“La cucina napoletana” da Coremare a Torre del Greco


Luciano Pignataro e Antonio Limone

di Simona Mariarosaria Quirino

Cos’è il cibo? È un incontro dettato dal desiderio, come due anime che si cercano. Soprattutto a Napoli, dove l’amore è tutto. A cominciare da quello per la sua cucina. Luciano Pignataro lo sa bene e ha cercato di spiegarlo nel suo libro “La cucina napoletana”, edito Hoepli.

La cucina napoletana di Luciano Pignataro

E lo ha fatto anche a Torre del Greco, nella splendida cornice del porto dove si affaccia la storica pescheria Don Do’ di Vincenzo Izzo che negli ultimi tempi è cresciuta con un nuovo progetto. Accanto alla pescheria nasce, infatti, “Coremare” un ristorante che propone al piatto il pescato locale direttamente dal banco, preparato dallo chef Gennaro Vicchiarella, maestro di autenticità e tecnica. Elementi, questi, che sono anche la base della cucina napoletana moderna.

Vincenzo Izzo e Gennaro Vicchiarella

Lo sottolinea Christian Cutino, moderatore dell’evento, che apre la serata dando la parola ad Antonio Limone, direttore dell’Asl Caserta. Limone dice di aver letto il libro di Luciano tutto d’un fiato e sintetizza dicendo che il testo è una vera e propria “ode a Napoli”. Napoli ha sempre fatto dell’arte di arrangiarsi la sua filosofia, cominciando “dal cucinare piatti saporiti con pochi ingredienti quando non ci si poteva permettere altro”, dice. Tanto saporiti che i ricchi hanno cominciato a mangiare i piatti del popolo, per poi arricchirli. “Il cibo, infatti, è inclusione”, afferma Luciano Pignataro. È così tanto inclusivo che è capace di importare i prodotti dall’estero e di farli propri. Un esempio è il caffè, che non proviene da Napoli, ma che ha dato vita all’Espresso, oramai marchio autoctono.

Coremare

L’identità della cucina non è statica, quindi, ma si trasforma. Come il babà, che ha 300 anni ma che è al tempo stesso moderno grazie ai nuovi sistemi di lievitazione che lo rendono leggero. “La modernità di una cucina consiste proprio in questo”, afferma Pignataro, “rispettare la tradizione ma alleggerirla e presentarla bene”. È quello che hanno fatto i nostri chef stellati, che a Napoli e provincia vantano il primato di essere i più numerosi. Piatti come la “parmigiana di pesce bandiera” di Gennaro Esposito sono diventati, infatti, ricette iconiche, parti integranti delle nostre tavole. Non è un caso che Luciano le inserisce nel suo libro accanto alla storia, alla descrizione delle materie prime e alle ricette intramontabili della cucina napoletana. Napoli è per lui “una città che gli ha dato tutto” e tutto vuole, a sua volta, restituire. Intanto, Torre del Greco con Coremare fa la sua parte e offre ai relatori e agli ospiti intervenuti un aperitivo composto da calici di Oro di Baal, un Fiano spumantizzato dosaggio zero, e dalla famosa “Semolella” torrese in due versioni: con ragù di polpo e con burro e alici.

La semolella di Torre del Greco

Spumante – Oro di Baal

Abbinamenti perfetti per chiudere una piacevole serata all’insegna della conoscenza, del buon cibo e dell’amore per la propria terra che accomuna tutti i presenti, me inclusa.

 

Coremare

Vico Fontana 8

Torre del Greco

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