Fiano di Avellino, dieci etichette da comprare senza ritegno nel 2017

15/8/2017 5.2 MILA
Rocca del Principe
Rocca del Principe

Fiano, Fiano, Fiano. Di Avellino docg. Un grande bianco che avrebbe bisogno di più aziende che credono nelle sue potenzialità evolutive. Sicuramente un vino che migliora con il passare degli anni. Tanti anni, anche dieci se non di più. Puntare sui cru, imparare il giusto rapporto anche con il legno e non ce ne sarà per nessuno. Intanto ecco quelli che vi potrete coccolare nei prossimi anni comprandoli adesso.

1-Fiano di Avellino 2015 docg
Rocca del Principe
Un piccolo grande capolavoro che si piazza primo nella top quest’anno, perfomance a cui la piccola azienda di Ercole Zarrella è abituata. L’attesa premia ancora una volta e lancia questo bianco nell’OLimpo dei grandi vini di sempre: pieno e complesso al naso, con sentori che vanno dalla frutta bianca ben matura alle note balsamiche, alla macchia mediteranea con un rilancio al palato senza eguali. Acidità vibrante, sapidità, lunghezza e chiusura autorevole, imponente. Un equilibrio che promette la crescita continua a chi avrà l’intelligenza di non stappare subito.
www.roccadelprincipe.it

2-Fiano di Avellino 2014 docg
Guido Marsella
Sì, aspettare almeno due anni fa ancora meglio al Fiano e questo 2014, benché espressione di una annata non eccezionale, è sicuramente un bellissimo vino, giocato di potenza. Anzitutto all’olfatto, con le tipiche note fumé e di fungo che fanno da corredo alla mela ben matura. Poi al palato, dove la freschezza detta i tempi di una beva imponente, materica, che alle prime battute sembra abbia difficoltà a distendersi ma che subito dopo si rivela in tutta la sua complessità. Toni sapidi, austeri in un finale esaltante che continua a far salivare a lungo.
www.guidomarsella.com

3-Fiano di Avellino 906 2013 docg
Ciro Picariello
L’annata 2015 è quasi finita e dobbiamo aspettare un po’ per capirne l’evoluzione. Nel frattempo ci consoliamo con questo piccolo grande capolavoro a lungo atteso dopo la prima uscita del 2012. La conferma di quello che sosteniamo da tempo: più passa il tempo e più è possibile dare valore al Fiano e al territorio. Il vino adesso sta per entrare nella sua piena maturità, il naso è complesso, lontano dalle note monocordi agrumate dei primi sorsi. Non è difficile prevedere una grande evoluzione, uno di quei sorsi che ci accompgneranno con piacere nei prossimi dieci anni.
www.ciropicariello.it

4-Fiano di Avellino 2016 docg
Tenuta Scuotto
Ed ecco alla prima new entry 2016, annata abbastanza complicata per il Fiano con alti e bassi a second dell’areale. Qui torniamo a Lapio dove Tenuta Scuotto sta ben lavorando con Angelo Valentino. Proprio la sua chiave interpretativa che tende ad aver vini ricchi e opulenti ha giocato bene le sue carte in questo millesimo che non esce a caso, ma dopo una lunga serie di annate ben eseguite. Qui abbiamo un bianco ampio, floreale ma anche già fruttato al naso, un palato gratificante, materico ma sostenuto da una buona acidità. Molto elegante e gradevole il finale.
www.tenutascuotto.it

5-Fiano di Avellino 2015 Numero Primo docg
Ventitrè Filari
Una nuova realtà a Montefredane: è quella dei fratelli Rosa e Alfonso Puorro che hanno rilevato la piccola azienda di famiglia di appena due ettari e mezzo coltivati a fiano.  Poco più di 3500 bottiglie in questa uscita che disegna un bianco di carattere, come sempre avviene in quelli ottenuti su questa collina che sorveglia Avellino. Grande naso, fruttato e minerale, buona acidità e sapidità al palato, nessuna concessione a toni dolci e ruffiani. Una bella esecuzione insomma, che lascia ben sperare per il futuro, soprattutto se viene mantenuta la specializzazione solo nel fiano.
www.ventitrefilari.com

