Il cuore di Afragola batte al Panificio Rocco Fiorenzo


Panificio Rocco Fiorenzo, i tre fratelli

di Ornella Buzzone

Ci ho messo una vita a fare pace con il pane.
Mia madre, con quell’amore un po’ severo che solo le madri sanno avere, me lo ha sempre dipinto come un alimento da tenere a distanza: calorico, ingrassante, quasi pericoloso. Il pane come la tentazione proibita.
Poi cresci, vivi, mangi… e capisci una verità elementare e universale: senza pane non hai mangiato davvero. Puoi avere il miglior piatto del mondo davanti, ma se manca il pane, manca il finale. E così, mentre continuavo a raccontarmi di averne paura, dentro di me cresceva una voglia matta, ostinata, profondamente napoletana, di pane vero.
È seguendo questa voglia che sono arrivata al Panificio Rocco Fiorenzo, ad Afragola. Qui il pane non è solo pane: è storia di famiglia, identità, memoria.

Panificio Rocco Fiorenzo, i fratelli Rocco ed Ornella

Il nome non è casuale. Il panificio è dedicato a Rocco Fiorenzo, padre degli attuali tre fratelli proprietari, uomo di mestiere, mentore silenzioso, riferimento umano e professionale. Uno di quelli che non insegnano solo come si lavora, ma come si sta al mondo.
Appena arrivo, capisco che non sono l’unica ad aver avuto una crisi mistica da carboidrati: una fila lunga, ordinata, che arriva fin fuori dal negozio. Nessuna fretta, nessuna lamentela. Perché qui tutti sanno perché stanno aspettando.
Il motivo ha un nome preciso: la rosetta.

Al Panificio Rocco Fiorenzo ne sfornano circa 10.000 al giorno. Diecimila rosette, ogni giorno, con una costanza che fa più impressione del numero stesso.

Panificio Rocco Fiorenzo, le rosette

La storia parte negli anni ’60, intorno al 1965, con il nonno Giuseppe che faceva il pane in casa, letteralmente. Poi una salumeria di fronte, poi il ritorno alle origini. L’attività passa allo zio Michele e a Gaetano, fratelli di Fiorenzo. Nell’81 è proprio Rocco Fiorenzo a prendere in mano questi locali e a dare una direzione chiara, quasi ostinata: puntare tutto su un prodotto che allora non era affatto scontato. La rosetta.
Un’intuizione geniale dello zio Michele, il primo a capire il potenziale di questo pane leggero e apparentemente semplice. Da lì nasce tutto. E da lì non si è più tornati indietro.

Panificio Rocco Fiorenzo, il cornetto

La ricetta, oggi come allora, è disarmante nella sua essenzialità: acqua, farina, sale e lievito di birra. Niente biga, niente miglioratori. Solo mani, tempo e rispetto. Impasto diretto, poco lievito e lunghe ore di lievitazione, dalle tre fino a oltre cinque ore prima di entrare in forno.
Ogni singolo giorno.

Panificio Rocco Fiorenzo, il casatirllo

Nel 2000 Rocco Fiorenzo viene a mancare. I figli sono giovani, giovanissimi. Ma non si tirano indietro. Peppe, Franco e Roberto si rimboccano le maniche, imparano osservando, “rubano” il mestiere da chi già lavorava con loro e vanno avanti. Prima solo forniture alle salumerie, poi la vendita diretta nel laboratorio, le pizze del sabato sera, fino al 2015, quando aprono il negozio al pubblico. Da lì, il salto vero.

Panificio Rocco Fiorenzo, il pane

Da quel momento il panificio cambia passo e diventa un luogo vissuto a tutte le ore del giorno. La mattina si parte con i cornetti, sfogliati e preparati internamente dal loro pasticcere, perfetti per una colazione fatta bene, senza fretta.

Panificio Rocco Fiorenzo, il cornetto

Al banco c’è sempre un dolce pronto per ogni ricorrenza, che sia un compleanno o una festa improvvisata. A pranzo il forno si riempie di pizza in teglia, scrocchiarella e irresistibile, di quelle che finiscono sempre, insieme a mini casatielli, pizze ripiene e parigine. Non è più solo un panificio, ma un vero punto di riferimento per la quotidianità degli afragolesi. Oggi il panificio è una famiglia che funziona come una squadra: Peppe, Franco e Roberto, tre fratelli, tre ruoli diversi ma complementari.
C’è chi segue gli impasti e le ricette del pane, chi si occupa di pizze, rosticceria e casatielli (pochi, ma fatti con criterio), chi tiene in piedi l’amministrazione e l’organizzazione quotidiana. Lavorare tra fratelli non è sempre semplice, qualche discussione vola, ma il vantaggio è enorme: sapere che se tu non ci sei, c’è l’altro. E puoi respirare.
Accanto alla rosetta, il banco del pane si è evoluto: pani ad alta idratazione, con 24 ore di maturazione e solo lievito madre. Semola, grano saraceno, cereali, orzo tostato, pane con noci, pane al cioccolato e nocciole, mezzaluna integrale che arriva fino al 95% di idratazione. Prezzi che a Napoli fanno ancora discutere, ma che raccontano una scelta precisa: qualità, studio, coerenza. E a fine giornata, non resta nulla.

Panificio Rocco Fiorenzo, il pane al cioccolato e nocciole

C’è anche la pasticceria, completa, concreta, senza scorciatoie. E poi i grandi lievitati: panettone e colomba, frutto di corsi, viaggi, sacrifici e tanta, tantissima pazienza. Perché il lievitato, come il pane, non perdona.
Nemmeno sulle zeppole di San Giuseppe si scende a compromessi: qui si vendono come un prodotto di pasticceria vera, non come riempitivo da banco.

Panificio Rocco Fiorenzo, la zeppola

Oggi una recente rebranding ha dato una nuova veste visiva al panificio. La rosetta, la spiga, il dolce. Tutto torna. Tutto racconta la stessa storia.
Il Panificio Rocco Fiorenzo non è solo un posto dove comprare il pane.
È il luogo dove capisci che il pane non è mai stato il problema.

Panificio Rocco Fiorenzo, il pane cafone

Il problema, semmai, è pensare di poterne fare a meno.

Panificio Rocco Fiorenzo

C.so E. de Nicola, 106, 80021 – Afragola NA

081 1874 0429

[email protected]

 

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