La cucina territoriale della Trattoria Bjrot a Verano Brianza (Mb)

18/10/2017 1.3 MILA
Insegna Trattoria Bjrot
Insegna Trattoria Bjrot

di Enrico Malgi

Trattoria Bjrot. Marco Galetti è sicuro dove portarci, non lo è altrettanto però per dove deve andare (Ah, Totò, Totò!). Chiede spesso alla sua dolce metà: “Bisogna girare di qua o attraversare di là?”. Eppure c’è stato già una volta e per di più abita ad una quindicina di chilometri di distanza. Marco vuoi che metta il navigatore, chiedo sommessamente. “No, non c’è bisogno, conosco la strada…”. Bene – dico io – speriamo solo di non smarrirci. Monza con la sua Villa Reale e l’interminabile parco è già alle spalle.

Villa Reale di Monza
Villa Reale di Monza

Intanto oltrepassiamo in successione numerosi e lindi paesini della verde Brianza, osservati come attraverso un finestrino del treno. Tutto ad un tratto svoltiamo per un viottolo che porta in campagna, dove la strada finisce improvvisamente. Siamo finalmente arrivati alla meta: la Trattoria Bjrot di Verano Brianza, lambita dal fiume Lambro. Proprio quello di cui Francesco Petrarca tanto tempo fa ne tesseva le lodi: “…A piè del colle scorre il Lambro, limpidissimo…”. Purtroppo adesso non è più così caro Francesco!

Fiume Lambro
Fiume Lambro

“Visto che fa ancora caldo, volete mangiare fuori in giardino sotto il pergolato di glicine e di uva americana, seduti su tavoli di cemento ed ascoltando il gorgoglìo del fiume?”. Chiede la premurosa Micaela. No, non è il caso, preferiamo pranzare dentro. Ambiente rustico, sobrio e naif, ma caldo, raccolto ed accogliente. Un’intera famiglia si dedica alla preparazione dei piatti ed al servizio ai tavoli: lo chef Luca Bongio, la già menzionata sorella Micaela e la madre Rosa Ferraro. Camini accesi nelle due piccole stanze. Si passa da un eccesso all’altro. Possiamo accomodarci qui col camino mezzo spento? “Come volete”.

Marco fai tu, mi fido di te, ordina anche per me e mia moglie. “Va bene, tu intanto provvedi per il vino”. Rivisitazione di trippa; Salumi misti locali; Salame cotto e mortadella di fegato di maiale con polenta; Risotto giallo con salsiccia e funghi; Branzino alla brace; Selezione di formaggi stagionati.

Trattoria Bjrot - Rivisitazione di trippa
Trattoria Bjrot – Rivisitazione di trippa
Trattoria Bjrot - Salumi misti locali
Trattoria Bjrot – Salumi misti locali
Trattoria Bjrot - Salame cotto, mortadella di fegato e polenta
Trattoria Bjrot – Salame cotto, mortadella di fegato e polenta
Trattoria Bjrot - Risotto giallo con la salsiccia ed i funghi
Trattoria Bjrot – Risotto giallo con la salsiccia ed i funghi
Trattoria Bjrot - Branzino alla brace
Trattoria Bjrot – Branzino alla brace
Trattoria Bjrot - Selezione di formaggi stagionati
Trattoria Bjrot – Selezione di formaggi stagionati

Dolci vari fatti in casa, vino cotto e caffè. Ottimo il servizio.

Trattoria Bjrot - Tarte tatin
Trattoria Bjrot – Tarte tatin
Trattoria Bjrot - Tiramisu'
Trattoria Bjrot – Tiramisu’
Trattoria Bjrot - Torta al limone
Trattoria Bjrot – Torta al limone
Trattoria Bjrot - Vin cotto
Trattoria Bjrot – Vin cotto

Luca, la mamma e la sorella sono molto cordiali e simpatici. Ma voi siete tutti brianzoli? – accenno.  “Mamma Rosa viene dalla Sicilia, mentre io e mia sorella Micaela siamo nati qui”, mi dice Luca. (Marco quanti lombardi veri ci sono in Lombardia?). Avete sempre molta clientela? “Per fortuna il lavoro non manca mai. Ormai la gente ci conosce da tempo e si fida di noi. Usiamo soltanto materie prime quasi tutte locali di ottima qualità e pratichiamo prezzi molto convenienti”. Lo confermo. Si è mangiato davvero benissimo e si è speso poco. In carta ci sono molti altri piatti, sia di terra e sia di acqua. La lista dei vini è ovviamente minimalista, ma ho scovato qualche bottiglia interessante.

