Fiano di Avellino 2011 docg Ciro Picariello

25/8/2021 2.3 MILA
Fiano di Avellino 2011 Ciro Picariello
Fiano di Avellino 2011 Ciro Picariello

Gita in barca con amici con Luigi Iapigio guest star: con mezzi di fortuna riesce a proporre la sua ricetta degli spaghetti alla Nerano con le cozze, regolarmente in carta al Veliero di Acciaroli. Un piatto strutturato, di quelli seri. E allora niente di meglio che ricorrere ad un vecchio Fiano, per esempio a Ciro Picariello che da troppo tempo dorme placido in cantina: scegliamo il 2011, annata calda e perfetta per i vini irpini. Il risultato è semplicemente straordinario, viene da ripetere la reclame “Un Picariello è per sempre”. Energica freschezza, giovinezza nel sorso e complessità olfattiva al naso: in poche parole un grandissimo vino che conferma l’areale di Summonte particolarmente vocato alle note fumè. Il binomio alla fine è semplicemente perfetto e noi non possiamo altro che goderci il mare di Punta Licosa, il piatto del nostro chef, la piacevole compagnia facendo insieme un gran pernacchio a Lucifero: caldo ti amiamo!

Fiano 2011 di Picariello (Foto Lello Tornatore)

Scheda del 1 aprile 2013. La buona notizia è che questa piccola azienda investe ancora sul tempo: la vendemmia 2012 è stata in parte destinata ad una riserva, cosa non prevista dal disciplinare ma che per fortuna rientra nella intelligenza umana: la sua uscita sarà nel 2014.
La seconda buona notizia è che ormai la 2011 di cui parliamo è quasi tutta venduta, per fortuna Ciro Picariello, da noi subito individuato come viticoltore semplice ed essenziale dalle grandi potenzialità, lavora su prenotazione, come dovrebbero operare tutti quelli delle sue dimensioni.
Ma c’è anche una terza buona notizia: la 2011 bianca in Irpinia è stata davvero una buona annata, a differenza di quello che è accaduto in quasi tutto il resto della Penisola, grazie alle vivaci escursioni termiche.
Certo, i vini sono un po’ più cicciotti del solito, ma non rientrano nella massa corporea degli obesi, ossia di quei bicchieri popputi, stanchi e senza nerbo.
Ma, vista la giornata di Pasqua, la quarta, definitiva e insindacabile, buona notizia è che questo vino è immortale. Ricorda, per complessità e spinta propulsiva, quasi la prima 2004, c’è sicuramente un tocco di frutta in più, ma al tempo stesso l’acidità ha una verve inesauribile, in grado di reggere tutta la beve e a dargli una buona motivazione.
Sicuramente, dunque, converrà farne scorta e stapparlo con parsimonia, perché si tratta di un grande bianco, forse uno dei migliori di sempre. Consiglio sempre di bere il vino con il cibo, e questo bianco spettacolare, blend di uve da Montefredane e da Summonte, sicuramente può andare bene con la maggior parte dei piatti senza pomodoro.

Ma la sua complessità, la sua bella energia, la sua forza appena alle prime battute, ne fanno una bottiglia da godere in assoluto perché è nella sua espressione più pura che possiamo godere dell’anima contadina e attenta dell’Irpinia.

SUMMONTE
Località Acqua della Foresta,via Marroni
Tel.0825.702516
www.ciropicariello.com
Ettari: 7 di proprietà. Bottiglie prodotte: 50.000. Vitigno: fiano. Prezzo: 8,5  franco cantina

2 commenti

    Lello Tornatore

    Abbiamo sentito anche la 2012 da serbatoio…ecchèvelodicoaffare…non c’è pizza chiena di pasquetta che basti a ricevere l’acida pienezza aromatica di questo vino!!! Le tinge proprio bene le unghie alle formiche…quest’uomo!!! ;-))

    1 Aprile 2013 - 09:43

    Alfredo Zimmaro

    Incontrai Ciro Picariello e consorte a Vitigno Italia nel 2007 quando ancora si svolgeva alla Mostra d’Oltremare e ricordo l assaggio delle annate 2004 2005 e 2006 veramente strepitose.

    25 Agosto 2021 - 14:49

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