Fiano di Avellino 2019 docg Di Meo

30/6/2020 398
Azienda Di Meo
Azienda Di Meo

di Antonella Amodio

€ 15,00
Di Meo
Contrada Coccovoni, 1
83050 Salza Irpina ( AV )
[email protected] www.dimeo.it
Tel 0825 981419

Tra i vitigni a bacca bianca più eleganti dell’Italia c’è sicuramente il fiano, dotato di una finezza espressiva rara e con una caratteristica longevità. È allevato in diversi luoghi del meridione, ma solo nella regione Campania, e precisamente nel territorio irpino, dove gode della Docg, trova la sua massima espressione. A Salza Irpina tra i vigneti della cantina Di Meo raggiunge risultati eccezionali su un terreno prevalentemente argilloso a 550 metri s.l.m, dove le vigne, di circa 25 anni, affondano le loro radici. La cantina produce vino dal 1986 e la sede è nello storico Casino di caccia del 700’, appartenuto ai Principi di Caracciolo, oggi trasformato in casa di campagna di charm, circondata da vigneti e alberi da frutto. L’azienda è attualmente condotta da Roberto, enologo e responsabile commerciale ( nonché presidente di Assoenologi Campania ) e da Generoso, promotore di “Di Meo Vini ad Arte”, un progetto di valorizzazione e diffusione nel mondo del patrimonio culturale irpino e campano.

Fiano di Avellino 2019
Fiano di Avellino 2019

Il Fiano di Avellino 2019 conquista già alla vista per il suo colore giallo paglierino scarico luminoso, mentre all’olfatto si individuano i profumi di agrumi, di frutta a polpa bianca e di fiori di camomilla. Al gusto è fresco, salino e molto persistente, con la vena acida che conferisce piacevolezza e il richiamo alla tipica nota di mandorla fresca chiude il sorso. Un vino giovane e con lunga vita davanti. A chi intende scoprire pienamente le potenzialità del Fiano di Avellino suggerisco di scegliere vecchie annate, con almeno dieci anni di affinamento, in quanto i vini Di Meo sono ampiamente riconosciuti come vini perenni.

Un commento

    Francesco Mondelli

    Fiano dipendente ho diversi riferimenti nell’areale e Di Meo è uno di questi ma siccome anche l’occhio vuole la sua parte bisogna convenire che l’etichetta originale si fa guardare ed apprezzare perché non banale pur vestendo una bottiglia ormai classica quasi convenzionale FM

    30 giugno 2020 - 05:42Rispondi

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