La pizza di Gragnano: grande tradizione ma purtroppo qui dalle lievitazioni all’ambientazione, il tempo si è fermato

17/10/2017 12.1 MILA
Pizza gragnanese
Pizza gragnanese

di Marco Contursi
Se c’è una cosa che mi fa arrabbiare nel mondo food sono le mode, ossia il rincorrere da parte di critica e clienti una tipologia di locali, ignorando o quasi tutto il resto. Tipico caso, adesso quello della pizza napoletana, peraltro confinata per molti alle province di Napoli e Caserta.

Oggi tutti ne parlano e ne scrivono, ignorando un’altra pizza, che per moltissimi, me per primo, è stata la “sola “pizza fino alla maggiore età: la pizza gragnanese.

Per chi come me ha fatto le elementari a Gragnano e il liceo a Castellammare, quella di Gragnano è stata la sola pizza mangiata fino al conseguimento della patente che festeggiai con una andata a Napoli, da Brandi, trasgredendo alla raccomandazione di papà di non allontanarmi troppo, essendo neopatentato.

Ma non solo per tantissimi dell’area stabiese, quella di Gragnano è stata la tipologia di pizza prevalente, ma anche per moltissimi napoletani che ricordo, fine anni ’90, affollavano in frotte, le pizzerie di Gragnano, soprattutto il sabato sera. Andare a mangiare il panuozzo era un rito per moltissimi, da tutta la campania.

“Ma ora?” Mi sono posto questa domanda, e ho cercato di dare una risposta, girando tra le pizzerie della mia infanzia e purtroppo la situazione è tutt’altro che rosea.

E lo voglio urlare, augurandomi di poter risollevare le sorti di una settore, che ancora galleggia ma ben lontano dai fasti passati.

Pizzerie Gragnano - capricciosa
Pizzerie Gragnano – capricciosa

Ma in cosa si differenza la pizza gragnanese da quella napoletana? Innanzitutto nell’impasto, che lievita molto meno, si parla di circa 6-7 ore, più panoso. Più lunga anche la cottura, che supera i 3 minuti, così come il fatto che venga venduta a peso o a metro, in pratica non si fanno pizze singole tonde.

Ma, magari, aumentando un po’ la lievitazione e diminuendo di conseguenza il lievito, questa pizza potrebbe pure andare ma, ho riscontrato ben altri problemi.

Lo dico subito: qui la nouvelle vague della pizza di qualità non è proprio arrivata.

Locali fatiscenti, o comunque molto vecchi, ingredienti tra il sufficiente e il pessimo, nessuna attenzione alle bevande che non vanno oltre le marche più commerciali di birra e una bottiglia di vino frizzante, spacciato per gragnano.

Ripeto, ho girato quelle della mia infanzia, e tranne una che ho trovato demolita (era ora, gli ultimi anni era fatiscente, oltre ogni ragione),le altre erano in piena attività. In ognuna ho preso mezzo kg margherita e capricciosa e un panuozzo classico ossia pancetta e fior di latte. Di due documento con foto, nella terza, che poi è la prima che provai, foto non ne feci, ma trovando la pizza molto mediocre,scattò in me la molla di girarne altre e fare l’articolo.

Pizzerie Gragnano - capricciosa
Pizzerie Gragnano – capricciosa
Pizzerie Gragnano - capricciosa
Pizzerie Gragnano – capricciosa

Veniamo a noi

Capitolo impasto: impasto in alcuni casi più alto, in altri più sottile ma in tutti poco lievitato e tanta acqua da bere nella notte successiva alla cena. Alcune pizze erano cotte male, risultando biscottate e con ingredienti sopra bruciati o asciugati dalle eccessiva cottura.

