Figli della Stella: da Armonì a Pozzuoli, cinque interpreti della cucina campana si ritrovano nel segno di Peppe Guida


Armonì, Gianluca Pisacane, MAriano Armonia, Peppe Guida, Alfonso Aquino, Salvatore Costagliola

di Ornella Buzzone

Ci sono legami che nascono nelle cucine, crescono tra un servizio e l’altro, attraversano ristoranti, eventi e territori, fino a diventare qualcosa che va ben oltre la professione. Legami fatti di stima, confronti, esperienze condivise e di quella complicità che soltanto chi vive quotidianamente il mondo della ristorazione riesce a comprendere fino in fondo.

Armonì, il ristorante dall’esterno

È da questo sentimento che nasce “Figli della Stella”, la serata ospitata l’8 ottobre da Armonì Restaurant a Pozzuoli, dove lo chef patron Mariano Armonia ha riunito attorno ai fornelli Alfonso Aquino, Gianluca Pisacane e Peppe Guida, con Salvatore Costagliola a firmare il momento conclusivo dedicato alla pasticceria. Cinque professionisti, cinque sensibilità differenti e un filo conduttore che non ha bisogno di troppe spiegazioni: l’amicizia, quella autentica, capace di resistere alle distanze, agli impegni e alle inevitabili competizioni di un mestiere tanto affascinante quanto impegnativo. Al centro di tutto c’è Peppe Guida, chef dell’Antica Osteria Nonna Rosa di Vico Equense, una stella Michelin e una delle figure più rappresentative della cucina campana contemporanea. Un cuoco che ha costruito la propria identità attraverso il rispetto della materia prima, la memoria domestica, la stagionalità e una straordinaria capacità di trasformare ingredienti apparentemente semplici in piatti capaci di lasciare il segno. La stella evocata nel titolo non è soltanto quella Michelin.

Armonì, i lievitati

È soprattutto un riferimento, una guida, un insegnamento che continua a vivere attraverso il lavoro di altri cuochi. Perché essere figli di una stessa scuola di pensiero non significa cucinare tutti allo stesso modo. Significa aver condiviso una visione e aver trovato, nel tempo, il coraggio di interpretarla con la propria personalità. Mariano Armonia, promotore dell’iniziativa, ha voluto trasformare questo rapporto in un’esperienza gastronomica, portando nella propria casa professionale colleghi con i quali condivide da anni incontri ed eventi in giro per l’Italia. Non una cena costruita attorno alla ricerca dell’effetto speciale, ma un’occasione per ritrovarsi, cucinare insieme e lasciare che fossero i piatti a raccontare storie, percorsi e appartenenze. Il menù è diventato così il racconto di cinque identità, ciascuna riconoscibile eppure perfettamente inserita in un percorso comune. Ad aprire la serata è stato Alfonso Aquino con una spigola fritta ripiena di fiordilatte e aneto, accompagnata da scarola ripiena e papaccelle.

Armonì, spigola fritta

Un piatto che mette in relazione il mare con ingredienti profondamente radicati nella tradizione campana. La delicatezza del pesce incontra la componente lattica del fiordilatte, mentre l’aneto introduce una nota aromatica e la scarola con le papaccelle riporta il racconto verso una cucina di memoria e territorio. Con Peppe Guida la pasta torna protagonista, come accade spesso nella sua cucina.

Armonì, i fusilli di Peppe Guida

I fusilli delle signore di Gragnano con porcini, provola e santoreggia sono un omaggio alla stagione autunnale e a quella capacità, tutta sua, di costruire piatti nei quali ogni ingrediente conserva una voce precisa. La consistenza della pasta, il carattere dei funghi, la morbidezza della provola e il profumo della santoreggia danno forma a una preparazione che racconta quanto possa essere contemporanea una cucina profondamente legata alle proprie radici. Gianluca Pisacane sceglie invece le eliche giganti, accompagnate da tartare di ricciola, burro affumicato all’arancia e porro croccante.

Armonì, eliche giganti e ricciola

Qui il linguaggio cambia, si apre a contrasti e suggestioni differenti. La ricciola porta nel piatto la freschezza del mare, il burro affumicato aggiunge profondità, l’arancia introduce una sfumatura agrumata e il porro lavora sulla consistenza. Una composizione che mette in dialogo tecnica e creatività, senza perdere il legame con la materia prima. A Mariano Armonia il compito di raccontare il territorio che ospita la serata.

Armonì, zuppa di pesce della costiera flegrea

La sua zuppa di pesce della costa flegrea in bianco, accompagnata da alga marina croccante e pane aromatizzato all’aglio, è una dichiarazione di appartenenza. Una preparazione che guarda al patrimonio ittico locale e a quella cucina di mare che non ha necessariamente bisogno del pomodoro per esprimere carattere. Il pane all’aglio completa il piatto richiamando uno dei gesti più familiari e spontanei della tavola: raccogliere il fondo, senza lasciare indietro nulla del suo sapore. A chiudere il percorso è stato Salvatore Costagliola, pastry chef e patron di Materia Prima a Bacoli, con Citròn, un dessert costruito attorno alle diverse espressioni del limone.

Armonì, il dolce citron

Pasta choux, lemon curd, mousse al cioccolato bianco e limone e gel di limone compongono un dolce nel quale la componente agrumata diventa protagonista, giocando sull’incontro tra acidità, dolcezza e differenti consistenze. Cinque piatti, dunque, ma soprattutto cinque modi di intendere la cucina. Dalla tradizione alla ricerca, dal mare alla terra, passando per la pasta e la pasticceria, il percorso ha restituito un’immagine interessante della gastronomia campana: una realtà viva, nella quale l’identità non rappresenta un limite alla creatività, ma il punto da cui partire.

Armonì, Mariano e il pastry chef Costagliola

Ed è forse proprio questo l’aspetto più significativo di “Figli della Stella”.
In un settore nel quale si parla spesso di riconoscimenti, classifiche e successi individuali, Mariano Armonia ha scelto di mettere al centro qualcosa di diverso: il valore delle relazioni umane e la riconoscenza verso chi, attraverso il proprio lavoro, ha contribuito alla crescita professionale degli altri. Peppe Guida rappresenta quel riferimento comune, ma ciascuno dei protagonisti ha costruito una strada personale, fatta di scelte, esperienze e interpretazioni differenti. La cucina, del resto, è anche trasmissione. È ciò che si impara osservando, ascoltando, sbagliando e ricominciando. È il patrimonio di conoscenze che passa da un cuoco all’altro, trasformandosi senza perdere la propria origine. A Pozzuoli, per una sera, questo patrimonio è diventato una tavola condivisa. E se la stella è il simbolo di un traguardo professionale, in questa occasione ha assunto un significato ancora più interessante: quello di una luce capace di indicare una direzione, senza pretendere che tutti percorrano la stessa strada. Perché le cucine possono essere diverse, così come le storie di chi le abita. Ma quando alla base ci sono rispetto, amicizia e una visione comune, ritrovarsi a cucinare insieme diventa il modo più naturale per raccontarlo.

Armonì Restaurant – Chef Mariano Armonia
Corso Umberto I, 177 – 80078 Pozzuoli (NA)
Telefono: 081 866 4759
Sito web: www.armonirestaurants.com⁠

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