Irina Trattoria. In viaggio a Savigno tra i sapori dei Colli Bolognesi

24/5/2019 1.5 MILA
Irina Trattoria – con Irina Steccanella, Raffaella Lovino e Diana Pia Pignatelli
Irina Trattoria – con Irina Steccanella, Raffaella Lovino e Diana Pia Pignatelli

di Franco D’Amico

Appena lasciata la città di Bologna siamo nell’entroterra, alla volta della splendida Valsamoggia tra dolci declivi propri dell’areale vitivinicolo dei Colli Bolognesi. Qui Irina Steccanella ritorna e apre in località Savigno la sua Trattoria IRINA, per contribuire a mantenere i valori della cucina bolognese/emiliana con attualità e materie di prim’ordine.

Savigno è parte integrante di alcuni comuni confluiti dal 2014 nella denominazione unica Valsamoggia, una valle baciata da profumi e sapori sin dai tempi dei romani e contesa dalle città di Bologna e Modena, situata quindi nel cuore dell’Emilia tra colline e campagne a ridosso delle due province.

 Irina Trattoria - Savigno
Irina Trattoria – Savigno

Nel corso dei tempi, Visconti e altri reggenti si contendevano una Savigno prospera e logisticamente situata in posizione ottimale, che difendeva il territorio con i suoi castelli ora scomparsi. Nell’attuale contesto ritroviamo un’area ricca di prodotti agro-alimentari di grande qualità, tra eccellenti salumi i noti Prosciutti dop salame e salsiccia passita e la classica Mortadella, ma anche ciccioli frolli e secchi, la pancetta arrotolata, la coppa e il capocollo. Giusto alle porte di Savigno ecco il salumificio Franceschini per la produzione tipica e fornitura locale. Tra i formaggi vari il re per antonomasia è rappresentato dal Parmigiano Reggiano dop, poi la ricotta e caciotte varie di mucca e pecora.

Irina Trattoria – tigelle classiche con mortadella di Bologna
Irina Trattoria – tigelle classiche con mortadella di Bologna

Ma a farla da padrone in cucina troviamo la grande tradizione delle paste ripiene derivate dalla “sfoglia” tirata a mano da tempi immemori, le c.d. “zdore” cuoche locali sono provette nella preparazione dei primi piatti derivati dalla campagna come i classici Tortellini, Lasagne, Tortelloni e le immancabili Tagliatelle, onnipresenti sulle tavole della Valsamoggia, ma anche le squisite tigelle consumate con varie farciture e conza, e lo gnocco fritto, che insieme ai vini come il Pignoletto Colli Bolognesi DOCG e i rossi “bolognesi”, si confermano tra i grandi interpreti delle tipicità della tradizione emiliana.

In Valsamoggia tra questi boschi non mancano di certo i funghi e soprattutto i  tartufi per cui Savigno promuove la tipologia del Tartufo Bianco Pregiato dei Colli Bolognesi, confluendo nelle prime tre domeniche di novembre nella Sagra nazionale del Tartufo bianco pregiato di Savigno e dei Colli Bolognesi.

Qui, dal febbraio scorso Irina Steccanella, modenese di nascita ma da sempre con il cuore alla “bolognese”, è tornata in Valsamoggia.  Siamo a tra mesi dall’apertura, in così poco tempo per l’evento è stato scritto di tutto un po’, cercando di carpire perché e come mai la chef abbia confermato proprio Savigno quale località per riprendere la sua attività.

Sicuramente uno dei motivi principali è l’affetto che la lega alla città di Bologna, dove ha attraversato i primi rudimenti di esperienze lavorative tra vari ristoranti in città e da titolare dell’Osteria Vini d’Italia – per oltre 5 anni – tracciando le linee principali della cucina tradizionale orientandosi però alla ricerca delle materie per costruire piatti con piglio attuale, senza stravolgimenti eccessivi, rimanendovi così vicino a pochi km di distanza.

Ma anche e soprattutto il legame con la cucina del territorio che ha lasciato in lei profonde radici. Formazione alberghiera, con tenacia e tanta passione ha realizzato anche stage importanti come quello all’Osteria Francescana di Modena e al Reale di Castel di Sangro, dai maestri indiscussi della grande cucina nazionale come Massimo Bottura dove ha rilevato tradizione e materia e Niko Romito per la leggerezza e grande pulizia nelle realizzazioni, entrambi altamente riconosciuti con tre stelle Michelin.

