Il Carnevale di Venezia da vivere almeno una volta guidati da noi per mangiare e bere


A parte la storica Guida ai Bacari di Francesco Lazzarini e quella aggiornata dei bacari da Giulia Gavagnin  ecco la guida a Venezia scritta da veneziana doc la conosce a menadito e che al tempo stesso conosce altrettanto bene la gastronomia pubblicata in 50TopItaly Magazine

di Giulia Gavagnin

Venezia: 56.000 residenti e 12 milioni di turisti all’anno. I numeri sono importanti, quasi disfunzionali, e sebbene le recenti vicende legate all’acqua alta abbiano fatto segnare un decremento delle presenze, segnare un percorso turistico di qualità a Venezia non è semplice. L’antica Repubblica Serenissima, nata nel IX secolo e potentissima tra il 1400 e il 1600, tuttavia, ha un invincibile freccia al suo arco: il labirinto di calli e di canali, dietro a ognuno dei quali si può annidare una insospettata meraviglia. Le distanze, il tempo del cammino, il piacere di perdersi sono molto più dilatate del previsto. E rendono Venezia molto più ampia e ariosa di quel che si possa immaginare. I gioielli di Venezia sono nascosti: bisogna desiderarli, cercarli e trovarli. Ma niente paura: per i più pigri, c’è questo agile vademecum, scritto da una veneziana doc. Particolarmente utile nell’imminente inizio del Carnevale, che apre le danze l’8 febbraio e fino al 25 febbraio vedrà la città invasa dalle maschere e dagli eventi, pubblici e privati.

Il Carnevale è la Storia stessa di Venezia. E’ il suo spirito. Nasce verso la fine dell’anno Mille e inizialmente dura sei settimane. E’ istituito dal patriziato per permettere al popolo di dare libero sfogo alle proprie pulsioni, cantando e ballando per la città inneggiando al Dio Bacco, senza timore di essere riconosciuti. Le maschere, infatti, servono a compiere le azioni più trasgressive in perfetto anonimato, in quelle sei settimane signorotti e plebei si confondono, sono uguali. E’ la democrazia della Serenissima Repubblica, che in tempo di Quaresima ritorna alla sua rigida morale.

Nel corso dei secoli nascono cartapestai (per le maschere) e sarti di costume per professione: non stupiamoci se oggi in città sono sempre di più gli artisti della maschera, perché molte tradizioni stanno tornando prepotentemente. I fasti del Carnevale sono stati raggiunti nel XVIII secolo, Giacomo Casanova è stato il trascinatore più illustre delle feste più lussuose nei palazzi, ma negli ultimi anni molte gloriose tradizioni sono state ripristinate.

Il Carnevale torna ad aprirsi con il Volo dell’Angelo, in ricordo dell’acrobata turco che attraversò Piazza San Marco camminando su una corda con un bilanciere: oggi un personaggio illustre “vola” agganciato a una fune, ovviamente in sicurezza. E’ tornata finalmente la festa delle Marie, in ricordo dell’antica tradizione di scegliere dodici ragazze del popolo da agghindare in modo lussuoso con gioielli patrizi da accompagnare in corteo per la città. La festa divenne celebre perché nel 943 le Marie furono rapite dai pirati, e con l’istituzione del Carnevale l’evento divenne più importante che mai.

Quest’anno la festa delle Marie è il 15 febbraio. Altri eventi tradizionali sono il Corteo delle imbarcazioni sull’acqua (8-9 febbraio) il Volo dell’Aquila e lo “Svolo” del Leon che chiude il Carnevale. Imperdibile è il Ballo ufficiale a Cà Vendramin, per chi riesca ad accaparrarsi i costosi biglietti (500 €).
Il Prosecco DOC è partner del Carnevale di Venezia 2020.

Lo spirito trasgressivo del Carnevale non ha mai potuto prescindere da abbondanti libagioni. Mangiare bene a Venezia è notoriamente un’impresa, ma con un po’ di curiosità, di pazienza e qualche informazione corretta, lo scopo è raggiungibile per tutti.

 

Dove Mangiare

Indirizzi Trattorie/Osterie

Antica Trattoria Da DoroA 61km dal centroAmbiente familiare, in un casolare del Settecento, a pochi chilometri da Bassano, dove la cucina si rinnova, usando sì dei piatti “storici” ma in chiave sempre più semplice e digeribile. Trattoria Da Doro si trova nel silenzio del centro di Solagna, dove si può sentire lo scorrere del fiume Brenta.
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Ristoranti Fino a 120€

Damini Macelleria & AffiniA 88 Km dal centroL’anonimo aspetto condominiale del fronte stradale di “Damini macelleria & affini” maschera il poker di delizie che si spalanca aprendo la porta: una rara vendita di carni pregiate, una formaggeria con provenienze e nomi ricercati, un negozio di meraviglie enogastronomiche e il ristorante da dieci tavoli dove Giorgio Damini – uscito dalla bottega che fu dei genitori, a San Giovanni Ilarione nel vicino Veronese, per sperimentarsi presso grandi chef – crea gusti e abbinamenti d’eccezione.
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Botteghe – Mercati – Gastronomia

Mascari
A pochi passi c’è una delle più belle drogherie del Nord Italia: Mascari(San Polo 381) è la bottega più antica di Venezia, specializzata nel commercio delle spezie fin dal 1948 sulla suggestione di Marco Polo e del suo viaggio lungo la Via della Seta. L’ampia selezione di prodotti comprende anche rari tè, tartufi, marmellate, aceto balsamico, vini e liquori.

Mercato di Rialto

Ha una storia ultramillenaria: nasce prima della Repubblica, quando il governo della città si trasferì da Malamocco a Rivoaltum (Rialto) nel 810. La sua bipartizione in Erbarìa e Pescarìa permane ancora oggi, perché i mercati sono essenzialmente due: della frutta e del pesce, con un paio di macellerie coperte. E’ una tappa imperdibile, soprattutto al mattino presto, quando i pescatori scaricano e i banchi sono affollati di pesci che finiscono in poche ore: a mezzogiorno è tutto finito, quindi è una tappa mattiniera.

Cosa Visitare

Bar – Pasticcerie

Caffè del Doge

Venezia è anche città di caffè. La torrefazione più nota (oggi trasferita a Padova) è il Caffè del Doge, con svariati punti vendita e angolo bar. Il metodo di torrefazione è lo stesso dal 1952, anno della fondazione voluta dal Cavalier Ermenegildo Rizzardini, che si ispirò alle letture di Carlo Goldoni che più volte menzionava i caffè come ottimi luoghi per incontri sociali.

Rosa Salva

Gli amanti del caffè e della Pasticceria non mancheranno di visitare le sedi di Rosa Salva (S. Marco 950 e Calle Giazzo 6779, davanti alla statua di Bartolomeo Colleoni) e di Marchini (S. Marco, 4741 e Campo San Luca 4589) entrambi maestri nell’arte del dolce e del salato, cioccolati compresi.

 

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