La ricetta della pignolata calabrese

16/12/2020 2.8 MILA

La pignolata calabrese di nonna Caterina
La pignolata calabrese di nonna Caterina

di Floriana Barone

In Calabria la pignolata è uno dei dolci natalizi più amati e antichi della tradizione povera, preparato con ingredienti semplici, come zucchero, farina e uova. Una specialità che si consuma a fine pasto o a merenda, molto apprezzata dai bambini e diffusa anche nel periodo di Carnevale: è simbolo di fortuna e prosperità, dono gradito per amici e parenti. Un dolce goloso, fritto e profumato, molto simile agli struffoli napoletani, completato spesso da confettini colorati. Solitamente la pignolata viene realizzata a forma di ciambella o a forma di “pigna”, da cui prende il nome, anche se non è difficile trovare i dadini o i bastoncini all’interno di pirottini monouso. Questa è una ricetta di famiglia, tramandata di generazione in generazione: a Mileto (VV), un tempo, Caterina Ranieli preparava sempre la sua pignolata sotto le feste, senza usare burro o strutto, realizzando dei bastoncini di pasta fritta, che ricordavano i fileja, una pasta fatta a mano con un ferretto, tipica della tradizione. Nonna Caterina li tuffava nel miele e formava una golosa ciambella.

La pignolata calabrese
La pignolata calabrese

Pignolata calabrese

Ricetta di Floriana Barone

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Ingredienti

  • 3 uova
  • 100 g di zucchero semolato
  • 1 bicchierino di liquore (Vermouth o Cointreau)
  • Farina 00 q.b.
  • Un pizzico di sale
  • Per la copertura al miele: Miele millefiori q.b.
  • Per la decorazione finale (opzionale): confettini colorati
  • Olio di semi per friggere q.b.

Preparazione

Impastare a mano, creando una “fontana” iniziando con un po’ di farina e mettendo al centro uova, zucchero, liquore, sale. Si può anche utilizzare una planetaria, inserendo tutti gli ingredienti insieme e aggiungendo alla fine la farina, un po’ alla volta (più o meno 400 g in totale). Si deve ottenere un panetto liscio, omogeneo e non appiccicoso: bisogna farlo riposare coperto almeno mezz’ora. Lavorare poi nuovamente l’impasto e procedere sul piano leggermente infarinato come quando si preparano i fileja, formando dei cordoncini e praticando tagli obliqui di massimo 1 centimetro oppure creando dei dadini. Mettere a scaldare l’olio di semi in una padella dai bordi alti e portare la temperatura circa a 170°: friggere un po’ di bastoncini alla volta per circa 4-5 minuti, fino a completa doratura. Scolarli e adagiarli su carta assorbente. Prendere un’altra pentola per scaldare il miele: mettere le palline fritte e mescolare con delicatezza. Aggiungere, a questo punto, anche i confettini colorati. Disporre la pignolata su un piatto bagnato, lasciando una ciotolina al centro per creare la forma di una ciambella. Staccare la pignolata con l’aiuto di un coltello solo quando si è indurita. La pignolata si conserva per 2-3 giorni sotto una campana di vetro.

Varianti: al posto del liquore si può utilizzare la scorza di un’arancia o di un limone non trattati, da aggiungere insieme allo zucchero nell’impasto o qualche scorzetta da inserire tra i bastoncini tuffati nel miele scaldato.