanese per fare contento un mio amico brianzolo.

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