«La Tavola di Gianni» al Castello di Semivicoli


di Tonia Credendino
Il Castello di Semivicoli sorge sulle colline di Casacanditella, in provincia di Chieti. Nelle giornate limpide l’Adriatico compare in lontananza, oltre le vigne e gli ulivi che circondano la dimora seicentesca. Gianni Masciarelli l’ha donata a Marina Cvetić come gesto d’amore; lei ne ha seguito il restauro e l’ha restituita alla vita, aprendola all’ospitalità, al vino e alla cultura.

Masciarelli – Castello di Semivicoli, esterni

Durante il nostro soggiorno, abbiamo conosciuto un Castello vivo, affidato alla cura di chi lo accoglie e lo custodisce. Nella sala affrescata al primo piano, la cena intitolata «La Tavola di Gianni» ha riunito intorno ai vini della famiglia una storia che Miriam Lee Masciarelli ha condiviso con noi, riportandoci a suo padre e al luogo scelto da lui per la mamma.

Masciarelli – Castello di Semivicoli, menù

Masciarelli – Castello di Semivicoli, vini

La cucina di Mario Di Giovanni ha seguito la stagione con mano sicura, lasciando parlare gli ingredienti e trovando profondità senza appesantirli. I funghi glassati con le erbe amare hanno aperto il menu, seguiti dalle pappardelle al ragù di lepre e rosmarino e dall’anatra confit con lattuga, pera e ginepro.

Masciarelli – Castello di Semivicoli, porcini

Masciarelli – Castello di Semivicoli, pappardelle

Masciarelli – Castello di Semivicoli, anatra

Il dessert ha raccolto cioccolato, caffè, arachide e caramello in un finale intenso. Nei piatti si sono riconosciute precisione e generosità, insieme alla capacità dello chef di dare carattere alla materia senza coprirne la voce.

Masciarelli – Castello di Semivicoli, dessert

Nel calice si sono alternati lo Chardonnay celebrativo e i rossi di Marina Cvetić, Syrah, Merlot e Cabernet Sauvignon. Poi Miriam Lee ha fatto arrivare a tavola Villa Gemma 2007, ospite speciale della serata. Non era il vino scelto per accompagnare i piatti, ma quello che avrebbe aperto un’altra pagina del racconto. Villa Gemma è un Montepulciano d’Abruzzo Riserva ottenuto da uve 100% Montepulciano. La sua prima annata è nata nel 1984 da un’idea di Gianni; le uve provengono da una vigna di San Martino sulla Marrucina e sono raccolte a mano. Nel 2007 il vino è stato vinificato in tini troncoconici di legno, prima dell’affinamento in barrique e in bottiglia.

Masciarelli – Castello di Semivicoli, bottaia

Quell’annata è stata prodotta quando Gianni era ancora vivo. Nel racconto di Miriam Lee, Villa Gemma ha restituito la figura del padre insieme a quella del vignaiolo che ha affidato al Montepulciano la propria idea di Abruzzo. Gianni ha creduto nella forza di questo vitigno e nella capacità della sua terra di esprimersi attraverso un grande vino. Oggi Miriam Lee segue la vinificazione e l’affinamento di Villa Gemma insieme all’enologo Attilio Alfino, portando avanti quel progetto con una sensibilità propria.

Masciarelli – Castello di Semivicoli, degustazione

Gianni ha costruito la propria strada senza ricevere in consegna un’azienda vinicola. Suo padre faceva il camionista, sua madre era casalinga; la passione per la vigna ha trovato alimento anche nel legame con il nonno materno, Umberto. A San Martino sulla Marrucina, il paese in cui è nato, ha mosso i primi passi e trovato nella casa della nonna un punto d’appoggio. Poi sono arrivati i viaggi in Borgogna e in Champagne, lo studio di altre esperienze e il desiderio di portarne gli insegnamenti in Abruzzo senza perdere la voce della propria terra. Nel 1981 ha fondato l’azienda e nel 1984 ha creato Villa Gemma, il Montepulciano d’Abruzzo Riserva destinato a diventare il vino simbolo del suo progetto.
La sua visione ha preso forma nel lavoro in vigna e in cantina, nella ricerca della qualità delle uve e nell’attenzione alle diverse vocazioni dei territori. Quando il vino abruzzese aveva ancora poco spazio nel panorama nazionale, Gianni ha scommesso sui vitigni e sui paesaggi della regione. Il percorso di Masciarelli ha contribuito a cambiare lo sguardo sull’Abruzzo e sulle possibilità della sua viticoltura.

Miriam Lee ha conosciuto quel mondo da bambina, camminando con il padre tra i filari. Crescendo, ha scelto di approfondirlo attraverso gli studi in economia e management e il lavoro a New York nella comunicazione e nell’importazione. Oggi è alla guida dell’azienda accanto alla mamma e segue Villa Gemma con Attilio Alfino. Wine Spectator l’ha inclusa tra le nuove generazioni chiamate a dare forma al futuro delle grandi aziende vinicole italiane. Nel suo percorso, l’eredità di Gianni è diventata una responsabilità concreta: conoscere a fondo la storia di famiglia e proseguirla con una voce propria.

Masciarelli – Castello di Semivicoli, targa piazza

Dopo la scomparsa prematura di Gianni, nel 2008, la mamma ha raccolto la guida dell’azienda e la responsabilità del progetto costruito insieme a lui. Miriam Lee le è stata accanto e nel tempo ha assunto responsabilità sempre più ampie. Anche Chiara e Riccardo appartengono a questa storia comune, che resta prima di tutto una vicenda di famiglia. A San Martino sulla Marrucina, la piazza dedicata a Gianni ha restituito il suo nome alla comunità da cui è partito. Una delle etichette gli si rivolge con parole semplici, «Caro Gianni, questa è la piazza», riportando il racconto al paese e alla terra che hanno ispirato il suo lavoro.

Masciarelli – Castello di Semivicoli, ambienti

A Semivicoli, Villa Gemma 2007 ha portato quella terra al centro della tavola. Miriam Lee ha condiviso con noi un’annata nata nel tempo di suo padre e ancora presente nel lavoro che oggi porta avanti con la mamma e i suoi fratelli. Intorno, la cucina di Mario Di Giovanni e la cura di chi anima il Castello hanno dato alla serata il calore di una casa. Gianni è rimasto nel vino, nel luogo che aveva scelto per la mamma e nel progetto familiare che continua a prendere forma.

Masciarelli – Castello di Semivicoli, room granaio

Masciarelli – Castello di Semivicoli, tavolo colazione

Masciarelli Tenute Agricole
Via Gamberale, 2
66010 San Martino sulla Marrucina (CH)

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