La docg maremmana ha presentato da Pinchiorri a Firenze la quarta selezione “non competitiva” delle etichette destinate a rappresentare l’annata in commercio nelle tre tipologie (più una per le vecchie bottiglie). E’ andata così.


morellino tutti i vini

di Stefano Tesi

Non è un momento facile per il vino in generale. Lo è ancora meno per i rossi. E il Morellino di Scansano non fa eccezione.

La sua è una posizione scomoda, non da ora. Accerchiato dai grandi nomi senesi e incalzato dalle nuove, più agili produzioni maremmane e non, la docg grossetana (72mila ettolitri e  6,6 milioni di bottiglie prodotti nel 2024, dati Valoritalia) si batte da decenni alla ricerca di un’identità che, al netto di molte e ottime entità aziendali, fa fatica a ritrovare un proprio centro di gravità collettivo, in un palleggio a volte un po’ imbarazzante tra etichette di alto profilo e grandi numeri da GDO.

Morellino del Cuore 2026

La denominazione paga anche lo squilibrio tra una vocazione (spesso alimentata dallo storytelling) alla freschezza e alla prontezza e una tipologia Riserva che talvolta riporta invece a modelli di vino lontani anni luce dai trend contemporanei e dal gusto del moderno consumatore, con risultati spiazzanti.

Una dicotomia alla quale si è di recente tentato di rimediare, almeno in parte, introducendo nel disciplinare una terza tipologia, il “Superiore”, che se da un lato prova a riempire il troppo spazio vuoto tra le prime due, dall’altro rischia di rendere ancora più opachi, agli occhi di mercati da parte loro non sempre acutissimi, i contorni della denominazione.

Morellino del Cuore 2026

Naturale quindi che il Consorzio e una parte dei produttori si diano da fare, sia per rendere meglio leggibili le caratteristiche e le declinazioni del loro vino, sia per far emergere le produzioni di qualità le quali, non c’è dubbio, a Scansano e dintorni non mancano.

Si inserisce in questo solco il “Morellino nel cuore”, l’iniziativa annuale ideata dai giornalisti Roberta Perna e Antonio Stelli che dal 2023 sottopone a una giuria di giornalisti e enologi (che si alternano di edizione in edizione) un ventaglio di Morellino nelle diverse tipologie (dal 2026, ai tradizionali tipi Annata e Riserva, si sono aggiunte la Superiore e la Vecchia Annata), tra i quali i giurati devono scegliere i loro tre preferiti, per un totale di dieci etichette (per le vecchie annate è ammesso un solo vincitore)destinate a fare da ambasciatrici della docg per i successivi dodici mesi.

Morellino del Cuore 2026

Quest’edizione ha visto un’adesione massiccia, ma come sempre assolutamente volontaria da parte dei nostri produttori (60, sui 90 di quelli presenti sul mercato con etichette proprie e su 200 soci del consorzio, di cui circa il 30% biologico, ndr)”, ha tenuto a rimarcare il presidente Bernardo Guicciardini Calamai in occasione della presentazione il 9 luglio scorso dei risultati del contest all’Enoteca Pinchiorri di Firenze, tanto per chiarire che Morellino del Cuore vuol essere una vetrina di valorizzazione e certamente non un concorso fratricida. “Si tratta di uno dei nostri progetti più significativi e ha l’obiettivo di offrire un momento di confronto, mai competitivo, all’interno della denominazione, permettendo di coglierne l’evoluzione attraverso il lavoro delle aziende e dei loro vini. Questa edizione assume poi un significato particolare per l’ingresso per la prima volta la categoria Morellino Superiore”.

Morellino del Cuore 2026

La giuria 2026 era composta da sei sommelier di alto profilo come Andrea De Luca di Enoteca Pinchiorri (tre stelle Michelin), Luca Bracali di Bracali (una stella Michelin), Federico Latta di Taverna Estia (due stelle Michelin), Enrico Moschella di George Restaurant (due stelle Michelin), Rudy Travagli di Enoteca La Torre (due stelle Michelin) e Andrea Puliga di Ristorante IRIS (una stella Michelin).

Interessanti i verdetti finali, in sé e al cospetto di quelli dell’edizione 2025, affidata invece ai giornalisti, per l’evidente diversità di approccio al vino da parte delle differenti categorie di assaggiatori.

 

Ecco il dettaglio dei premiati di quest’anno, con le nostre note di degustazione:

Categoria Annata:

Tenuta Pietramora – Germile 2024

Colore rubino vivace per un naso fresco e a tratti floreale, croccante ma composto. Al palato è gentile e accessibile ma non banale, decisamente moderno.

Cantina 8380 – 8380 2024

Riflessi violacei quasi d’antan, varietale e un po’ pungente, frutto in evidenza e palato asciutto, denso, tradizionale.

Doga delle Clavule – Doga delle Clavule 2024

Di colore caldo e molto scarico, all’olfatto è di grande eleganza, vibrante, con accenni di resina e di cipria. Al palato è agilissimo, allegro, lieve ce godibile.

Categoria Superiore:

Roccapesta – Roccapesta 2023

Rubino medio appena scarico, l’approccio al naso è potente, il frutto molto marcato ma pulito e riconoscibile. Molto classico anche al palato, con tannino in evidenza.

Conte Guicciardini – I Massi 2023

All’occhio piuttosto cupo, all’olfatto è elegante, di buon frutto, e rivela una piacevole nota appena floreale. Armonico e sapido al palato, un vino molto solido.

Morisfarms – MDS 2023

Un po’ opaco alla vista, all’olfatto presenta strane note sovramature e di cuoio, anche in bocca risulta spigoloso per effetto probabilmente, di una bottiglia problematica.

Categoria Riserva:

Cantina Vignaioli di Scansano – Roggiano Riserva 2022

Colore rubino medio, ha un bouquet elegante, ben fragrante, con accenni balsamici. In bocca è profondo e rotondo, con legno ancora un po’ troppo in evidenza.

Terenzi – Madrechiesa 2022

Di colore piuttosto scarico, al naso è fine e elegantissimo ma già un po’ evoluto. Bene in bocca: composto, equilibrato, armonico.

Val delle Rose – Poggio al Leone 2022

Color rubino tenue, colpisce all’olfatto per la pienezza del frutto e un’elegante profondità. Al palato mostra freschezza, equilibrio e un tannino perfetto.

Categoria Vecchia Annata:

La Fattoria di Magliano – Heba 2009

Di colore rubino cupo, ha un naso screziato che va dal cuoio al sottobosco, con un bel tocco balsamico. Al palato è vivo, complesso, sinuoso, con tannino integrato e un lungo finale.

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