Irina Trattoria – con Irina Steccanella e Franco D’Amico
Irina Trattoria – con Irina Steccanella e Franco D’Amico

Dici Savigno e chiami Irina Trattoria. Dopo la guida della cucina dell’Agriturismo Mastrosasso durata due anni, forse il futuro della tradizione locale passa proprio da qui da Irina, pensando al trionfo dei salumi crudi o cotti, alle tagliatelle e lasagne, oppure ai tortelli di variegati ripieni, come gli arrosti e bolliti o le semplici tigelle, ora ideati e raccontati a tavola con concretezza e leggerezza, massima attenzione alle materie, ai procedimenti e alle cotture, per soddisfare un menù dalla cucina bolognese, inseguendo le stagioni.

 Irina Trattoria – ingresso del locale
Irina Trattoria – ingresso del locale

La Trattoria Irina è situata proprio nello slargo finale di Via Guglielmo Marconi, di fianco al Palazzo Comunale. Formula bar giornaliero e ristorante per questa trattoria classica con arredi semplici, circa 40-50 posti a sedere, un tutt’uno come nuovo format per Savigno che piacerà ai giovani. La mattina lievitati e la bomba la fanno da padrona per l’ora della colazione, poi nel mezzo della giornata anche pizzette e pane sfornato nel locale. Irina tuttofare, pasticcera e fornarina, ma è in cucina che tira fuori il meglio di sé ad ora di pranzo e cena, con uno staff tutto al femminile in sala troviamo la sempre sorridente Raffaella Lovino e in cucina la sous chef Diana Pia Pignatelli, entrambe provenienti dalla Puglia.

Irina Trattoria – sala e tavola
Irina Trattoria – sala e tavola
Irina Trattoria
Irina Trattoria

Menu
Tra i vari antipasti: ai 9 euro troviamo la pappa al pomodoro o tigelle e cunza, mentre con 10 euro il baccalà mantecato al cipollotto con olive

Primi: dai 9 euro delle tagliatelle al ragù ai 13 euro dei tortellini in brodo di gallina, passando ai 12 euro con lasagne alla bolognese etc.

Secondi: dai 10 euro del ratatouille di verdure ai 13 della cotoletta alla bolognese come al vitello tonnato. Si scende a 11 euro per la melanzana alla parmigiana etc.

Menu degustazione: 7 piatti al costo di 40 euro è un’idea che Irina propone nel locale per consentire a tutti di degustare le pietanze più rappresentative e importanti della sua cucina  tipica “alla bolognese”, con prodotti di stagione e provenienti da fornitori locali.

Dessert tutti a 5 euro

Ciambella al limone
Fior di latte
Zuppa

Il pane viene preparato direttamente nella trattoria, dove Irina Steccanella ne segue gli impasti, le lievitazioni e cottura, previo utilizzo di farine di qualità.

Irina Trattoria – il pane prodotto nel locale
Irina Trattoria – il pane prodotto nel locale

La carta dei vini si inerpica principalmente tra referenze della regione Emilia Romagna, prediligendo i rossi e i bianchi locali tra Sangiovese e Pignoletto, ma anche altre etichette nazionali ed alcune bollicine. Specchio sullo champagne per i più esigenti, magari con aperitivo a tigelle e spuma di mortadella.

Irina Trattoria – le tigelle e cunza
Irina Trattoria – le tigelle e cunza

Qualità degli impasti e cottura morbida, l’insieme del ripieno gustoso che entusiasma il palato. La tradizione tigelle e cunza, un battuto fine di lardo, aglio e rosmarino queste le tipicità dell’appennino modenese riprese egregiamente anche qui nell’area di Bologna.

Irina Trattoria – la patata con scalogno e crema di Parmigiano
Irina Trattoria – la patata con scalogno e crema di Parmigiano
Irina Trattoria – con Irina Steccanella ai fornelli
Irina Trattoria – con Irina Steccanella ai fornelli

Per l’abbinamento del vino la scelta è andata sul romagnolo Sangiovese superiore della cantina Poderi dal Nespoli situata in provincia di Forlì-Cesena con l’etichetta Prugneto 2017, classica espressione del Sangiovese, dal colore rosso rubino e profumo intenso di frutta rossa, con note di ciliegia e prugna, freschezza e tannini morbidi, persistente.

Irina Trattoria – Sangiovese Superiore Cantina Poderi dal Nespoli
Irina Trattoria – Sangiovese Superiore Cantina Poderi dal Nespoli

Dai piccoli fornitori contadini locali arrivano anche le ortiche per l’impasto, insieme al porcino per questo tagliolino molto fine e gustoso.
Il tartufo a Savigno è un must, l’estivo alle porte promette bene, in attesa del grande periodo autunnale che proprio qui sfocia in vari eventi con degustazioni a tema, che in Valsamoggia rappresentano il clou dell’anno in termini di manifestazioni tipico-gastronomiche.