Capitolo ingredienti: discreto il fior di latte e il pomodoro usato, dovunque olio di semi a gogò. In una, per correttezza di cronaca, registro la presenza di una bottiglia di evo commerciale e di olive estere, lasciata aperta sul bancone ma non utilizzata in mia presenza. Prosciutto cotto sulle pizze di scarsissima qualità, sicuramente un ricomposto, fetido in un caso, tanto che ho dovuto scartarlo per poter continuare a mangiare. E qui apro una parentesi: chi dice che bisogna usare salumi scadenti nelle preparazioni cotte, dimentica che il calore amplifica puzze e sapori sgradevoli. Comunque, ritornando a noi, appena sufficienti i funghi utilizzati, chiaramente quelli in latta da svariati kg. Migliore invece la pancetta nei panuozzi, ma solo perché, anche industriale la pancetta solitamente è quasi sempre accettabile, al massimo sa di poco ma non ha gli odori sgradevoli di prosciutti cotto e crudo scadenti.

Capitolo bevande: solo birre industriali delle marche più comuni, e vino frizzante spacciato per Gragnano ma il vero Gragnano si imbottiglia con tanto di etichetta e marchio dop. Questo è lo sfuso che molte cantine (che producono anche il dop) fanno e che localmente chiamano Gragnano ma le uve chiaramente non sono locali. Costa circa 1.50 euro al litro, anche meno.

In un paio di tavoli ho visto degli antipasti di salumi e formaggi e tranne il fior di latte, tutta roba assai commerciale.

Capitolo personale di sala: quasi sempre gentile ma totalmente impreparato se gli chiedi info su tempi di lievitazione e ingredienti.

Capitolo prezzi: tranne una, più cara, le altre pizzerie vantano prezzi davvero bassi, non si superato gli 8 euro per un mezzo kg metà margherita e metà capricciosa e i 7-8 euro per un panuozzo che tranquillamente si divide in 4, se dopo si prende pure la pizza. Spesa contenuta ma anche qualità ai minimi termini.

Pizzerie Gragnano - panuozzo
Pizzerie Gragnano – panuozzo
Pizzerie Gragnano - panuozzo
Pizzerie Gragnano – panuozzo

E a me questo dispiace davvero, perchè alla pizza gragnanese ci sono affezionato. Mi ricorda i compleanni degli amici delle elementari, mia mamma che tornava dai consigli scolastici pomeridiani e me la portava. Io che la riscaldavo la mattina dopo, poiché, differenza di quella napoletana, è buona anche riscaldata a distanza di ore.

Dopo aver girato 3 pizzerie storiche e 2-3 nuove,  mi domando:

Perché a Gragnano, questa ventata di rinnovamento che ha investito la pizza napoletana a tutte le latitudini non è arrivata?

Perché i locali sono vecchi, con sedie vetuste e ambiente anni’90?

Perché gli ingredienti sopra la pizza, a iniziare dall’olio, passando per i salumi e le verdure, sono spessissimo scadenti, al limite dell’edibile?

Perché la parola birra artigianale non è arrivata?

Perché giornalisti e critici, non si sono mai interessati a questa pizza? Magari aprendo gli occhi sulla qualità a chi fa il mestiere da tanti anni, senza mai rinnovarsi?

Di una cosa sono convinto: il primo dei pizzaioli di Gragnano che decidesse di puntare sulla qualità, aprirebbe un nuovo filone e farebbe i soldi a palate. Magari mi è riconoscente per avergli aperto gli occhi e mi offre una bella capricciosa come si deve….

30 commenti

    Virginia

    (17 ottobre 2017 - 11:33)

    Bravo Marco! Niente di più utile che tirare le orecchie in maniera costruttiva.

    Andrea

    (17 ottobre 2017 - 11:35)

    Premesso che sono di Gragnano e non ho nulla a che fare con le pizzerie, potrebbe citare i nomi delle tre pizzerie? Mi se che è incappato nelle tre peggiori …

    Orval87

    (17 ottobre 2017 - 12:22)

    Ad occhio non sembrano molto migliori di certe robe che si trovano all’estero (dove a ben cercare oggigiorno se ne trovano pure di migliori di queste)

    Marco contursi

    (17 ottobre 2017 - 12:51)

    Ho appena saputo dal mio dentista che ieri sera una pizzeria gragnanesi ha inaugurato una svolta gourmet con impasto lungamente lievitato e prodotti di qualità….la proverò e vi informerò

    Peppe

    (17 ottobre 2017 - 17:47)

    “in pratica non si fanno pizze singole tonde.” forse parla di gragnano trebbiense.

