Otto Uve 2018 Gragnano doc Salvatore Martusciello

28/1/2019 4.9 MILA
Carlo Sammarco, Gilda e Salvatore Martusciello
Carlo Sammarco, Antonella Amodio Gilda e Salvatore Martusciello

di Antonella Amodio

Dal neofita all’esperto, dall’appassionato al distratto, il Gragnano Otto Uve di Salvatore Martusciello conquista ogni palato. Così come occupa il posto nelle carte dei vini di ristoranti, pizzerie e wine bar di tutto il mondo, insieme agli altri vini prodotti da Gilda e Salvatore. Non sono informata sull’ eventuale giacenza in cantina di questo vino. Ma credo proprio che non ce ne sia, visto il successo che riscuote. Se però ci fosse, allora suggerirei ai sommelier, agli addetti ai lavori di ristorazione di farne incetta!

Salvatore Martusciello

È prodotto da piccole particelle di vigne, allevate con i sistemi a raggiera e spalliera sulla catena montuosa della Penisola Sorrentina. Vigne miste, composte da vitigni di piedirosso, aglianico, sciascinoso, suppezza, castagnara e tanti altri biotipi locali. Da qui il nome del vino “Otto Uve“, per rendere omaggio ai molteplici vitigni che storicamente concorrono alla produzione del Gragnano. Salvatore Martusciello – dopo la vendemmia, la diraspatura e la pigiatura delle uve – fa macerare il mosto a contatto con le bucce per circa cinque giorni. Segue poi una pressatura soffice ed infine la fermentazione alcolica a temperatura controllata.

Pizza Montanara Allardiata di Carlo Sammarco
Pizza Montanara Allardiata di Carlo Sammarco

Si ottiene un vino rosso rubino con unghia violacea e dalla spuma molto fine. Fragrante nei profumi di fragola, melagrana, salvia e viola. All’assaggio non ha asperità: è vivace, allegro, fresco, dinamico e di piacevole bevibilità. Un vino snello ( 11,5 % evviva Dio ! ) e tipico – che nel retrogusto del sorso dolce/amaro – racchiude la memoria di un territorio antico e di struggente bellezza. Per appprezzarne tutte le qualità suggerisco di servirlo molto freddo.

Pizza Fuori Menu’ di Carlo Sammarco

Il Gragnano è un vino che riesce a raccogliere ampi consensi anche sugli abbinamenti gastronomici, non solo con i piatti della tradizione campana. Vede un connubio perfetto con i salumi, le verdure, la carne e alcuni piatti di pesce cucinato con il pomodoro. Il mio abbinamento è stato con le pizze di Carlo Sammarco, come la gustosa Montanara Allardiata e la pizza Fuori Menù con funghi porcini del Sannio, salame di cinghiale e provola affumicata degustate alla pizzeria Carlo Sammarco 2.0 di Frattamaggiore.

Gragnano Otto Uve Salvatore Martusciello.

Di Otto Uve Gragnano Doc 2018 sono state prodotte 45.000 bottiglie. Il costo in enoteca è di 11,00 €

Salvatore Martusciello
Via Spinelli, 4 80010 Quarto ( NA)
www.salvatoremartusciello.it

3 commenti

    Francesco Mondelli

    Gran bel vino tutto da bere e da godere anche in pizzeria.Personalmente non riesco a darmi una spiegazione logica del perché il Gragnano,pur considerato il più adatto a fritti e pizze napoletane da tanti addetti ai lavori,non sia facile da trovare in questi locali a discapito di tante, forse troppe,birre artigianali che cominciano a costare se non più di questo vino che è un top della categoria di certo più di un base.PS Complimenti vivissimi a Gilda e Salvatore per l’impegno che mettono nel loro lavoro.FM.

    28 gennaio 2019 - 15:24

    Antonella Amodio

    Gentile Francesco
    credo sia tutta colpa della “moda”. Vini come il Gragnano ed il Lettere dovrebbero essere presente di defolt nelle carte dei vini di attività ristorative campane.

    28 gennaio 2019 - 17:35

    denny

    In effetti il Gragnano/Lettere dovrebbero essere all’ABC dei ristoranti e pizzerie napoletane in Campania e fuori regione; invece non è così eppure Totò fu un antesignano nel suo film Miseria e Nobiltà.. purtroppo la gloriosa azienda Grotta del Sole cha aveva rilanciato questi stupendi vini ha cessato l’attività ma fortunatamente un componente della famiglia ha pensato bene di continuare a produrre il nettare di Gragnano.
    E pensare che anche locali tipici campani propongono carte banali e standardizzate dove magari al primo posto troviamo banali chianti da GDO…
    La mia esperienza con Ottouve è il caso di dire dolce amara…dolce perché si tratta di un ottimo vino.
    Amara perché me ne furono regalate 3 bottiglie, le prime due andarono via in breve tempo, la terza rimase qualche mese in cantina, ma una domenica mattina di un paio di estati fa sentii un forte odore di vino provenire dalla mia cantina; aperta la porta non notavo nulla di strano, se non che avvicinandomi alla bottiglia coricata di Ottouve mi accorsi che il tappo era saltato via tranciando millimetricamente la fascetta di plastica e versando il contenuto della bottiglia in ogni angolo della cantina.
    Mi feci coraggio e vidi che fortunatamente era rimasta una piccola quantità di vino che versai in un bicchiere e mi bevvi godendone e apprezzandolo come non mai pentendomi di non averlo aperto prima.
    Un consiglio compratene e volontà, ma attenzione ai tappi e all’estate!
    Prosit

    30 gennaio 2019 - 17:24

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