Irina Trattoria
Irina Trattoria

Umiltà passione e sogno, dedica di Irina sulla parete al maestro Massimo Bottura, esempio identitario dei piatti tipici e unici della cucina dell’Emilia Romagna nel mondo.

 Irina Trattoria – i primi
Irina Trattoria – i primi

Anche per questo abbiamo assaggiato i tortellini direi perfetti di Irina Steccanella che insieme al suo brodo, limpido e con le giuste occhiature, danno quel di più ad un piatto ritenuto per antonomasia il biglietto da visita della cucina bolognese, la cui paternità viene contesa dai modenesi da sempre diventando spesso oggetto di discussione e interpretazione sulla preparazione complessiva, lasciando comunque il segno tangibile di eccellente bontà, da questa terra piena di ghiottonerie, come del resto lo è la stessa cotoletta tipica di Bologna.

Irina Trattoria – la cotoletta tipica di bologna con ristretto di brodo
Irina Trattoria – la cotoletta tipica di bologna con ristretto di brodo
Irina Trattoria – ratatouille di verdure
Irina Trattoria – ratatouille di verdure
Irina Trattoria – la parmigiana
Irina Trattoria – la parmigiana

Alcuni secondi piatti siamo sulle verdure con ratatouille e parmigiana di melanzane.

Irina Trattoria – contorno con patate
Irina Trattoria – contorno con patate

Arrivederci in Valsamoggia: dulcis in fundo prima del caffè, la ciambella al limone è stata sicuramente una novità nel senso, in quanto il succo del limone viene servito direttamente al tavolo al momento della consumazione, freschezza e dolcezza insieme sono in equilibrio.

 Irina Trattoria – i dolci
Irina Trattoria – i dolci

Irina Trattoria – Savigno – Valsamoggia (BO) – via Guglielmo Marconi 39
Tel. – 345 160 8382 – www.irinatrattoria.it
Chiuso il martedì e mercoledì

Un commento

    lucab

    DOVE
    “perché e come mai la chef abbia confermato proprio Savigno quale località per riprendere la sua attività”.

    LA TRADIZIONE… NON TRADITA.
    “GRANDE TRADIZIONE delle paste ripiene derivate dalla “SFOGLIA” tirata a mano”.
    “le linee principali della CUCINA TRADIZIONALE orientandosi però alla ricerca delle materie per costruire piatti con piglio attuale, SENZA STRAVOLGIMENTI eccessivi”.

    I LIEVITATI
    “La mattina lievitati e la bomba la fanno da padrona per l’ora della colazione, poi nel mezzo della giornata anche pizzette e pane sfornato nel locale
    “Il pane viene preparato direttamente nella trattoria”.

    I PREZZI
    “Menu degustazione: 7 piatti al costo di 40 euro è un’idea che Irina propone nel locale per consentire a tutti di degustare le pietanze più rappresentative e importanti della sua cucina  tipica “alla bolognese”. (Dall’articolo)
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    Ho evidenziato i 4 argomenti che mi hanno colpito: dove, cucina tradizionale, lievitati e prezzo.

    Fare i lievitati e non comprarli è, per me, appassionato di queste preparazioni, un valore aggiunto molto importante.
    Chiaramente devono essere ben fatti(come in questo caso) altrimenti è meglio rivolgersi a ottimi fornitori.

    La VERA trattoria propone la cucina della tradizione, senza stravolgimenti. È quello che fa questa trattoria.

    La VERA trattoria ha dei prezzi non alti, non da ristorazione media. Abbiamo visto, proprio nelle ultime settimane, un’osteria della provincia campana con prezzi ancora più
    bassi(e sempre di qualità).
    Il menù a 40 euro di 7 portate
    mi sembra buono/ottimo(bisognerebbe, comunque, vedere la quantità delle singole portate). Se pensiamo ai menù di 5 portate
    a 80 e 85 euro di alcuni ristoranti italiani non stellati.
    __
    __
    Meno Bistrot e più trattorie.
    Meno stravolgimenti e più
    rispetto della Tradizione.
    Meno portate anemiche e più sostanza nel piatto.
    Meno esibizioni tecniche per stupire clienti annoiati.
    Meno piatti cosmetici.
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    Meno prese per il c….
    E più trattorie e osterie VERE.

    24 maggio 2019 - 13:33

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