La birra artigianale in Italia, dalle origini alla svolta delle ultime settimane

18/11/2018 908
Teo Musso
Teo Musso

Con questo articolo Alfonso Del Forno, uno dei massimi esperti italiani di birra, inizia la collaborazione con noi.

di Alfonso Del Forno*

L’Italia è uno delle nazioni con il più basso consumo di birra pro-capite, circa 32 litri annui. Se paragonato a paesi come la Repubblica Ceca, con gli oltre 150 litri annui, ci si rende conto di quanto la birra poco appartenga alla cultura gastronomica del nostro paese. Le cause di questo fenomeno sono di certo individuabili nella nostra tradizione, legata al mondo del vino. Dopo la meteora del birrificio Saint Joseph di Sorrento, nato a metà degli anni ’80 per opera di Peppiniello Esposito, una vera e propria rivoluzione prende vita tra il 1995 e il 1996, quando nacquero i primi microbirrifici. Di questi, cinque sono tuttora attivi e sono considerati i pionieri della birra artigianale italiana: Baladin, Beba, Birrificio Italiano, Lambrate e Turbacci.

Birrificio Baladin
Birrificio Baladin

Il Birrificio Baladin nasce a Piozzo, in provincia di Cuneo, grazie all’impegno di Teo Musso. La grande passione per la birra, nonostante la famiglia si dedicasse alle vigne da sempre, spinge Teo a realizzare il marchio che, sin dall’inizio, è considerato ambasciatore della birra artigianale italiana nel mondo.

Teo Musso
Teo Musso

Sempre in provincia di Cuneo, a Villar Perosa, nasce il birrificio Beba. Ancora oggi questo birrificio produce utilizzando  la sala cotta e la cantina del 1996, a dimostrazione che prima ancora della tecnologia, quello che conta è la capacità del birraio di saper progettare e realizzare ottime birre.

Spostandoci in Lombardia, a Lurago Marinone (Co), troviamo uno dei mostri sacri della birra italiana, il Birrificio Italiano, nato dalla passione e dall’estro di Agostino Arioli, il quale comincia a tracciare una strada italiana per le birre di bassa fermentazione.

Agostino Arioli nella bottaia del Birrificio Italiano
Agostino Arioli nella bottaia del Birrificio Italiano
Agostino Arioli nel Birrificio Italiano
Agostino Arioli nel Birrificio Italiano

Sempre in Lombardia, nel quartiere Lambrate di Milano, nasce l’omonimo birrificio a servizio del pub di Via Adelchi, divenuto negli anni luogo di pellegrinaggio birrario per gli amanti di questa bevanda. Il grande successo delle birre di Lambrate, nonostante i continui ampliamenti all’interno dello stabile che lo ospita, costringe i soci del birrificio a crearne uno nuovo non lontano dalla sede storica, dove poter finalmente aumentare notevolmente i volumi produttivi.

Giampaolo Sangiorgi e Fabio Brocca nel Birrificio Lambrate
Giampaolo Sangiorgi e Fabio Brocca nel Birrificio Lambrate

Scendendo verso l’Italia centrale, arriviamo a Mentana, città distante poco più di venti chilometri da Roma, dove nasce il birrificio Turbacci. L’impianto, realizzato a servizio del pub della famiglia Turbacci, ha una licenza particolare: può produrre e vendere birra, per i primi quindici anni, solo all’interno del locale, senza alcuna possibilità di imbottigliarla e venderla all’esterno.

Con i primi cinque pioneri nasce un movimento che negli anni è cresciuto sempre più, creando le basi per lo sviluppo di una filiera sempre più solida e strutturata.

Dalla volontà di fare gruppo dei primi microbirrifici italiani, nasce nel 1999 l’associazione culturale Unionbirrai. Questa struttura, creata per dare sostegno alle attività dei birrifici artigianali e per diffondere la cultura brassicola, promuove tante attività che coinvolgono professionisti e appassionati su tutto il territorio nazionale.

Nel luglio del 2016, il parlamento italiano approva il dispositivo di legge che definisce per la prima volta il termine “birra artigianale”, con quattro parametri da rispettare per utilizzare questa dicitura in etichetta: assenza di microfiltrazione e pastorizzazione, indipendenza economica da altri birrifici e produzione annua inferiore a 200.000 hl.

Tutto ciò mentre la crescita del movimento brassicolo italiano è sempre costante, al punto da essere arrivati a fine del 2017, 21 anni dopo la nascita del movimento, ad un numero di circa 1000 marchi, di cui 700 birrifici e 300 beerfirm. Questi numeri rendono necessaria una visione diversa del mondo della birra artigianale in Italia, spingendo Unionbirrai a cambiare struttura per meglio operare a favore dei produttori.

Infatti, nell’aprile del 2017, durante l’assemblea di Bologna, i soci Unionbirrai approvano il nuovo statuto per la trasformazione da associazione culturale ad associazione di categoria. L’ultimo tassello al puzzle della birra italiana è stato aggiunto nelle scorse settimane, quando Unionbirrai ha lanciato il marchio “Artigianale Indipendente una garanzia Unionbirrai”, un logo che apparirà sulle etichette e nella comunicazione dei veri birrifici artigianali indipendenti. Il movimento brassicolo italiano, nonostante la giovane età, è quello che meglio si sta muovendo per la tutela dei piccoli produttori ed è osservato con molta ammirazione dagli altri paesi europei, così come emerso nell’ultima riunione dell’EBCU (European Beer Consumers Union) a Kastrup in Danimarca, con l’elezione nel direttivo di Simone Monetti, direttore generale di Unionbirrai. In attesa di vivere con passione il futuro della birra artigianale italiana, brindo alla qualità dei nostri prodotti, ormai leader nel mondo. Cheers!

*Alfonso Del Forno, classe ’71, appassionato gastronomo e cultore della piacevolezza come stile di vita.
Membro del direttivo nazionale UBT (Unionbirrai Beer Tasters).
Referente degli UBT (Unionbirrai Beer Tasters) in Campania, Lazio e Molise.
Coordinatore regionale della Guida alle Birre d’Italia di Slow Food.
Giudice a Birra dell’Anno e nei concorsi per Homebrewers.
Formatore nei corsi per degustatori di birra Unionbirrai.
Docente nei corsi birra di Slow Food e Gambero Rosso.
Docente al Master di Comunicazione Multimediale dell’Enogastronomia, organizzato da Suor Orsola Benincasa, Gambero Rosso e Città del Gusto Napoli.
Docente al corso professionale per Beer Sommelier organizzato da “DIEFFE – Accademia delle professioni” di Noventa Padovana (PD).
Docente al corso per Beer Sommelier organizzato da “AMEG – Academia Mexicana De Eno-gastronomia” di Città del Messico.
Ideatore e organizzatore del World Gluten Free Beer Award, Italian Low Gluten Beer Award e Hildegard Day.
Direttore artistico di Birra in Villa e Campania Beer Fest.

Collaborazioni editoriali
Il piacere della birra – Slow Food Editore
Guida alle Birre d’Italia 2015- 2017 -2019 – Slow Food Editore
Rubrica settimanale sulla birra per il quotidiano “Roma”.
Rubrica sulla birra sul mensile “Pizza a Pasta Italiana”

 

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