    Peppe

    (17 ottobre 2017 - 18:03)

    Cmq questo articolo è pessimamente superficiale. Da Gragnanese (Napoli e non Trebbiense) a cui piace la pizza e che disprezza sicuramente molti locali del posto dico che questo articolo è della stessa qualità e preparazione dei locali visitati dal “giornalista”.
    Innanzitutto metta i nomi delle pizzerie (dalla foto penso di avere capito almeno una). Tirare le somme di un paese con tre pizzerie dove ce ne sono 3 per ogni strada mi sembra un po esagerato, insomma siamo sulla mentalità di chi dice che a Napoli hai il 90 % di possibilità di essere sparato perchè ha visto Gomorra.
    Cortesemente…………si trovi un lavoro!!!!

    Marco contursi

    (17 ottobre 2017 - 18:26)

    Peppe lei è L esempio classico della mediocrità e del vittismo dell uomo medio del sud che attacca invece che riflettere sui propri errori.Contesta il mio operato dicendo un mare di sciocchezze.Bravo….continui così.

    Marco contursi

    (17 ottobre 2017 - 18:41)

    Vittimismo pardon….scrivere col cell mentre stai a telefono non è facile.

    Peppe

    (17 ottobre 2017 - 18:58)

    spenda bene 10 cent a parola che il signor pignataro le elemosina!

    Anna

    (17 ottobre 2017 - 19:28)

    Caro Marco il suo articolo è la sintesi di quanto constatato da me ultimamente riguardo la pizza gragnanese. Come mai l’attenzione riguardo la scelta degli ingredienti si è fermata alla sola pizza napoletana? E le lievitazioni? Sarà ormai una moda?
    Mi permetta anche una parola riguardo l’ultima affermazione del signor Peppe :siamo a livelli proprio incommentabili…….

    Marcello

    (17 ottobre 2017 - 19:32)

    Gentilissimo sig. Peppe, trovo superficiale il suo di attacco. Innanzitutto, l’articolo parla delle pizzerie gragnanesi in generale e so che l’autore dello stesso ne ha visitate almeno una decina tra le più frequentate (tra l’altro è in parte di origine gragnanese). Fare i nomi è sempre poco gradevole soprattutto quando si devono fare critiche.
    Se invece Lei ha da segnalare delle eccellenze nel territorio di Gragnano, le segnali pure: farà piacere ai ristoratori e magari si possono provare onde invitare il Contursi a una revisione dell’articolo.
    Relativamente a quanto scritto nell’articolo mi trovo perfettamente e lo dico da amante di quel territorio avendo trascorso l’infanzia tra Castellammare e Gragnano. Sa benissimo che molti locali hanno problemi urbanistici, igienici e che oggi offrono un servizio di bassa qualità, non avendo investito nulla per migliorare il prodotto e l’offerta al cliente. Fingere che non sia così significa non vedere o non voler vedere, soprattutto se si pensa a chi ha investito nei territori limitrofi spendendo soldi in qualità, prodotti, servizio ecc.
    Confido in una risposta nel merito e di non leggere slogan che rievocano Gomorra o altre fiction, né tantomeno inviti a trovare un lavoro che, tra l’altro, già ho senza aver bisogno dei 10 cent. a parola del Sig. Pignataro!!

    Gaetano

    (17 ottobre 2017 - 19:36)

    La mia risposta è semplice: perchè sono pieni e non hanno/sentono il bisogno di rinnovarsi/aggiornarsi; in questo non ci sarebbe nulla di male se cioè non andasse a discapito della qualità. Capitolo prezzi: i soldi in giro, per il popolino, sono sempre meno e spendere 20/25 euro per una pizza per un’intera famiglia rappresenta la soglia oltre la quale il sabato sera la predetta famiglia resterebbe a casa: tali cifre si rischia di spenderle a persona se si va in una di queste pizzerie “moderne”.
    Complimento per l’articolo che getta un faro attuale su quella che fù, a quanto pare, un prestigioso circuito culinario.

