Gli ottanta anni di Badia di Morrona

23/12/2019 788

di Antonio Di Spirito
Nel 1933 i fratelli Egidio e Girolamo Gaslini di Genova decisero di separare le loro attività economiche e professionali nel campo dell’olio su scala nazionale; in particolare: Girolamo continuò le attività di famiglia fino a costituire la Fondazione che istituì e gestisce tuttora l’ospedale pediatrico Giannina Gaslini; mentre Egidio si dedicò ad altre attività.

Badia di Morrona
Badia di Morrona

Quest’ultimo, però, venne a mancare improvvisamente ed i figli, Italo e Mario, continuarono le attività del padre e nel 1939 decisero di diversificare le attività di famiglia, investendo nel settore agricolo. Fu così che acquistarono Badia di Morrona, un’antichissima e vasta proprietà delle Colline Pisane, comprendente anche un monastero ed una chiesa, che all’epoca era suddivisa in due porzioni di 100 ettari l’una.

Badia di Morrona - La Villa Padronale
Badia di Morrona – La Villa Padronale

Negli anni ’80 Egidio Gaslini assunse la gestione aziendale, sostituendo il padre Italo e lo zio Mario; da allora i passi sono stati giganteschi: ha acquisito l’altra metà dell’antica proprietà, riunificandole, abbattendo anche il muro che le divideva; ha acquisito altre proprietà confinanti, compresi i casali abbandonati dai mezzadri, fino ad arrivare agli attuali 600 ettari.

Dal 2015 è Filippo Gaslini Alberti (il secondo cognome è stato aggiunto da Egidio negli anni ’80, perché fu adottato dalla famiglia Alberti) a guidare l’azienda, con figlio e nipoti già a supporto, che nel corso degli anni è stata gradualmente strutturata a diventare un polo di eccellenza.

Badia di Morrona - La nuova generazione
Badia di Morrona – La nuova generazione

Oggi l’azienda è un esempio virtuoso di attività correlate: 110 ettari sono dedicati a vigneti, tutti reimpiantati e, a rotazione, vengono rinnovati.

Una buona porzione è stata destinata agli uliveti, per la produzione di un ottimo olio.

Badia di Morrona - Uliveto e Frantoio
Badia di Morrona – Uliveto e Frantoio

Il resto della proprietà sono boschi e seminativo ad uso e consumo di cinghiali, mufloni ed altri animali presenti nella riserva di caccia aziendale; cacciagione in massima parte utilizzata nella “Locanda la Fornace”, insieme agli ortaggi coltivati in un appezzamento di circa un ettaro.

Badia di Morrona - Cose Buone da La Fornace
Badia di Morrona – Cose Buone da La Fornace

Tutti i casolari presenti nella proprietà sono stati ristrutturati e ne sono stati ricavati camere e mini appartamenti per una capienza complessiva di 120 posti letto

Badia di Morrona - Villa Selvicciola
Badia di Morrona – Villa Selvicciola

Quattro impianti fotovoltaici sono destinati alla produzione di circa 170 Kw che coprono l’80% del fabbisogno energetico aziendale, non disdegnando il riutilizzo di materiali di scarto come fonte energetica.

Naturalmente la conduzione dei vigneti e di tutte le altre colture è impostato secondo i dettami biologici e l’uso della solforosa è ridotto al minimo.

Badia di Morrona - La Cantina
Badia di Morrona – La Cantina

Inizialmente si produceva sangiovese e canaiolo con piante molto vecchie e su terreni argillosi. I vigneti sono stati impiantati tutti, utilizzando le marze risultanti da una selezione massale dei biotipi presenti in azienda, scegliendo le tipologie di terreno, le esposizioni, i portainnesti ed i cloni più idonei.

Giorgio Marone è la guida tecnica dell’azienda, mentre Adolfo Benvenuti è l’enologo aziendale.

I vigneti di Badia di Morrona
I vigneti di Badia di Morrona

Per festeggiare gli ottanta anni dell’azienda è stato organizzato un viaggio nel passato attraverso alcune annate per una doppia verticale con i due vini di punta: Vigna Alta e N’Antia

Gianni Fabrizio, co-curatore della guida del Gambero Rosso, ha presentato la verticale di Vigna Alta, un sangiovese in purezza che l’azienda produce dal 1994, ricordando che si è passati dal 13% di alcool registrati nel 1995 agli attuali 14,5%; e questo è sicuramente uno degli effetti provocati dall’innalzamento termico globale.

Vigna Alta
Vigna Alta

1997 – il calice emana da subito profumi di prugna fresca, poi sottobosco, grafite, leggera nota affumicata, inchiostro, iodio, tabacco. Il sorso, nonostante l’età, si caratterizza ancora con frutta fresca; un tannino rotondo; la sapidità e la speziatura lo rendono scorrevole e di buona finezza; per nulla affaticato, anzi agile e di buona eleganza. Ventidue anni spesi molto bene.

