La pecora quadricorna e le altre razze in estinzione: la missione del Gallo Larino a Monte San Giovanni Campano (FR)

2/1/2020 2.1 MILA
Roberto Dalia e l'asino dei Lepini
Roberto Dalia e l’asino dei Lepini

Il Gallo Larino
Allevamento di animali autoctoni rari e fattoria didattica

Località Colli
03025 Monte S. Giovanni Campano (FR)
Tel. 339/4958207

di Floriana Barone

Nelle campagne di Monte San Giovanni Campano l’associazione Gallo Larino alleva e protegge quattro razze autoctone laziali minacciate d’estinzione per l’Arsial (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio): l’Asino dei Lepini, la Gallina Ancona, la Pecora Quadricorna o Cifra e il Pony di Esperia. Un progetto iniziato diversi anni fa da un gruppo di amici, tra cui un sociologo, un grafico pubblicitario, un veterinario e un artigiano locale, che oggi è diventato una vera e propria missione finalizzata a scongiurare la scomparsa di queste specie dalle caratteristiche uniche. Roberto Dalia ha fondato il Gallo Larino circa dieci anni fa: lavora in banca, ma, ogni mattina si sveglia all’alba per accudire le sue pecore a quattro corna e gli asini neri dei Monti Lepini, che vivono all’aperto su una parte dei suoi sei ettari di terreno, tra ulivi, querce e alberi da frutta. Ha sempre nutrito un grande amore nei confronti degli animali e oggi per lui ogni animale è estremamente prezioso.

Roberto Dalia e le pecore quadricorna
Roberto Dalia e le pecore quadricorna

Dieci anni fa Roberto si è trovato a sfogliare un libro sulla pastorizia: ha notato una foto di una pecora quadricorna. Da quel momento, la sua vita è stata completamente stravolta: Roberto si è innamorato di questa specie in via d’estinzione, rintracciandola sull’elenco dell’Arsial stilato nel 2006 sulle razze autoctone italiane, a seguito della legge per la tutela e la valorizzazione della biodiversità del 2001. Qualche anno prima, l’Arsial si era messa alla ricerca di razze autoctone laziali attraverso l’intervento di alcuni esperti che battevano il territorio: è stato il veterinario Cesare Veloccia a schedare a Picinisco l’ovino quadricorna, rintracciato in un allevamento di montagna. E qui le strade di Cesare e Roberto si sono intrecciate: con grande difficoltà hanno acquistato alcuni capi e, solo dopo diversi anni, sono riusciti a costituire il primo nucleo di allevamento a Monte San Giovanni Campano.

Pecora quadricorna
Pecora quadricorna

Oggi l’associazione Gallo Larino ha un’importantissima responsabilità: proteggere queste specie in via d’estinzione, preservarne la purezza, cercando di incrementare il numero di esemplari. Lo fa operando in modo etico e sostenibile, senza puntare alla produzione di latte o di carni, contro ogni logica di mercato, ma solo per dare una speranza di sopravvivenza ad animali che, senza il loro intervento, sarebbero già estinti da tempo. Roberto ama definirsi “uno staffettista” in una gara alla prima frazione: non smetterà di allevare le sue pecore fino a che non arriverà almeno a quota 100 capi, mettendo in salvo la razza e costituendo il primo gregge italiano di ovino quadricorna. Per raggiungere questo obiettivo, Cesare, Roberto e gli altri membri dell’associazione studiano scrupolosamente la linea di sangue di ogni animale allevato.

Attualmente nel mondo esistono 40 pecore con quattro corna e 18 asini dei Lepini: oltre alle 35 di Roberto, le altre si trovano in Francia e negli Stati Uniti. Sono tutte originarie dello stesso ceppo mediorientale, esattamente dall’ovino di Siria. Un tempo questa razza era particolarmente diffusa nell’Appennino centrale, grazie a transumanze verticali che hanno favorito gli scambi tra riproduttori facendo riemergere questo carattere latente: il gregge iniziale era grande e comprendeva 300 pecore a quattro corna. Ma la sua particolare caratteristica morfologica era considerata dai pastori come una semplice malformazione e, pertanto, la riproduzione della pecora quadricorna non è stata preservata.

Esemplari di pecora quadricorna
Esemplari di pecora quadricorna

Le fonti scritte che trattano di questa creatura dall’aspetto mitologico sono numerose: già nel 1400 Niccolò Frescobaldi ne parlava dopo un viaggio in Terra Santa e nel 1762 per Lorenzo de’ Medici era un “ariete a quattro corna”. Poi, nel 1905, la sua presenza ritorna come “pecora di Siria” nel manuale Hoepli di Zootecnia.

Manuale Hoepli di Zootecnia del 1905
Manuale Hoepli di Zootecnia del 1905

Grazie alla sua duplice attitudine, questa razza è rinomata sia per la qualità del suo latte che della carne.

L’associazione Gallo Larino alleva anche altre razze italiane, come l’anatra muta di Barberia, il colombo ternano, la gallina mugellese o razze estere come la pecora romanov o l’anatra kaki campbell. Non utilizzano antibiotici o altri medicinali e nutrono gli animali con farro e orzo locale, granaglie e un po’ di favino sparso sui terreni.

Il Gallo Larino
Allevamento di animali autoctoni rari e fattoria didattica

Località Colli
03025 Monte S. Giovanni Campano (FR)
Tel. 339/4958207