Marco riesci a trovare la via di casa adesso? Speriamo bene…

Trattoria Bjrot
Via Molino Filo, 5
Verano Brianza (Mb)
Tel. 0362 905041 – info@bjrot.it

6 commenti

    Marco contursi

    (18 ottobre 2017 - 19:35)

    Attenti a quei due….

    luca

    (18 ottobre 2017 - 21:23)

    Mi è piaciuto tutto.
    Lo stile del racconto.
    Gli errori di Marco Galetti.
    La cucina. I Piatti.
    .
    “Luca, la mamma e la sorella sono molto cordiali e simpatici”
    “Avete sempre molta clientela? “Per fortuna il lavoro non manca mai. Ormai la gente ci conosce da tempo e si fida di noi.
    Usiamo soltanto materie prime quasi tutte locali di ottima qualità e pratichiamo prezzi molto convenienti”.
    Lo confermo. Si è mangiato davvero benissimo e si è speso poco.
    ..
    Sembra di non essere a due passi dal centro di Milano.
    Sembra che il tempo si sia fermato e abbia conservato il meglio della tradizione e del passato.
    La simpatia, l’onestà, la semplicità, la sincerità, la fiducia.
    E una buona cucina.

    Marco Galetti

    (18 ottobre 2017 - 23:45)

    @Contursi, il buon Malgi, per non infierire, non ha segnalato, tra le altre cose, un ottimo Parmigiano 76 mesi.
    @ Luca, accetto la versione romanzata del Galetti perso nella nebbia solo perché, nonostante stappi plurimi, so di non essere riuscito ad accontentare completamente il cilentano sui vini e lui, da gran signore, non ha battuto baffo né tastiera in proposito.
    Tre cose, per dovere di cronaca, è crema di patate e non polenta quella che accompagna i salumi caldi, il risotto è alla milanese con pistilli di zafferano e viene servito con osso e midollo pro capite, per tornare a casa ho seguito il corso del Lambro, poi, in prossimità del Po, mi sono arreso e ho chiamato Malgi….

    Enrico Malgi

    (19 ottobre 2017 - 09:55)

    Urge subito fare ammenda e precisare alcune cose: Non è vero che ci stavamo smarrendo, perché Marco è un ottimo pilota e conosce bene le sue strade in Brianza. Anzi sulla strada del ritorno mi ha proposto di fare una tirata sulle curve di Lesmo del famoso autodromo di Monza, ma ho dovuto declinare l’invito per non spaventare le signore al seguito. I vini scelti da me sono stati sicuramente all’altezza del magnifico pranzo e non ho mai accennato ad eventuali defaillance. Ho deliberatamente e consapevolmente menzionato la polenta al posto della crema di patate, perché mi è sembrato più chic e più attinente al contesto territoriale. La polenta padana è uguale alla pizza napoletana, un vero monumento e secondo me quando si sta in Padania va sempre citata, anche quando non c’è nel piatto. Ed io come ospite devo avere il massimo rispetto. Per il risotto qui devo ammettere che non ho alcuna scusa, ho sbagliato. Adesso sono disponibile a pagare un’eventuale ammenda. Marco, ti prego perdonami e sappi che ti voglio tanto bene. Se vuoi andrò ancora avanti nel raccontare tutto il resto del nostro meraviglioso viaggio padano, oppure mi fermo qui. Sappi che per me è stata un’avventura straordinaria che ho vissuto insieme con te, un vero onore. La rifacciamo la prossima volta? Ti prego dimmi di sì… E poi verrai ancora nel Cilento, va bene?

    Marco Galetti

    (19 ottobre 2017 - 12:02)

    Dottor Malgi, non mi “canzoni”, se proprio deve farlo lo faccia dedicandomi una melodia di Salvatore di Giacomo, di lui scrissero che “alle trattorie di lusso preferiva nascoste osterie ove tra una pietanza e l’altra rimaneva trasognato” forse in un’altra vita sono stato un Bohemien…E spingule francese potrebbe andare bene, invece di una spilla da balia, però, bollicine d’oltralpe e una bella spigola andranno benissimo

    Enrico Malgi

    (19 ottobre 2017 - 13:06)

    Ok grazie, è andata. La prossima volta che ci incontriamo il nostro incontro sarà allietato da una bottiglia di Grande Cuvée di Krug non millesimata, oppure della stessa Casa un blanc de blancs Clos di Mesnil del 1990 e da tante tipologie di pesce marino, d’accordo?

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