Fattoria Pagano a Casale di Carinola, nel cuore del Falerno

20/8/2018 2.9 MILA
Fattoria Pagano
Fattoria Pagano, Angelo Pagano

di Teresa Mincione

A Casale di Carinola, in provincia di Caserta, tra le pendici del Monte Massico, l’azienda Fattoria Pagano è un’altra delle piccole realtà in un territorio tanto grande quanto prezioso.

Fattoria Pagano
Fattoria Pagano, il vigneto di  Falerno

Nel cuore dell’areale del Falerno, che abbraccia al suo interno i comuni di Sessa Aurunca, Cellole, Mondragone, Falciano del Massico, Carinola è l’ultima cittadina a rientrare nel territorio della doc.

Fattoria Pagano
Fattoria Pagano, il vigneto di Falerno

Proprio tra il Massico e la millenaria Via Appia, su un territorio già decantato dagli antichi Romani per l’eccellenza del vino Falerno, Masseria Pagano è oggi un’azienda che dal 2001 testimonia, con i suoi vini non solo la storia di una terra vocata per le eccellenze ma anche la ricchezza di un areale.

Fattoria Pagano
Fattoria Pagano

Nata nel 2001 dalla passione e dedizione di Antonio Pagano, dottore commercialista, per il mondo del vino, oggi l’azienda vede alla direzione e gestione sia la prima che la seconda generazione. Antonio e Angelo Pagano, padre e figlio, condividono i tempi e i sacrifici di chi vuol raccontare, seppur con fatica, il proprio territorio e il proprio vino: il Falerno.

Fattoria Pagano
Fattoria Pagano

I vigneti di proprietà insistono su otto ettari tutti a Casale di Carinola e a questi si aggiungono altri due ettari in località Altavilla, a una manciata di chilometri di distanza dall’azienda,  dove sono impiantati Fiano e Greco.

Fattoria Pagano
Fattoria Pagano, la cantina

Il comparto di otto ettari si estende su due terrazzamenti dove le vigne di Aglianico, Piedirosso e Falanghina si susseguono una dopo l’altra. Nel passato sugli stessi esisteva una piantagione di mele e la restante parte faceva parte di un vero e proprio bosco. Dopo aver attraversato il primo tratto di vigna si arriva al secondo dove la vista è a dir poco incantevole, soprattutto in questo momento dell’anno in cui la vegetazione è verde e rigogliosa. Ordine e cura tra i filari, sono le coordinate di papà Antonio per la vigna. Lo sguardo si perde nell’ampia visione d’insieme. Passo dopo passo, Angelo Pagano racconta la sua azienda, dai primi passi, quando il padre decise di investire nella zona in vigneti piuttosto che in borsa, ai nuovi investimenti per creare una nuova e più grande cantina.

Evidente l’eterogeneità del terreno data dalla diversa composizione del suolo. Nella parte più bassa (primo terrazzamento) la componente sabio-limosa è prevalente, in quella più alta (secondo terrazzamento) è l’argilla a farla da padrona.

Fattoria Pagano
Fattoria Pagano, il suolo

Ad oggi l’azienda è in conversione al biologico e la consulenza enologica è di Angelo Fiore.

Non c’è foschia e da lontano si vedono Ischia e Procida. Si cammina, e lentamente le vigorose vigne di Aglianico, Piedirosso e Falanghina, piantate negli anni 2002, 2003 e 2004 accanto alle preesistenti vigne antiche (oltre 70 anni), sfilano silenziose. L’intero vigneto è ad un’altezza compresa tra i 270 m e i 300 metri, alle spalle del vulcano spento di Roccamonfina ed in linea d’area dal mare a circa 5 Km. Mettere piede in vigna è, ogni volta, un’emozione. Non importa in che areale mi trovi o capiti per caso. Sentire la brina che bagna le caviglie quando è ancora mattina, l’erba ancora morbida piegarsi ad ogni passo, o il rumore dei tralci essiccati dal sole, fa emozionare testa e anima e d’estate, ancor di più, tutto ha un fascino maggiore.