6-Fiano di Avellino 2016 docg
Colli di Lapio
Sempre ai massimi livelli la storia azienda di Lapio che ha dato nome e cognome all’areale. Il segreto è quello della affidabilità basata su un protocollo ormai collaudato e da una buona agricoltura artigianale nella contrada Arianello. Questo millesimo di non facile gestione si presenta con un naso dai tipici sentori di mela, erbe, agrumi e, al palato, con un sorso spigliato, sottile, elegante, decisamente interessante e per certi versi già in equilibrio- Una buona prova, insomma di un bicchiere che è da sempre riferimento per gli appassionati del Fiano di Avellino.
www.collidilapio.it

7-Fiano di Avellino 2016 docg
Tenuta Sarno 1860
Decisamente interessante e proficuo il rapporto tra Vincenzo Mercurio e Maura Sarno: un vino, sempre ad alto livello, che nelle verticali esprime le differenze tra le diverse annate. Questa 2016 muove ancora timidamente i primi passi, un pelo sotto le 2015 ma ugualmente molto interessante, al punto di entrare facile in questa classifica. Un vino che si colloca a metà tra Lapio e Montefredane, ossia buona frutta al naso e tanta fresca mineralità al palato con un acidità spiccata e ancora scissa. Non ci resta che attendere con pazienza, come è avvenuto con i precedenti.
www.tenutasarno1860.it

8-Fiano di Avellino 2012 Alessandra docg
Di Meo
Applausi e ancora applausi per questa storica azienda che da tempo insiste con i bianchi di lungo invecchiamento. Siamo ormai a cinque anni con questa che è ormai una sorta di riserva che ci regala ogni anno piacevoli sentori di un Fiano maturo, finalmente uscito dalle fasce ed in grado di esprimere quella complessità così ben spiegate dalle ricerche scientifiche sui precursori di aroma. Quasi un bianco da meditazione, in perfetto equilibrio, da sorseggiare come amiamo fare  con nocciole e noci davanti al camino d’inverno. Da stappare adesso o quando volete nel futuro remoto.
www.dimeo.it

9-Fiano di Avellino 2015 docg
Fonzone
L’azienda è appena fuori l’areale ma ci piace molto lo stile dei bianchi. Il fiano coltivato a Paternopoli regala bella complessità, questo, acquistato da conferitori nella contrara Arianello di Lapio vanta una mirabile esecuzione sostenuta dalla non fretta di uscita. Ecco allora una bottiglia da non perdere fuori dai soliti percorsi. Arturo Erbaggio mostra di conoscere bene questa uva e di usare protocolli ben calibrati. Il risultato è un Fiano di buona fattura, lungo e fresco al palato, fruttato al naso. Da usare per innaffiare tutta la cucina di mare.
www.fonzone.it

10-Fiano di Avellino  2016 docg
Tenuta del Meriggio
Questa nuova azienda di Montemiletto inizia a farsi notare per delle esecuzioni corrette, classiche, delle tre docg. La vocazione naturale è costituita dal Fiano e si vede in questa annata interpretata con perizia. Si tratta infatti di una bottiglia dai classici sentori di mela e di macchia mediterranea, in ottimo equilibrio al palato tra i toni sapidi, la freschezza e il piacevole amaro che accompagna la chiusura precisa, molto efficace. Un vino gastronomico, come si dice adesso, proprio per queste sue piacevoli caratteristiche anche se la qualificata materia prima consiglia tempi lunghi.
www.tenutadelmeriggio.it

 

2 commenti

    Francesco Sansone

    (10 agosto 2017 - 12:12)

    Caro Pignataro, come sempre grazie per queste utili indicazioni. Mi fa piacere constatare che ogni anno almeno 3 o 4 nomi siano diversi, in questa lista come in quelle di greco e falanghina. Trovo che sia prova di un giudizio maturo e sereno. Le scrivo per darle atto, nel mio piccolo, che sto cominciando ad apprezzare maggiormente i bianchi campani con un paio d’anni di invecchiamento. Certo non arrivo a prediligere lunghi invecchiamenti e sentori marcati di camomilla e zafferano, ma è vero che un anno è troppo poco per questi vini. Il meglio viene aspettando.

    Francesco Sansone

    (10 agosto 2017 - 12:15)

    PS. Esce anche qualche consiglio sui bianchi cilentani? Sono in zona pronto al consueto tour di saccheggio, per bere questa terra magica anche negli inverni in cui sono lontano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *