La Palèrna di Paola Biagioli, la forza di Valdimonte nell’Alta Valle del Tevere
di Tonia Credendino
A Valdimonte, sopra San Giustino, l’Alta Valle del Tevere si apre tra Umbria e Toscana. La strada sale fra boschi, ulivi e vigneti, fino alla collina dove ha preso forma La Palèrna. Qui il vino non è soltanto il prodotto finale, ma il modo scelto da una famiglia per dare voce alla propria terra.
La Palèrna nasce nel 2002 dall’iniziativa di Paola Biagioli e Luigi Merendelli. Mettersi in gioco ha significato investire in un territorio ancora lontano dai circuiti più celebrati del vino e interrogarsi sulle sue possibilità. Non inseguire un’identità già pronta, ma costruirne una vendemmia dopo vendemmia, attraverso le scelte in vigna, il lavoro in cantina e il rapporto con il paesaggio.
La proprietà si estende su 80 ettari, di cui otto coltivati a vigneto. Le vigne si trovano tra i 550 e i 600 metri di altitudine, con esposizione a sud-ovest. Le rese sono contenute, la vendemmia è manuale e i grappoli vengono selezionati. La fermentazione spontanea accompagna il lavoro in cantina. Sono pratiche che raccontano una viticoltura misurata, in cui la qualità prende forma nella cura quotidiana e nella conoscenza del luogo.
La scelta del Pinot Nero ha dato alla Palèrna un’impronta riconoscibile. Paola Biagioli e Luigi Merendelli hanno raccontato di essere stati i primi in Altotevere a coltivarlo, insieme al Sangiovese Grosso, e a produrre uno spumante con metodo classico. Nudo di Palerna, Blanc de Noir da Pinot Nero in purezza, e Ciménto, interpretazione rossa dello stesso vitigno, nascono da quella scommessa. Non è il racconto di una varietà ritrovata, ma di un vitigno portato in una terra nuova, dove ha trovato le condizioni per esprimersi.
La gamma comprende anche Rosa di Martino, rosato da Pinot Nero e Sangiovese, Cospaia 1441, da Merlot, Sangiovese e Cabernet Sauvignon, Rossovaldimonte e Pinot Nero Palerna, ottenuto dalle vigne più giovani. Cospaia richiama la piccola repubblica indipendente nata nel 1441 tra il Granducato di Toscana e lo Stato della Chiesa: una storia di confini e libertà che appartiene alla memoria di questa parte d’Italia. Nei nomi dei vini, come nel paesaggio, la geografia entra nel racconto e gli dà radici.
Nel 2024, dalla collaborazione con Aboca, è nato un Rossovaldimonte da Sangiovese, senza passaggio in legno e senza solfiti aggiunti. Una scelta che amplia la ricerca della Palèrna e apre nuove possibilità di espressione per il territorio.
La storia di Paola Biagioli e Luigi Merendelli si intreccia con quella di un’area in cui il vino sta tornando a essere una presenza riconoscibile. Attorno a San Giustino lavorano altre aziende; iniziative che riuniscono produttori umbri e toscani rendono visibile una geografia che i confini amministrativi dividono, ma che il paesaggio e le relazioni tengono insieme.
La Palèrna è una delle storie di questa valle: una voce precisa, nata da una scelta familiare e cresciuta senza rinunciare al proprio carattere.
La Palèrna di Paola Biagioli restituisce al mondo un vino identitario perché nasce da un legame concreto con Valdimonte. La forza è nella coerenza di un percorso: avere creduto in una collina, averne studiato le possibilità e averle dato forma attraverso il lavoro. Oggi quella collina parla nel calice e nel nome di una famiglia che ha scelto di mettersi in gioco. E la sua voce, ancora poco frequentata dai grandi racconti del vino, merita di essere ascoltata.
La Palèrna – Azienda Agraria Biagioli Paola
Valdimonte, 06016 San Giustino (PG)
Tel. +39 366 263 4334 ·
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