    Ciro

    (17 ottobre 2017 - 20:12)

    Questo articolo articolo e’ stato scritto con i piedi . Posso capire il fatto di non fare i nomi delle pizzerie girate ma sarebbe il caso di citare qualche eccellenza che vi assicuro che c’è a Gragnano …

    friariello

    (17 ottobre 2017 - 23:53)

    Per pura curiosità sono andato a vedere le pizzerie Gragnanesi su Tripadvisor ed ho notato che hanno quasi tutte punteggi altissimi,che molte blasonate pizzerie di Napoli non hanno.Questo ovviamente da una parte ha poco rilievo però testimonia che è una pizza che piace e chi le ama la ama cosi’.C’è sempre disparità tra la critica ed il pubblico,molto raramente i giudizi concordano..Ammetto che non ho mai mangiato le pizze ed i panuozzi di Gragnano,pur essendo napoletano;ho avuto sempre cattive esperienze in Campania,basti dire che una delle peggiori pizze mai mangiate è stata in quel di Agropoli,eppure ho tante primavere e un pò di mondo l’ho girato.

    marco contursi

    (18 ottobre 2017 - 08:26)

    Con la calma e l’attenzione che commenti civili e interessanti meritano, rispondo ai Signori Gaetano e Friariello. Le pizzerie di Gragnano sicuramente riempiono ancora ma molto meno rispetto a 15 anni fa e spesso in settimana mi capita di trovarle vuote. La differenza di prezzo tra un prosciutto cotto di alta qualità e un cotto ricomposto o addirittura una spalla cotta, su una pizza inciderebbe per 1 euro al massimo, quindi se la famiglia spendesse 26 invece di 25 euro, potrebbe uscire benissimo e poi credetemi, mangiare certe cose, ricche di additivi per coprire i problemi di una materia prima scadente, fa male alla salute.
    Ho visto poi pure io il posizionamento di trip delle pizzerie da me visitate e non è che sia così alto e soprattutto, numerosi commenti negativi negli ultimi mesi. Il fatto che ci sia uno scollamento tra critica e utenza comune è dovuto alla profonda ignoranza sui temi del food della maggior parte delle persone che ancora comprano wurstel di pollo per i loro bimbi credendo siano una cosa salutare e usa salumi scadenti per cucinare.Purtroppo la maggior parte delle persone, si informa più sull’ultimo modello di cellulare che su quello che quotidianamente mangia e questo è molto triste.Però, quando qualcuno glielo fa notare , come faccio io durante i corsi, si rendono conto dell’importanza di valutare certe cose prima di mangiarle e cambiano strada.Ancora oggi, spesso alcuni ex partecipanti ai corsi, mi scrive per dirmi che in quella pizzeria x ha trovato prosciutto cotto o crudo scadente, perchè si è ricordato di annusare la fetta di pizza prima di mangiarla. Se tutti facessimo questo semplice gesto prima di ingoiare qualsiasi cosa, di sicuro molte pizzerie sarebbero costrette a usare prodotti migliori di quelli che usano.Ripeto, inciderebbe davvero poco sulla singola pizza.

    Marco contursi

    (18 ottobre 2017 - 09:58)

    Ok Ciro,mi faccia i nomi di queste eccellenze……aspetto trepidante……tenga presente che io ho visitato quelle che c erano quando io ero piccolo e molto prima…..proprio ieri me ne hanno segnalato una che ha intrapreso proprio da ieri un nuovo percorso e la proverò appena possibile….ma il succo del mio pezzo non cambia….

    Valentina

    (18 ottobre 2017 - 19:41)