1998 – è caratterizzato inizialmente da una nota vegetale di ghianda e castagna, poi arrivano le note di frutta rossa e di viola, ma anche di inchiostro e iodio; il sorso è molto scorrevole e fresco; il tannino arriva dopo ed è ancora un pò asciutto e ruvido; comunque la polpa è viva e succosa e l’acidità fa il resto per renderlo armonico.

1999 – profumi di viola, prugna, foglia di lauro e goudron deliziano il naso: il tempo gli ha donato l’evoluzione, senza cancellare del tutto la giovinezza; il sorso è fruttato, succoso e denso, il tannino è levigato ed una leggera speziatura gli dona una buona persistenza. Elegante.

2000 – l’olfattiva è tutta giocata sulla ciliegia, inizialmente sotto spirito (cherry), poi, con l’ossigenazione, si attenua l’alcool e si apprezza una ciliegia fresca e carnosa, accompagnata dalla solita foglia di lauro; il sorso è fruttato e scorrevole; buona l’acidità e la speziatura: asciutto e succoso allo stesso tempo.

2011 – profumi di prugna, ciliegia, erbe appassite, goudron, sottobosco e note di iodio; il sorso è succoso, fruttato, saporito, fresco, ancora un pò astringente per un tannino molto vivo; buona la speziatura e l’equilibrio generale.

2013 – profumi di fiori scuri, frutta rossa, goudron, una leggera affumicatura e traccia del passaggio in legno; il sorso è fruttato, fresco e rotondo; ha un’acidità squillante, la trama è leggermente meno fitta degli altri, gioca più su note di eleganza; è speziato ed equilibrato.

2015 – molto vivo all’olfattiva, è floreale, porta tanta frutta rossa, una nota vegetale, note di tabacco e profumi di sottobosco; il sorso è succoso e fruttato, i tannini sono inizialmente soffici, ma chiudono decisi ed astringenti, ottima l’acidità. Esprime carattere e potenza.

2016 – bel ventaglio olfattivo: floreale, frutti rossi, nota fumé e tabacco; il sorso è pieno, fruttato e speziato, i tannini sono decisi, ma vellutati; è sapido, elegante ed armonico.

Visto che la verticale successiva, il N’Antia, è un vino dal carattere “internazionale”, per guidare la degustazione è stato chiamato il bravissimo Christian Eder, un giornalista austriaco corrispondente per l’Italia di “Vinum”, una importante rivista elvetica.

N'Antia
N’Antia

Questo vino è nato con un blend di sangiovese, cabernet sauvignon e merlot in percentuali variabili; dal 2002 scompare il sangiovese ed il vino è diventato un tipico taglio bordolese: cabernet sauvignon, cabernet franc e merlot.

1997 – al naso è caratterizzato dal sangiovese con profumi di ciliegia, viola, sottobosco e foglia lauro; il sorso è rotondo, fresco e scorrevole,i tannini sono risolti, appena speziato in chiusura.

1998 – profumi di ciliegia, prugna, tabacco ed una nota fumé compongono il quadro olfattivo; il sorso è freschissimo, ha il sapore di melograno, ha un buon tannino, è scorrevole e speziato.

1999 – maturo al naso con profumi di prugna, tabacco e sottobosco; unica nota stonata è una nota di legno vecchio; il tannino è ottimo, il sorso è sapido, scorrevole ed equilibrato.

Dall’annata successiva si cambia stile: scompare del tutto il sangiovese che, sostanzialmente, viene sostituito con il cabernet franc. E questo cambio di passo si avverte subito al naso.

2005 – profumi di frutti di bosco, note affumicate, grafite e pietra rocca; il sorso è fresco e fruttato, i tannini sono decisi; conserva caratteristiche giovani; è speziato ed equilibrato.

2010 – i profumi sono contrastanti: dai piccoli frutti rossi, si passa a profumi dolci e caramellati; il sorso è succoso, saporito, asciutto e speziato; buona l’acidità ed in chiusura si apprezza una piacevole speziatura.

2013 – olfattiva variegata: piccoli frutti rossi e neri, leggera nota di lauro ed una spolverata di caffè; il sorso è complesso, succoso, asciutto e scorrevole; ha una buona freschezza e chiude con leggerissima speziatura, ma colpisce molto l’equilibrio totale.

2015 – profumi fruttati e dolci, accompagnati da note verdi di lauro; il sorso è saporito e succoso; i tannini soffici, ma decisi; è fresco, sapido, lungo e vibrante. Non ancora all’apice della maturazione.

2016 – i profumi di frutta rossa e nera sono accompagnati da note minerali; il sorso è fruttato e succoso, ha un ottimo tannino, è scorrevole, complesso, speziato ed equilibrato.