Mentre scatto qualche foto Angelo continua il suo racconto. Per una piccola azienda il mercato è fondamentale, e quello estero non deve mancare. Si vende in Italia così come in Svezia, Cina, Giappone. Anche per questo, racconta, la gamma di prodotti è stata ampliata  al fine di soddisfare il mercato ad ampio raggio. Una buona scelta? Il futuro darà la sua risposta.

La produzione annua si aggira intorno alle 55.000 bottiglie, annate permettendo. Per i bianchi ci sono Falanghina, Greco, Fiano, e addirittura una vendemmia tardiva. Non manca il rosato, blend di Aglianico, Piedirosso e Merlot, dalla pennellata delicatamente ramata piuttosto che la tradizionale pink nuance. E ancora, passando alla produzione dei vini rossi spunta un Piedirosso in purezza vinificato in acciaio e per finire un Aglianico. Dulcis in fundo, per onorare l’areale di provenienza, la produzione conta anche un Falerno Bianco, un Rosso e una Riserva.

Le etichette sono particolari e richiamano antichi strumenti musicali campani a firma di Mariangela Cacace.

Ai calici..

Pectus Falerno del Massico Bianco 2016

Falanghina in purezza che affina in barriques francesi di primo passaggio per sei mesi per poi continuare l’affinamento in bottiglia.

Paglierino tendente al dorato. Naso dai toni dolci che eredita la traccia del legno.

Al sorso è carnoso, sapido e di buona acidità.

 

Fabula Falerno del Massico Bianco 2017

Un calice di Falanghina in purezza dalla fermentazione svolta in acciaio e affinamento in bottiglia. Paglierino intenso e luminoso. Al naso il bouquet riporta al mare. Sottile il tratto iodato, refoli di macchia mediterranea sono arricchiti da picchi floreali. Al roteare piccoli affiori di zafferano, cipria e frutta a pasta bianca. In bocca il timbro racconta l’ innata sapidità che si accompagna ad una piacevole intensità del sorso.

 

Gaurasi Falerno del Massico Rosso 2015 (Aglianico 80%- Piedirosso 20%)

Un calice di Falerno del Massico Rosso che affina 4/6 mesi in barriques di secondo passaggio.

Rubino luminoso. Il ventaglio olfattivo si tratteggia su refoli di frutta rossa croccante, ciliegia, marasca, ribes. Si accompagna la leggera vena ematica e una ben più  evidente traccia floreale. Rosa canina, gerbera.La componente spezzata si rintraccia nei sentori di carruba, chiodi di garofano, pepe nero, tabacco scuro. Al palato è di buon nerbo e dal tannino gustoso. Buona la spinta sapida che ben si bilancia con la componente acida.

 

Angelus Falerno del Massico Rosso 2011 (Aglianico Taurasi 80%- Piedirosso 20%)

Il vino di punta dell’azienda con un affinare sto in barriques di 18 mesi e un affinamento in bottiglia di 24 mesi.

Rubino intenso. Tratti balsamici e empireumatici si svelano sin dalle prime olfazioni. Composta di frutta, ribes nero, spezie scure, tabacco i tratti marcanti. Macchia mediterranea, carruba e arancia sanguinella nel lento roteare. Al palato il sorso è ruggente. Il tannino offre succulenza ma ha ancora strada da fare. Buona freschezza e buona chiusura acido- sapida.

 

Fattoria Pagano Carinola
Via Provinciale per Falciano, 2
Tel: 0823 720550
www.fattoriapagano.it

Un commento

    Pierre Pesenti

    (16 novembre 2018 - 17:05)

    Salve,

    Abito in Francia, vicino alla frontiera italiana e poco fà ho scoperto il vino vostro” Anima – Roccamonfina Bianco – Vendemmia Tardiva – 2018. Fù una vera e bellissima scoperta. Vorrei sapere se posso trovarlo verso Ventimiglia oppure San Remo.
    Cordiali saluti.

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