    Buonasera trovo questo articolo pessimo per vari motivi io vado a Gragnano a mangiare pizza e panuozzo partendo da Salerno trovo eccellente tutto almeno dove vado io come mi è capitato di andare a mangiare pizza a Napoli dove era consigliato è da voi e sinceramente è stata una delusione quindi è stupido fare un articolo contro le pizzerie di Gragnano per farsi conoscere e diventare più popolari mi meraviglia che il signor Luciano che seguo ,approvi questi articoli dove sinceramente si demigra un paese intero che è conosciuto per panuozzo pasta e vino,poi penso che forse si cerca di tirare acqua al proprio mulino cioè per essere chiara credo che tutto giri come sempre attorno ai soldi cioè pizzerie che pagano e voi non siete obbiettivi .. criticare una pizzeria perché non si affida ai blogger o pagine a pagamento credo che questo sia il problema di base e forse Gragnano penso che ci siano una cinquantina di pizzerie non si aggiornano sui social e fanno campare voi tutto qui .poi lei scrive che le ha provate tutte questo mi fa ridere….cmq dovrebbe pensare che visto che lei scrive per risollevare l economia dando “consigli” potrebbe esserci qualcuno che leggendo questo misero articolo si faccia condizionare come mi è capitato di andare in posti dove c erano recensioni TripAdvisor ottime e mangiare male e viceversa ma anche TripAdvisor non è più credibile visto che è facilissimo comprare le recensioni buonasera alla prossima

    Giampaolo

    (18 ottobre 2017 - 21:24)

    Complimenti a Marco Contursi. Non è facile scalfire l’autoreferenzialità e la mentalità di chi non vuole cambiare. Ho riscontrato esattamente le stesse criticità che tu hai descritto. Bisognerebbe capire che le tue parole sono uno sprone a voltare pagina, sono parole d’amore per una armonia perduta. Continua cosi

      marco contursi

      (19 ottobre 2017 - 10:01)

      Gentile Valentina, ero indeciso se risponderle o meno perchè veramente è riuscita a concentrare in un commento il peggio dell’italiano medio ma poichè ho rispetto per i lettori più di quanto ne abbia lei per chi scrive, le dico
      1) il fatto che lei trovi tutto ottimo, vuol solo dire che c’è ancora molto da fare sul versante della cultura gastronomica.Non che sia tutto ottimo davvero.
      2)nessuno ha mai spinto o proposto consulenze a pagamento.Anche se molte avrebbero bisogno di qualcuno che indichi loro la strada giusta come hanno fatto a napoli.
      3)Non ho mai detto di averle provate tutte ma quelle che frequentavo da bambino.
      4) non campo di questo.
      5) anche napoli era conosciuta per la pizza e ha saputo rinnovarsi, gragnano è rimasta a 30 anni fa e la fatiscenza dei locali storici depone in tal senso.
      6) fare dietrologia da due soldi è classico della medicocrità italiana, soprattutto meridionale che preferisce vedere complotti piuttosto che aprire gli occhi sui propri errori.
      7) io i soldi dalle pizzerie non li prendo, semmai li do……ieri sera ho visitato, in anonimato e pagando, una pizzeria il cui titolare mi aveva invitato, proprio per non far condizionare il mio giudizio……quindi….le consiglio solo di farsi qualche corso che le facia capire cosa ogni giorno ha nel piatto.Mi creda, sono soldi meglio spesi che per un cellulare di ultima generazione o per un maglione firmato.

    antonio

    (19 ottobre 2017 - 08:10)

    Signor Marco è mai andato a mangiare la pizza da IOLANDA?

      marco contursi

      (19 ottobre 2017 - 10:04)

      In questo primo giro, no, anche se in passato ci sono stato,oggi mi sono concentrato su quelle che frequentavo da bambino, e su qualcuna di ultima generazione.Me ne restano da provare altre 3-4 e spero di trovare una situazione migliore.

    massimo

    (19 ottobre 2017 - 12:09)

    buongiorno concordo in pieno con valentina e con tutti quelli che come me trovano pessimo questo articolo forse oltre ad un corso di buona cucina dovrebbe fare un corso di umanita visto che attacca chi non e d accordo con lei offendendo… trovo assurdo quello che lei scrive ovviamente posso capire che tira piu un articolo che fa critiche su tante pizzerie di gragnano …non avendo il coraggio di fare nomi . io sono uno chef da piu di ventanni da napoli vado a gragnano a mangiare il panuozzo da D.M. e sinceramente trovo buono tutto se permette un po di esperienza sui prodotti la tengo anch io anche dove lavoro vengono blogger e giornalisti che chiedono soldi per aumentare visibilita proponendo recensioni buone al locale e il mio titolare le fa quindi non parlate di gratis siete tutti uguali tranne i veri critici …buonagiornata

