La quadratura del rombo e la critica gastronomica in calze a rete, il post non sarà visibile in fascia protetta

24/9/2018 1.7 MILA
Rombo, lato A
Rombo, lato A

di Marco Galetti

Rombo, lato B
Rombo, lato B

Premessa: la quadratura del rombo e la critica gastronomica in calze a rete non è un opera di fantasia, è una convinzione, che potrebbe benissimo stare in piedi da sola in tubino nero su bianco, anche senza quell’accenno di colore dato dalla licenza poetica, seppur conseguita a fatica.

La critica gastronomica, in tacchi a spillo e calze a rete, credendosi Belen, faceva vasche a farfallina in Viale Ceccarini, Riccione, alla ricerca di un pezzo di costume.

Ancheggiando per il Viale, nel tramonto rosato come un vino salentino, della perla verde dell’Adriatico, ripercorreva col pensiero gli innumerevoli (se non si possono numerare saranno di poco conto) piatti “subiti” lungo l’arco temporale primavera estate duemiladiciotto… avendo perso qualche certezza si interrogava circa le scelte culinarie più recenti, mentre il suo culo in aria disegnava trame ipnotiche.

Ho degustato piatti pensati per critici dal volto di allodola che si rimirano nelle salse a specchio, basi di accostamenti arditi, si ripeteva a mezza voce quando la vidi, fiera del suo viso da maiala e del suo corpo sinuoso.

Ferma davanti alla vetrina in allestimento di un temporary store pensava ai mediocri che non possono osare e osano, mentre chi può volare altissimo chi può ergersi sfidando la gravità come il suo seno, mantiene fortunatamente in carta la seppia col suo nero (Uliassi), il panino con la mortadella (Cedroni), il risotto ai frutti di mare (Vittorio), l’agnello, le rane, il risotto ai funghi e formaggi e il gelato alla crema (Philippe), altro che [email protected] incomprensibili… prodotti eccellenti, tecnica, lavoro e passione danno vita a piatti buoni, comprensibili e vincenti.

La critica gastronomica amava il pesce, tanto da sognarselo anche di notte, pensava ad un pesce come si deve mentre la stragrande maggioranza delle volte le veniva proposto pesce sfilettato, camuffato, imbustato… come dice Davide Scabin “Il pesce non esiste più, è una scaloppa a forma di parallelepipedo appoggiata a qualcosa, la differenza tra gli chef sta in quel qualcosa su cui appoggiano la scaloppa”

Ma come, proprio a me un pesce abbattuto di temperatura mentre la mia temperatura sale per il caldo e per la voglia di pesce…farneticava ferma sui suoi tacchi, ma non nei buoni propositi, quando osai fermarla giocandomi la carta della sincerità.

Mi è sembrato di capire tu abbia voglia di pesce, ma prima vorrei portarti al ristorante, le dissi.

Ci accomodammo all’aperto sulle panche in legno, mentre i riccionesi di madre lingua e di padre pescatore le sbavavano addosso, Massimo, l’affidabilissimo cameriere Dei Mille, nell’omonimo viale, ci portò in visione il rombo delle foto d’apertura, lui che per me ha sempre avuto un occhio di riguardo, con l’altro continuava a sbirciare nella scollatura della critica in libera uscita, poi, dimenticando per un attimo le pere, tornò in sé e al pesce, dicendoci che ce lo avrebbe fatto preparare al forno con patate e pendolini.

Lei, che non aveva mai assaggiato un pesce così grosso, sorrise, avendo finalmente un termine di paragone, ripensò alle microporzioni falsificate al limite della querela per circonvenzione di critica incapace.

