La rivoluzione di Kosta: farina macinata a pietra? Si ma fatta da me a vista del cliente!

14/5/2018 4 MILA
La rivoluzione di Kosta
La rivoluzione di Kosta

Farina macinata a pietra?

SÍ, ma a vista del cliente

La rivoluzione di Kosta

La notizia è di quelle destinate ad aprire un nuovo filone nel mondo pizza. Una rivoluzione che registriamo come una di quelle novità che in qualche modo segnano una linea di demarcazione tra il vecchio e nuovo nel dibattito recente sull’utilizzo di farine di tipo 1 o 2 al posto della classica doppio zero.

Salvatore Ķosta, tecnologo alimentare esperto di  metodi di impasto, tra gli antesignani dell’impiego di farine ricche di parti di crusca e del germe di grano, lancia la novità: la farina macinata a pietra autoprodotta.

La rivoluzione di Kosta
La rivoluzione di Kosta

È questa la base di partenza del format di “Impastíli”, il locale di proprietà di Agostino e Giuseppe Palladino (agronomo il primo, avvocato con la passione per la pizza il secondo) che sta per aprire al corso Tommaso Vitale di Nola.

Nell’immediato futuro dell’attività c’è poi il progetto di installare il Molino proprio accanto al locale, in modo da consentire ai clienti per la prima volta in assoluto di assistere anche alla produzione delle farine.

Il molino, che sarà a vista,  avrà una capacità produttiva di 1 quintale di farina macinata a pietra all’ora.

Tre gli impasti che comporranno la carta delle pizze sin dall’apertura della sede  di Nola: per la “napoletana”, per la “pizza in pala”  e per la “napcrunch”, i cui dettagli saranno rivelati all’apertura.

“Da oggi – dice Salvatore Kosta- la farina la faccio io”.

La rivoluzione di Kosta
La rivoluzione di Kosta

Il locale sembra destinato a rappresentare un punto di riferimento per gli amanti delle pizze “evolute” di nuova generazione, anche per la competenza della compagine imprenditoriale da sempre vicina all’utilizzo di prodotti di alta qualità territoriale e al tema della sicurezza alimentare. Agostino Palladino, esperto di selezione delle materie prime con particolare riferimento all’agroalimentare, afferma: “portiamo la filiera corta in pizzeria”.

Un passo avanti che deriva da un grande studio e da un percorso avviato dai fratelli Palladino insieme con Salvatore Kosta già alla “Locanda dei Poeti” di Marigliano dove gli impasti si basano su di una farina frutto di macina a cilindri di un molino locale.

Grande attesa, dunque , per l’apertura di “Impastíli”.

2 commenti

    kikko

    (14 maggio 2018 - 20:53)

    senza nulla togliere alla qualità della farina macinata a pietra(la uso anch’io,di diverse marche,con diversi utilizzi e in molte situazioni,nonostante le “difficoltà”di utilizzo)la maturazione della farina è indispensabile,per ottenere un buon prodotto.

    luca

    (15 maggio 2018 - 13:34)

    Alcune considerazioni.
    1 “Implicitamente” veniamo a sapere che sul mercato ci sono farine cd. macinate a pietra che non lo sono veramente.
    2 Questa iniziativa vuole dare più garanzie al consumatore:
    facendo assistere alla molitura.
    E’ come assistere alla formazione delle mozzarelle di bufala mentre il casaro le sta facendo o come assistere alla formazione delle salsicce mentre vengono insaccate.
    Un amico, esperto, mi dice che, anche se stai davanti, ci possono fregare lo stesso.
    Insomma, dipende tutto dal grado di serietà e onestà individuale e tutti sanno che viviamo in un’epoca dove scarseggiano i valori morali e abbondano i furbi e i bugiardi.
    3 Sulle qualità delle farine cd.macinate a pietra vi rimando ad alcuni articoli di questo blog che ridimensionavano la retorica su queste farine e che io condivido.
    Ma sapete anche che poi le cose dette non vengono ribadite perché prevalgono le “logiche” di “sistema” e di marketing e anche perché il popolo del web 2.0 è facilmente influenzabile e manipolabile…anche perché ha scarsa memoria.

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