    Marco contursi

    (19 ottobre 2017 - 13:36)

    Gentile Massimo,Premesso che non sono io quello che offende…..che dice?ci andiamo insieme?E vediamo chi ha ragione…

    alberto

    (19 ottobre 2017 - 13:54)

    marco questo giro sono con te al 100%%!
    i livello riscontrato a gragnano è vergognoso e mi fermo qui!!!!!!!
    grz marco per aver avuto il coraggio di far emergere delle cose lampantissime;

      marco contursi

      (19 ottobre 2017 - 16:58)

      Il problema Alberto è che una cosa così palese, basta vedere le vetrine dei salumi o il fatto che si beve una notte intera dopo la pizza, per alcuni è opinabile, con argomentazioni qualunquiste e assurde.In Italia l’educazione alimentare che dovrebbe essere fatta nelle scuole, è ritenuta inutile e quindi continuiamo a mangiare schifezze , convinti di saper mangiare. Quanti sanno cosa significa c.s.m sulla scatola di wurstel o la differenza tra olio d’oliva e olio extravergine di oliva? quanti alla domanda “una pregiata qualità di tonno” rispondono Pinnegialle? e via discorrendo…….

    luca

    (19 ottobre 2017 - 18:46)

    Massimo alle 12,09 scrive:
    “1 io sono uno chef da piu di ventanni da napoli vado a gragnano a mangiare il panuozzo da D.M.
    2 e sinceramente trovo buono tutto
    3 se permette un po di esperienza sui prodotti la tengo anch io
    .
    4 anche dove lavoro vengono blogger e giornalisti che chiedono soldi per aumentare visibilita proponendo recensioni buone al locale
    4b e il mio titolare le fa quindi non parlate di gratis siete tutti uguali
    5 tranne i veri critici …(dal commento di Massimo)

    Comincio dicendo che è meglio un dibattito acceso che…il silenzio o un dibattito fatto di opinioni che ripetono le stesse cose.
    Sarebbe auspicabile che il confronto, sia pur appassionato, non superi certi toni: l’insulto, l’offesa sul piano personale ecc…dovrebbero essere escluse. PIU’ FACILE A DIRSI(lo dico anche a me stesso).
    Anche perché un’opinione che “non condividiamo” a volte può essere “vissuta come un insulto” e stimolare reazioni offensive alle quali si replica nella stessa modalità. Si instaura così un CIRCOLO VIZIOSO che…degrada il vero dibattito(cioè il confronto libero tra opinioni “diverse e contrapposte”)
    .
    Dopo questa introduzione(forse inutile) sarei tentato di non scriverlo questo commento perché potenzialmente può essere fortemente sgradito e offensivo(nel senso da me espresso prima). Ci tengo, quindi, a specificare che è di carattere generale, trae soltanto lo spunto dal dibattito che fin qui si è sviluppato e ha come scopo principale il punto B.
    E non è specificamente contro Marco Contursi.
    A
    I primi 3 punti riguardano il tema del post.
    Marco Contursi ha espresso un’opinione fortemente negativa sulle pizze di Gragnano. I commenti si sono divisi in due gruppi contrapposti: uno schierato con Marco Contursi e l’altro contro. Le due posizioni potevano essere espresse ma evitando…soltanto…alcuni toni offensivi.
    Sinceramente non conosco le pizze di Gragnano e non posso esprimere ulteriori considerazioni.
    B
    Gli atri 3 punti riguardano temi che ogni tanto affiorano in vari dibatti e sui quali mi sono già espresso e che considero di grande attualità e importanza.
    C’è una stretta relazione tra chi fa consulenze(o altre attività di web marketing) e i food blog?
    Chi scrive per i FOOD BLOG contemporaneamente svolge attività di consulenza(o di web marketing)?
    Chiaramente questo fenomeno non riguarda TUTTI i food blogger.
    Ma potrei rilevare(ma non mi piace farlo) il caso clamoroso(da me accennato in altro dibattito) di UNA CONSULENTE che fa il post in un food blog sulla pizzeria dove aveva svolto consulenza.
    E’ anche chiaro che il ristoratore o pizzaiolo potrebbe preferire “IL CONSULENTE”che gli garantisce un “pacchetto completo”…di copertura mediatica.
    Con l’esplodere di internet è diventato importante proteggersi il c… sul WEB. E su questa NUOVA PAURA si fonda il POTERE RICATTATORIO delle nuove attività legate al web.
    Il problema che a me preme evidenziare è se tra queste nuove attività (di web marketing e di consulenza) e i food blog ci siano relazioni… più o meno pericolose.
    .
    Pericolose per l’indipendenza dei food blog.
    Pericolose perché la CREDIBILITA’ dei food blog può essere fortemente incrinata.
    .
    Nel punto 5 c’è scritto: “tranne i veri critici”.
    Ma se la maggior parte dei critici italiani non fanno recensioni negative(ne abbiamo parlato) limitando la CRITICA al solo ELOGIO…che CRITICA E’ QUESTA?
    Si può chiamare ancora critica?
    .
    L’unico antidoto a questo non entusiasmate stato dei food blog e della critica gastronomica italiana è dentro di noi, è nel nostro pensiero critico. Ma sempre più difficile appare il suo compito nell’epoca del WEB 2.0 tra lo scintillio abbagliante di IMMAGIVI e VIDEO:
    separare la verità dalle mezze verità e dalle menzogne è diventato ancora più difficile che ai tempi del grande TACITO.
    “Siamo soggiogati da menzogne di cui noi stessi siamo gli autori”(Tacito)