Dei Mille, Riccione, rombo al forno con patate e pendolini, quando la sabbia dell’Adriatico fa certi regali, bisogna approfittarne, qui ai Mille, portano il pesce intero per due persone che vogliono godere non solo dopo… come disse Totò alla Fallaci, “forse vi sono momenti minuscolini di felicità, e sono quelli durante i quali si dimenticano le cose brutte. La felicità, signorina mia, è fatta di attimi di dimenticanza”

Dei Mille, Riccione, rombo con patate e pendolini
Dei Mille, Riccione, rombo con patate e pendolini

Le storie di una notte finiscono all’alba, mentre i gabbiani galleggiavano nell’acqua immobile dell’Adriatico, la critica gastronomica in calze a rete mi lasciò di sasso dopo tanto sesso… lasciami il tuo numero, mi disse piano, se ho voglia di pesce adesso so dove trovarlo.

 

12 commenti

    Carlo Alberto

    (24 settembre 2018 - 15:04)

    Confermo!!! Dai Mille Rombo al forno con patate e pendolini, una prelibatezza!!! Ottima recensione, Complimenti!!

    marco contursi

    (24 settembre 2018 - 15:48)

    viso da maiala e ama il pesce……il numero?magari le piace pure il salame.

      Bruce

      (25 settembre 2018 - 15:12)

      Ma di chi parli?

    Marco Galetti

    (24 settembre 2018 - 16:00)

    Potresti piacerle, sembra essersi stufata dei piatti e dei critici criptici e poi tu hai un andamento slow…

    Marco Galetti

    (25 settembre 2018 - 15:45)

    @Bruce, è un gioco di parole, la critica gastronomica, qui vista come una bella donna è anche l’insieme delle persone che visitano locali per lavoro o per diletto e non trovano più un pesce come si deve…

    Francesco Mondelli

    (25 settembre 2018 - 16:14)

    Ha i voglia e criticà ma si u pesce no vai accattà a da chi o va a pescà nu pretenne ca po buono vuò magnà pecchè Antonio o Siciliano attivo a Casalvelino a me lu rombo me l’ha vennuto e me lo so puro f…….a lati nunnu saccio.Scusate ste parole a casaccio ma come rice Romeo: ngoppa o pesce mio nun sa da mette niente al massimo nu poco re uglio sulamente e taddicrii vevennoce nu bicchiere re vino genuino guardanno lu ciardino a mente ca se fa scuro a la montagna penzanno a rimani ca ara je a faticà in campagna.FM

    Massimo

    (25 settembre 2018 - 23:53)

    Forse sarebbe stato opportuno un registro meno greve. Non so chi sia l’oggetto del pezzo di Marco Galletti, ma lui è capace di scrivere meglio di un sedicenne intofato per aver subito un due di picche.
    Veramente illeggibile.

    marco contursi

    (26 settembre 2018 - 08:26)

    Protesto a nome della categoria dei sedicenni intofati ( a cui appartengo) per l’uso dispregiativo del termine ad opera di Massimo, rivendicando il diritto di essere intofato (e infoiato) data la giovine età e l’avvenenza delle coetanee. Parimodo diffido il dott. Galetti dall’essere intofato come me, avendo egli passato i 20, seppur da poco. Al contempo, riferirò ad amico in comune, uomo mezzo baffo e mezzo messale, il suo ( di galetti) comportamento lascivo, meritevole di catarsi mediante confessione sincera e contrita. Non di sola patata vive l’uomo.

    Marco Galetti

    (26 settembre 2018 - 09:01)

    @Massimo, sul registro meno greve credo lei abbia ragione, probabilmente l’ultimo ghostwriter che ho assunto era un po’ troppo giovane ;-)

    Marco Galetti

    (26 settembre 2018 - 09:29)

    @Contursi, ho le orecchie in fiamme, da una parte tira mia moglie, dall’altra Don Enrico…

    Enrico Malgi

    (26 settembre 2018 - 16:05)

    Orsu’ prego siate seri! Ormai avete tutti raggiunto (a parte me naturalmente) l’età della ragione!

    Mondelli Francesco

    (27 settembre 2018 - 02:56)

    A parte Enrico che ha raggiunto la pace del senso dell’umorismo dalle mie parti, anche se in via di estensione con richiesta di iscrizione al WWF,insiste ancora qualche buon esempio di INFOIATO che dopo aver mangiato il rombo ha anche CAMMARATO.Francesco Mondelli

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