“La Cucina Napoletana” di Luciano Pignataro tra le sete di Ugo Cilento
di Adele Elisabetta Granieri
Tra sete pregiate e cravatte impeccabili, Maison Cilento si è trasformata in un salotto gastronomico per la presentazione della nuova edizione de
“la Cucina Napoletana”, edito da Hoepli e scritto da Luciano Pignataro. Un appuntamento elegante, sì, ma anche caloroso e pieno di sorrisi, proprio nello stile napoletano.
L’evento ha registrato una partecipazione numerosa e qualificata, impreziosita dalla presenza di Giulia Ferrara Pignatelli di Strongoli, autrice della prefazione del volume.
Con garbo e ironia, la principessa ha ricordato come la cucina sia “la forma più democratica della memoria”: tutti ne possediamo una, legata a un profumo, a una domenica in famiglia, a una nonna che mescolava il sugo con gesto sapiente.
Ad accogliere gli ospiti è stato Ugo Cilento, che ha evidenziato come moda e cucina condividano la stessa attenzione al dettaglio e alla qualità artigianale: “La cucina, come la sartoria, è espressione di cultura e stile”. Un parallelismo che ha trovato piena sintonia con il lavoro dell’autore, da sempre impegnato nel raccontare il patrimonio gastronomico italiano con rigore e passione.
Durante il dialogo con il pubblico, moderato dalla giornalista Emanuela Sorrentino, l’autore ha illustrato la genesi del libro, spiegando come il progetto nasca dall’esigenza di raccontare non soltanto ricette, ma storie di uomini, territori e prodotti d’eccellenza.
Tra i racconti di un ragù memorabile, un timballo di scammaro e un sugo alla pizzaiola della memoria, il dibattito si è trasformato in un momento particolarmente coinvolgente. Ne è emerso un mosaico di ricordi personali e tradizioni familiari, che ha reso tangibile il senso più profondo del volume: la cucina come esperienza emotiva e patrimonio condiviso.
A seguire, la serata è proseguita con un rinfresco curato dalla storica Pizzeria Mattozzi, che ha proposto alcune delle sue specialità in versione conviviale, espressione autentica della tradizione partenopea. Le preparazioni sono state accompagnate dallo Spumante Metodo Classico “Pietrafumante” di Casa Setaro.


