Giovanni Passerini a Parigi, la nuova trattoria italiana fa tendenza

13/12/2019 2.8 MILA
Ristorante Passerini, la squadra
Ristorante Passerini, la squadra

Giovanni Passerini Parigi
65 Rue Traversière, 75012
tel: +33 1 43 42 27 56
[email protected]
Sempre aperto s pranzo e cena, martedì solo a cena
Chiuso domenica e lunedì

Ritorno da Giovanni Passerini, primo ristorante italiano per 50TopItaly. Una formula perfetta in cui la cucina italiana non è presentata in maniera museale, ma aggiornata di tecnica e di sapore.
Un  luogo da cui sicuramente non si può prescindere quando siete a Parigi. Prenotando si intende perché è sempre pieno.
Nel nostro percorso, oltre alla conferma della trippa alla romana, imperdibile, una grande pasta e fagioli di Controne con i gamberi e uno straordinario cinghiale come mai lo abbiamo mangiato.
Ricerca dei prodotti ossessiva e pignola, grande tecnica e ricerca del sapore vero, senza mediazioni piacione.
Incredibile carta dei vini, per tutti i gusti e tutte le tasche, con tanta Italia ed etichette non scontate che rivelano passione e ricerca anche in questo campo.

 

Ristorante Passerini, il banco
Ristorante Passerini, il banco
Ristorante Passerini, scapece di pastenaca
Ristorante Passerini, scapece di pastenaca
Ristorante Passerini, baccala' e carciofo violetto
Ristorante Passerini, baccala’ e carciofo violetto
Ristorante Passerini, il germano con farro, lenticchie, castagne e barbabietola affumicata
Ristorante Passerini, il germano con farro, lenticchie, castagne e barbabietola affumicata
Ristorante Passerini, il pane
Ristorante Passerini, il pane
Ristorante Passerini, trippa alla romana
Ristorante Passerini, trippa alla romana
Ristorante Passerini, pasta mista e fagioli di Controne, con gamberi e peperoni cruschi
Ristorante Passerini, pasta mista e fagioli di Controne, con gamberi e peperoni cruschi
Ristorante Passerini, ravioli di zucca in brodo di ricci
Ristorante Passerini, ravioli di zucca in brodo di ricci
Ristorante Passerini, il cinghiale
Ristorante Passerini, il cinghiale
Ristorante Passerini, l'insalata
Ristorante Passerini, l’insalata
Ristorante Passerini, radicchio e rapa rossa
Ristorante Passerini, radicchio e rapa rossa
Ristorante Passerini, lievre a la royale
Ristorante Passerini, lievre a la royale
Ristorante Passerini, torta di pere alla crema di mandorle con gelato ai cereali
Ristorante Passerini, torta di pere alla crema di mandorle con gelato ai cereali
Ristorante Passerini, Dacquoise, limone, mascarpone e gelato al pistacchio di Bronte
Ristorante Passerini, Dacquoise, limone, mascarpone e gelato al pistacchio di Bronte
Ristorante Passerini, il vino
Ristorante Passerini, il vino
Ristorante Passerini, il vino
Ristorante Passerini, il vino


Report del 23 aprile  2019

di Albert Sapere

Giovanni Passerini a Parigi. Siamo da sempre il Paese delle trattorie e delle osteria, acuta osservazione di Gualtiero Marchesi. Ultimamente ho letto molto su quello che è il nuovo movimento delle trattorie in Italia, perchè una nuova generazione di ragazzi giovani, da Trippa a Milano a Santo Palato a Roma, a tanti altri casi in giro per l’Italia, hanno avviato un nuovo modo di intendere questo tipo di servizio. Un vero e proprio fenomeno che, a mio avviso è stato confuso, facendone risalire l’origine all’onda lunga della bistronomie francese, termine coniato dal critico Sébastien Demorand e che vede nel locale di Yves Camdeborde il punto di nascita all’inizio degli anni ’90. Come ha spiegato bene Eugenio Signoroni, curatore della Guida Osterie Slow Food: “L’osteria contemporanea non ha bisogno del neobistrot o del ristorante per esistere e definire una sua identità.” Infatti credo sia proprio il contrario, la bistronomie francese ha preso spunto dalla tradizione italiana della trattoria. La cucina dei “cugini” a differenza della nostra è ampiamente codificata e, proporre “i piatti del giorno”, in base alla stagionalità e al mercato è stata veramente una rivoluzione. Cosa che era una prassi in Italia negli anni d’oro delle trattorie. La domanda più frequente dei clienti in trattoria era: “Cosa c’è oggi?”.

Premessa dovuta per raccontare la mia cena da Passerini. Dopo l’esperienza di Rino, che è divenuto un locale cult per gli appassionati, Giovanni si sposta in un ambiente più grande, apre un pastificio di fianco al ristorante, passa dalla cucina all’impronta, senza menù, ad una carta. Giovanni Passerini alfiere della bistronomie francese? No, alfiere della trattoria moderna italiana. La cucina italiana, tra le altre cose, si differenzia da tutte le altre cucine del mondo per avere “una partita” in più, quella dei primi. L’affondo di Giovanni nella tradizione italiana, genovese, vignarola, puntarelle è chiaro, le cotture di paste e riso al dente. Veniamo alla nostra cena. L’inizio è un omaggio a Monsier Passard con asparagi, camomilla, crema di latte, mimosa al polline di fiori, delizioso, come il merluzzo confit con vignarola, insalata cotta e salsa al vino. La batteria delle paste lascia il segno. Cotture perfette, italianissime, come tanti  dei prodotti utilizzati, su tutti una magnifica esecuzione delle casarecce alla genovese con l’aggiunga dell’anguilla affumicata che ne amplifica e allunga il gusto. Chiusura con l’animella, cottura millimetrica e il riso con il latte,  nella versione raffinata di Giovanni che aggiunge caramello salato e pompelmo rosa in pezzi e sorbetto.

Conclusioni
Sicuramente la cucina di Giovanni è molto personale, fatta di talento, tecnica ma senza esagerare, istinto, però somiglia sempre di più ad una trattoria italiana contemporanea, questo è un complimento, perchè il cuoco romano è nella piena maturità dei suoi mezzi. La tradizione italiana, aggiornata con una grande sensibilità e vista da “lontano” il vero punto di forza. Ad un costo, basso per gli standard parigini, relativamente basso, proverete una grande cucina d’autore, forse la migliore trattoria moderna italiana in questo momento.

Giovanni Passerini Parigi

Un commento

    friariello

    Dopo anni oscurantisti da un po’ di tempo anche a Parigi è possibile gustare una buona cucina italiana tradizionale ma fatta bene e con buoni prodotti.Resistono ancora i”falsi italiani”che servono cotolette con contorno di spaghetti precotti,e sauce bolognaise industriali!Fortunatamente sono sempre meno grazie ad una nuova e più diffusa cultura gastronomica.

    13 dicembre 2019 - 18:41

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