Il gelato del pasticcere: la firma di Biagio Martinelli tra ricerca e territorio
Martinelli Cafè
Via Enrico Fermi, 17, 81031 Aversa CE
Aperto tutti i giorni dalle 8 alle 20:30
di Francesca Pace
Biagio Martinelli è bravo, lo è sempre stato e sempre lo sarà. Questo non è un mio pensiero dato da un gusto personale, da che ne so, un affetto particolare, ma è un’oggettività insindacabile. Da appassionato studia, si mette in gioco e cerca sempre nuovi modi di ampliare l’offerta mantenendo altissima la qualità.
Quindi quando mi ha detto “ Dai, vieni a provare i nuovi gelati” non mi sono fatta scappare l’occasione, perché ecco sì, sono una che mangia il gelato artigianale anche d’inverno.
Il suo Martinelli Cafè ad Aversa poi è un posticino delizioso, ampio e spazioso dove si fa presto ad immergersi in un’atmosfera dolcissima.
Ma torniamo al focus, ai suoi gelati, rigorosamente a pozzetto, che dona un tocco retrò ma è lì per un motivo in realtà molto tecnico che in seguito vi spiegherò. È qui che si vedono i fuoriclasse.
Non una vetrina con decine di gusti, ma una selezione studiata nei minimi dettagli. Non solo coni e coppette, ma dessert, brioche farcite e coppe gourmet. È questa la filosofia che guida Biagio che ha scelto di interpretare il gelato con lo sguardo del pasticcere, trasformandolo in un naturale prolungamento del laboratorio di pasticceria.
«Il gelato del pasticcere si differenzia da quello del gelatiere per un motivo molto semplice: il pasticcere ricerca pochi gusti, ma selezionati», spiega Marinelli. «Alla base c’è uno studio accurato delle materie prime e una grande attenzione al modo in cui il gelato viene servito».
Per questo motivo, accanto ai classici coni e alle coppette, il gelato diventa protagonista di dessert al piatto, accompagnato da brioche, croissant, sfoglie, pancake e altre preparazioni artigianali. Una proposta che racconta il mondo della pasticceria attraverso un prodotto che, soprattutto durante l’estate, diventa protagonista.
Il “carretto dei gelati” propone una selezione di 16 gusti, suddivisi tra otto grandi classici e otto creazioni più ricercate.
Tra i gusti tradizionali spicca un intenso cioccolato fondente realizzato con base sorbetto, una scelta che permette di esaltare tutta la profondità aromatica del cacao. Accanto a lui trovano posto la nocciola di Giffoni, il pistacchio di Bronte, uno yogurt pensato per accompagnare pancake, granola e frutta fresca e una linea di sorbetti alla frutta che segue la stagionalità, mantenendo sempre il limone come punto fermo e alternando gusti come fragola, lampone e melone cantalupo.
Tra i classici, Biagio Martinelli invita a riscoprire tre sapori che rappresentano la vera tradizione della gelateria italiana: il fiordilatte, il gelato alla crema e il gelato al caffè.
Il fiordilatte viene proposto nella sua forma più essenziale, con un gusto pulito e delicato. La crema, invece, recupera i sapori di una volta grazie alla presenza della vaniglia e della scorza di limone, regalando un profilo aromatico elegante e familiare. «È il classico gelato alla crema di una volta. Già mangiato da solo è fantastico», mi racconta.
Grande attenzione anche al gelato al caffè, spesso considerato un gusto secondario ma capace di esprimere tutta la ricchezza aromatica di un buon espresso quando viene realizzato con ingredienti di qualità.
Accanto ai grandi classici prende forma una linea più creativa, sviluppata insieme al maestro gelatiere Palmiero Fuschi, con l’obiettivo di realizzare gusti pensati anche per la ristorazione e per i dessert al piatto.
Nasce così un raffinato cioccolato fondente con Aspirinio di Aversa, un sorbetto al mandarino preparato utilizzando sia il succo sia la scorza del frutto, per esaltarne tutta la componente aromatica, e un sorprendente Fior di Bufala, omaggio al territorio di Aversa, dove la mozzarella di bufala diventa ingrediente di un gelato dalla personalità unica. Non manca una personale reinterpretazione della Spagnola, proposta con una base di crema catalana, amarene, amaretto e cioccolato fondente, trasformando uno dei gusti più conosciuti in un dessert elegante da gustare in coppa. Per chi ama le consistenze più golose arrivano poi l’Arachide Salato, arricchito da una salsa al caramello che crea un piacevole equilibrio tra dolce e sapido, e il golosissimo gianduia con inserto al cioccolato al latte e caramello salato, completato da croccanti nocciole pralinate. Anche il modo di conservare il gelato racconta una precisa filosofia produttiva. Al Martinelli Café la scelta è ricaduta sul pozzetto, soluzione storica della gelateria artigianale che garantisce una migliore conservazione del prodotto rispetto alla classica esposizione in vaschetta.
«Il gelato nasce nel pozzetto», spiega Biagio Marinelli. «Successivamente si è diffusa la vetrina con le vaschette, soprattutto con la gelateria da passeggio. Ma il pozzetto permette di conservare meglio struttura, temperatura e qualità del gelato».
Una scelta accurata che rispecchia perfettamente l’identità della pasticceria. Il gelato, infatti, non rappresenta il centro dell’attività, ma un laboratorio di sperimentazione attraverso cui il pasticcere può esprimere la propria creatività, dando vita anche a stecchi, biscotti gelato, conetti artigianali e dessert serviti al tavolo.
La proposta della Pasticceria Martinelli dimostra come il gelato possa essere molto più di un semplice prodotto estivo. È una materia viva che, nelle mani di un pasticcere, diventa occasione per raccontare il territorio, valorizzare ingredienti d’eccellenza e costruire dessert capaci di unire tecnica, equilibrio e gusto.
Pochi gusti, materie prime selezionate, attenzione alla conservazione e una forte identità artigianale: è questa la ricetta con cui Biagio Martinelli ha scelto di interpretare il gelato, trasformandolo in un’esperienza che porta con sé tutta la cultura della pasticceria contemporanea.
Tra i miei preferiti, ma questa sì è una semplice questione di gusto, nocciola, spagnola, yogurt, da mangiare in purezza o nelle delicatissime brioche.




