La Finestrella a Sorrento: cucina di carattere e per tutte le tasche davanti al mare
La Finestrella
Via Marina Grande, 7, 80067 Sorrento NA
333 943 6654
di Francesca Pace
Non c’è niente da fare, Sorrento è sempre Sorrento. C’è quel blu che entra negli occhi per non andare più via e poi questa città profuma di buono. Profuma di fiori d’arancio e gelsomino, di limoni e di macchia mediterranea. E lo sa bene chi investe qui, non è un posto come tanti, anche se proprio in tanti vengono qui, da lontano ma anche da più vicino come me.
La Penisola Sorrentina poi è estremamente godibile in questo periodo, dove c’è sì affluenza ma non eccessiva ed è per questo che vi invito fortemente, il prima possibile, ad andare a La Finestrella, un home restaurant che vi consentirà di mangiare su di un balconicino praticamente a ridosso del mare solcato ancora dai pescatori: l’esperienza è memorabile, quasi privata visto il numero esiguo di tavoli, fidatevi.
Aperto nel 2023, questo indirizzo è già diventato un piccolo punto di riferimento per chi cerca autenticità e una proposta gastronomica sincera, costruita su materia prima e sostanza. Dietro il progetto ci sono Giuseppe Rapesta e Antonino Trombetta: due anime giovani, molto ospitali che condividono un’idea chiara di ristorazione, fatta di accoglienza, stagionalità e libertà creativa.
La Finestrella vive seguendo il ritmo delle stagioni. Da marzo a giugno accoglie gli ospiti sia a pranzo che a cena; nei mesi più caldi, luglio e agosto, si trasforma in un rifugio serale, quando la brezza marina e il romantico tramonto rendono l’esperienza ancora più piacevole. Poi, con settembre e ottobre, torna il doppio servizio, prima della chiusura stagionale a inizio novembre.
Ma è la posizione a lasciare senza fiato: una vista mare che non è solo cornice, ma parte integrante dell’avventura. Qui ogni piatto dialoga con il paesaggio, ogni momento si spalanca su luce, aria e sapori.
La proposta gastronomica è pensata per essere accessibile ma mai banale. Il menù è volutamente contenuto, per garantire qualità e freschezza quotidiana: “fresco su fresco”, come raccontano loro. Accanto alla carta, trova spazio una formula più informale ma centrata: un aperitivo “rinforzato”, lontano dal concetto classico di bar, che si traduce in tapas e nell’imperdibile “Finestrella in quattro assaggi” — con proposte che cambiano ogni mese — capaci di raccontare la stagionalità e l’estro dello chef.
In questo periodo lo troverete composto con un crudo di gambero su gazpacho di pomodoro, baccalà in tempura di friarielli e colatura, fiore di zucca con ricotta e limone e mini bun con genovese di vitello, pesto di basilico e menta.
E proprio allo chef è lasciato spazio per esprimersi, con piatti che alternano tradizione e guizzi creativi.
Tra i must, gli spaghetti con i polipetti che sinceramente ho apprezzato tantissimo, intensi e profondamente mediterranei e il grande classico degli spaghetti con le vongole e lupini, che qui trova una delle sue espressioni più riuscite, soprattutto nei momenti migliori della stagione.
Non manca una proposta più estrosa di mare, che varia con il cambio menù: attualmente spicca “Equilibrio Mediterraneo”, uno spaghettone con crudo di gamberi, zest di limone e nocciole, dove tecnica e gusto si incontrano in un equilibrio convincente.
Per chi invece ama di più la carne, ancora per poco si potrà gustare la classica genovese.
Consigliata anche la delizia a limone che da queste parti è un vero must.
La Finestrella ha anche una camera con vista, ovviamente, che può ospitare che vuole soggiornare in questo angolo di Paradiso.
Altra nota di merito di questo posticino delizioso è la scalinata che porta lì. Le rampe dolci, vi condurranno a un arco, completamente i pietra calcarea, quello di Porta Marina, di epoca pre romana che è anche il varco più antico della città e che faceva da anello di congiunzione tra la città e il borgo dei pescatori. È ancora tutt’oggi un simbolo molto importante e ad esso è legata una leggenda: un servo della famiglia Borreale aprì questa porta scatenando l’invasione dei Saraceni che saccheggiarono la città. Poco distante ancora, l’angolo suggestivo che ha dato vita a una delle scene più emblematiche del film Pane Amore e Fantasia con Sofia Loren e Marcello Mastroianni. Qui il selfie è d’obbligo.
La Finestrella dunque non è solo un ristorante che cerca di stupire a tutti i costi, ma è piuttosto un luogo in cui tornare — per la vista, per l’atmosfera, per quella cucina che sa essere concreta ma mai scontata. Un posto che cresce con discrezione, lasciando che siano i dettagli, i sapori e l’esperienza complessiva a parlare.
E in quella cartolina che è Sorrento, non è cosa da poco.
Costo medio per persona 40 euro








