Il Quinto Elemento a Teano
di Ornella Buzzone
Nel centro storico di Teano, dietro il portone ad arco di Vico Viola 64, un antico palazzo rimasto a lungo in abbandono si apre su un giardino pensile affacciato sui tetti, sulle cupole e sui campanili della città. È qui che ha preso forma Il Quinto Elemento: wine bistrot, ristorante e dimora con quattro camere, nato dal desiderio di dare nuova vita a un luogo e di offrire un indirizzo inedito alla città.
L’intuizione è di Gloria Cinquegrana, legata da tempo a Teano e alla campagna circostante, insieme al compagno Maurizio Landolfi, ingegnere. Durante una passeggiata tra i vicoli, Cinquegrana si è imbattuta nella terrazza e se ne è innamorata. L’acquisto del palazzo e dell’edificio adiacente ha dato avvio a un progetto che si è definito nel tempo, fino all’idea di un wine bistrot: una proposta che, raccontano i fondatori, mancava in città e che potesse diventare un motivo per fermarsi, per chi arriva da fuori e per chi vive a Teano.
A pochi passi si trova Porta Napoli, la più antica tra le porte superstiti della città medievale. Varcata la soglia, si entra in una casa di pietra dove il recupero ha conservato il carattere dell’architettura storica, integrandolo con comfort contemporanei e arredi essenziali. Due sale interne, con un camino passante per la stagione fredda, accolgono gli ospiti; all’esterno, tra agrumi ed essenze mediterranee, una grande pergola di legno invita a cenare all’aperto. La struttura dispone di circa quaranta posti interni, con possibilità di ampliamento nella bella stagione.
La cucina è affidata ad Anna Merlino, cuoca, sfoglina e panificatrice. La sua proposta segue il ritmo delle stagioni e parte da materie prime selezionate, con attenzione alle produzioni locali e alla sostenibilità.
Pasta fresca all’uovo, pani e focacce realizzati con grani antichi e lievito madre fanno da filo conduttore a una cucina che mette al centro ortaggi, legumi, erbe aromatiche, salumi artigianali e formaggi di piccoli allevatori.
Il nome del locale ispira anche i quattro percorsi gastronomici, disponibili il venerdì e il sabato. Terra è il più legato alla tradizione: un tagliere di prodotti del territorio, una zuppa o una pasta fatta a mano con ingredienti di stagione e contorni che richiamano la cucina di casa. Fuoco propone sapori più decisi, tra salumi, formaggi, salse di carattere, paste e zuppe dalla personalità marcata. Acqua accoglie anche i prodotti del mare, con conserve di pesce, pani fatti in casa e burro di bufala, seguiti da una pasta dai profumi costieri. Aria è il percorso vegetariano, con un antipasto ricco ma misurato, una zuppa delicata e piatti completati dall’olio extravergine a crudo.
La domenica ha una sua liturgia. Il pranzo non prevede un menu fisso: Anna Merlino costruisce ogni volta un percorso diverso, seguendo la stagione e il piacere della condivisione. Antipasti, piattini e ciotoline arrivano al centro della tavola; seguono due primi e i secondi, pensati per essere condivisi.
Il costo medio è di circa 35 euro a persona, vini esclusi.
Il vino rappresenta la quintessenza del progetto, la sintesi che accompagna e completa la cucina. La carta privilegia le etichette del territorio, con alcune incursioni tra i vitigni italiani, e propone abbinamenti calibrati sui diversi percorsi. La scelta del nome richiama la quinta essenza aristotelica: dopo terra, aria, fuoco e acqua, l’etere, materia pura e immutabile. Nel racconto dei fondatori, il vino è proprio questo elemento capace di aggiungere una dimensione emotiva alla tavola.
Le quattro camere, al primo piano del palazzo adiacente, riprendono i nomi dei percorsi: Terra, Aria, Acqua e Fuoco. Hanno bagni privati con ampie docce walk-in o docce con cromoterapia, lenzuola in rasatello di cotone e balconcini affacciati sul borgo. L’idea è offrire un’ospitalità discreta, che permetta di trasformare una cena o una visita in una sosta più lunga.
Il Quinto Elemento guarda infatti a una Campania interna, fertile e ancora ai margini dei grandi itinerari turistici. Teano, fondata nel IV secolo avanti Cristo in posizione strategica tra la Via Latina e la Via Appia, conserva testimonianze di epoche diverse: il Teatro Romano del II secolo dopo Cristo, il Castello di origine longobarda che ospita il Museo Archeologico di Teanum Sidicinum e la basilica di San Paride ad Fontem. È anche la città del celebre incontro tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II. Poco distante, il Parco Regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano alterna boschi di castagni e borghi in pietra, mentre il paesaggio vulcanico racconta una terra generosa, legata a una lunga cultura agricola e vitivinicola.
«Il Quinto Elemento vuole essere un’alternativa alle solite mete turistiche. Un luogo dove il tempo scivola lento, la natura cresce rigogliosa, il cibo e il vino sono ristoro per l’anima», spiega Gloria Cinquegrana. L’ambizione è invitare i viaggiatori a riscoprire Teano, la Via Francigena e la Via Adriana, dove si può ancora camminare sull’antico basolato romano, e al tempo stesso offrire ai residenti un luogo nuovo in cui ritrovarsi. Sono previsti aperitivi, appuntamenti con musica dal vivo ed eventi privati; con l’arrivo dell’estate, il giardino potrà diventare il fulcro di una formula più informale.
Il progetto è giovane, ma la sua direzione è già chiara: recuperare un edificio storico, portare in tavola i prodotti e i saperi del territorio e usare il vino come invito alla scoperta. A Teano, Il Quinto Elemento scommette su un’ospitalità raccolta e su una cucina che cerca le proprie radici senza rinunciare a una lettura contemporanea.
Il Quinto Elemento –
Wine bistrot, camere e giardino
Vico Viola 64, Teano (Caserta), ingresso da Porta Napoli.
Aperto venerdì per aperitivo e cena, sabato a pranzo, aperitivo e cena, domenica a pranzo.
Tel. 393 049 4100;
[email protected]; www.ilquinto-elemento.it.