    Marco contursi

    (20 ottobre 2017 - 07:15)

    Luca immaginiamo per un attimo che abbia ragione chi dice che io abbia scritto questa recensione per far vendere una consulenza a qualche amico che le fa,ma cosa cambierebbe visto che le pizzerie in questione veramente usano prodotti mediocri e questa cosa è facilmente verificabile da chiunque?Cioe,a prescindere dalle motivazioni che possano spingere un food blog a scrivere,ci sono cose palesi che possono essere verificate da chiunque abbia un minimo di competenza.Lei scrive di questa food blogger che ha fatto una consulenza e poi ne ha scritto,ma all utente finale,se questo blogger ha scritto verità,cosa importa che abbia fatto una consulenza.Il problema non è tra chi fa consulenza e chi no,ma tra chi scrive verità e chi scrive cazzate,a prescindere se le scrive perché pagato,perché incompetente,per simpatia o per chissà quale altro motivo.Se un blogger facesse 10 consulenze e poi scrivesse di quei 10 locali e il cliente trovasse congruenza con quanto scritto,dove è il problema?Se un blogger scrivesse bene di un locale perché pagato e in realtà scrivesse menzogne,perderebbe credibilità e nessuno lo seguirebbe più .La credibilità si perde a scrivere sciocchezze,non ad avere rapporti di lavoro con un locale.Il problema è un altro,ossia che il cliente medio non sa distinguere una spalla cotta da un prosciutto cotto di alta qualità e soprattutto non usa più il naso.Ieri ho testato 4 pizze con prosciutti cotti,da quello di 8 euro al kg a quello di 25,ebbene quello di 8 era L unico che emetteva un cattivo odore,ma neanche così cattivo paragonato a quello di un cotto di una pizzeria da me visitata……quanto lo paga il pizzaiolo quel cotto?????E perché la maggior parte delle persone lo mangia?ecco queste sono domande da porsi.

    Angelina

    (3 novembre 2017 - 09:40)

    … Intanto ora ‘annuso’ tutti i salumi… e pongo 1000 domande ai pizzaioli…

      marco contursi

      (7 novembre 2017 - 08:56)

      Bravissima Angelina……da farti un monumento……impariamo tutti ad avere un approccio menu superficiale al cibo…..annusiamo ciò che mangiamo…..e non abbiamo paura a domandare e a valutare se ci dicono la verità……un cotto che puzza non sarà MAI di alta qualità.

    Io

    (18 novembre 2017 - 00:19)

    Bravo Marco, hai ragione al 100%! Anche a Pimonte ed Agerola non è che la situazione sia migliore, anzi…

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