La Scazzetta dell’Antica Dolceria Pantaleone, a Salerno assaggi di Paradiso tra sacro e profano

1/12/2018 881
Antica Dolceria Pantaleone, la Scazzetta del Cardinale
Antica Dolceria Pantaleone, la Scazzetta del Cardinale

di Marco Galetti

Dopo l'assaggio, dal web
Dopo l’assaggio, dal web
2018, Salerno, luci d'artista
2018, Salerno, luci d’artista

1868, Salerno, nella Cappella sconsacrata delle Anime del Purgatorio, l’artista Mario Pantaleone apre un laboratorio di pasticceria.

Oggi, dopo centocinquant’anni, l’Antica Dolceria Pantaleone è Impresa Storica e nella più antica e famosa pasticceria della città il prodotto artigianale più richiesto e rappresentativo della tradizione salernitana è la Scazzetta del Cardinale, un dolce quasi centenario, (ricoperto da una glassa alla fragola) che nacque come monoporzione, a base di fragoline di bosco, crema, pan di spagna e rum.

Il nome (scazzetta) e il colore della glassa richiamano il galero (il copricapo che i cardinali ricevevano dal Papa durante la cerimonia d’investitura) che veniva portato schiacciato sulla parte inferiore della nuca, scuzzato sul cozzetto.

La Domenica, nel centro storico di Salerno, a pochi passi dal Duomo dove sono conservate le spoglie di San Matteo, sacro e profano, vicini ma a debita distanza, si contaminano reciprocamente, le famiglie dopo la Santa Messa, un attimo dopo aver sfiorato il cielo e il sacro tra le mura del Duomo, calpestando i locali sconsacrati e profumati di Via dei Mercanti, sfiorano il profano ordinando la Scazzetta del Cardinale che, amata da Benedetto XVI e da Giovanni Paolo II, ha una sua incontestabile sacralità.

Duomo di Salerno, scorcio del campanile arabo-normanno e dettaglio del quadriportico romanico (unico in Italia insieme a quello della Basilica di Sant’Ambrogio a me cara per motivi campanilistici e ora anche quadriporticistici) con intarsi policromatici, altro esempio di luci d’artista

Duomo di Salerno, dettaglio
Duomo di Salerno, dettaglio

Antica Dolceria Pantaleone, la Scazzetta del Cardinale e del milanese goloso…

Antica Dolceria Pantaleone, la Scazzetta del Cardinale e del Milanese goloso
Antica Dolceria Pantaleone, la Scazzetta del Cardinale e del Milanese goloso

…da milanese goloso posso affermare, con relativa, ma quasi assoluta certezza, che la Scazzetta del Cardinale dell’Antica Dolceria Pantaleone, di via dei Mercanti 75, nel centro storico di Salerno, è un assaggio di Paradiso in un luogo talmente terreno che va assaporato a piedi per essere goduto appieno e calpestando l’acciottolato di una splendida e sconosciuta città,  mentre davo un morso alla storia e nella storia, mi sono chiesto quali fossero davvero le luci d’artista…

Luci d'artista
Luci d’artista

Duomo di Salerno, luci d’artista nella cripta dove sono custodite le spoglie mortali di San Matteo, la cripta, di grande valore artistico, si trova esattamente sotto l’Altare Maggiore della Cattedrale.

Duomo di Salerno, luci d'artista
Duomo di Salerno, luci d’artista

5 commenti

    Giancarlob

    (1 dicembre 2018 - 15:22)

    E da milanese acquisito (ma a questo punto perché anche non salernitano acquisito ? sempre acquisito sono…..) non posso che confermare. I salernitani doc magari hanno altre pasticcerie da suggerire, ma a me basta e avanza questa. Ogni tanto, per nostalgia, mi faccio mandare qualcosa a Milano…

    Giancarlob

    (1 dicembre 2018 - 15:23)

    acc…non anche

    Francesco Mondelli

    (1 dicembre 2018 - 20:59)

    Luci d’artista sta bene fa turismo ed affari ma la vera Salierno si riunisce il giorno di San Matteo con le statue portate a spalla in una caratteristica danza tutta da vedere se non altro perché difficile da descrivere,Pantaleone e da sempre un’istituzione e la scazzetta lo rappresenta con esattezza,ma mezzi o adottati milanesi non vi lamentate perché Santanrogio è alle porte e tra prima alla Scala (quest’anno Attila di Verdi) e Pan De Toni state ben messi ma se al sud volete scappare alla nuova pizzeria e cucina nel quartiere Brera di Da Zero vi potete accomodare.FM.

    Marco Galetti

    (1 dicembre 2018 - 21:24)

    Ormai evito la Milano che amo come la peste di manzoniana memoria, tradizioni in estinzione, tante luci ma quasi nessun artista, il dialetto uno sconosciuto, tanti Alì e nessun Brambilla, prezzi da ladroni e nessun Babà… a Salerno in via Roma alla Pasticceria Diana una mattina ho preso una zeppolina e un babà (strepitoso), spesa totale 80 centesimi, si è sbagliato gli ho detto, siamo a Salerno mi ha detto…

    Francesco Mondelli

    (2 dicembre 2018 - 16:02)

    Strategico l’uso del verbo amare che si può legare a Milano in senso positivo ed alla peste in negativo.Da scervellarsi per ore senza andare a conclusione.Bella lezione.FM.

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