La Vineria Senza Cucina a Portici

10/7/2021 1.7 MILA
La Vineria Senza Cucina - interno
La Vineria Senza Cucina – interno

di Emanuela Sorrentino

“Una bettola d’altri tempi, la cucina è piccola….ma c’è”, si presenta così sui social “La vineria senza cucina”, dove il vino sfuso si serve in ciotola come una volta (“ma noi le ciotole le laviamo” è scritto all’interno del locale) e la carta dei vini è volutamente più lunga del menu.

La Vineria Senza Cucina - esterni e ingresso
La Vineria Senza Cucina – esterni e ingresso

Il tutto in un posto molto accogliente: si mangia al fresco all’esterno di Palazzo Buono costruito nel 1748 dal principe della Riccia Bartolomeo di Capua con la sua cappella gentilizia dedicata a Santa Maria delle Grazie, a due passi da villa Savonarola a Portici. Il locale interno è proprio in un’ala al piano terra del Palazzo del Settecento, alla fine di via Diaz, in piazza Matteotti ed è aperto da marzo 2019.

La Vineria Senza Cucina - Esterno
La Vineria Senza Cucina – Esterno

Un primo a sorpresa ogni sera (dalla pasta e patate alle pennette allo scarpariello) accanto alle proposte food di sempre fatte di ricerca e meticolosa scelta delle materie prime, frutto della cura dei titolari Aldo Civale, Milena e Attilio Anastasio che hanno appena aperto a Napoli ai Quartieri Spagnoli l’Osteria di mare A taverna d’è Zoccole: i gettonatissimi taglieri di salumi e formaggi freschi e stagionati non solo di provenienza locale, e poi i tagli di carne in base alla disponibilità giornaliera (churrasco, entrecote per fare qualche esempio).

La Vineria Senza Cucina - pennette allo scarpariello
La Vineria Senza Cucina – pennette allo scarpariello
La Vineria Senza Cucina - particolare di un tavolo
La Vineria Senza Cucina – particolare di un tavolo
La Vineria Senza Cucina. - vino in ciotola
La Vineria Senza Cucina. – vino in ciotola
La Vineria Senza Cucina - vino rose'
La Vineria Senza Cucina – vino rose’

Con Giorgia Civale in sala e all’esterno ragazzi preparati che non esitano a dare consigli ai clienti sul menù e sui vini che arrivano da tutto il mondo.

La Vineria Senza Cucina - entrecote con selezione di sale e melanzane grigliate
La Vineria Senza Cucina – entrecote con selezione di sale e melanzane grigliate
La Vineria Senza Cucina - fresellina stracciata e pomodori di Sorrento
La Vineria Senza Cucina – fresellina stracciata e pomodori di Sorrento
La Vineria Senza Cucina - tagliere percorso degustazione
La Vineria Senza Cucina – tagliere percorso degustazione
La Vineria Senza Cucina - il tagliere
La Vineria Senza Cucina – il tagliere

La Vineria Senza Cucina
Piazza Giacomo Matteotti, 4 (Largo Riccia)
Portici (NA)

Un commento

    EMILIO VITTOZZI

    Una volta, vari anni fa, in tutt’Italia c’erano i caffè, le latterie, le drogherie, punto di riferimento e luogo di raccolta , soprattutto alla sera, dopo il lavoro.
    vineria-cucinaI caffè dove, attorno ad un biliardo o ad un tavolino per il gioco delle carte, si alternavano operai e professionisti, giovani ed anziani, in uno spaccato di società autentico, senza fronzoli di nessun genere.
    Molte sono le canzoni che narrano di questi ambienti: “Il Riccardo” di Giorgio Gaber è una di queste. O, sempre del Signor G, “Barbera e champagne”.
    Le latterie non vendevano solo latte ma anche dolci, biscotti e cose simili ed avevano riservato un angolo del locale ai clienti più fedeli, per la lettura del giornale o per la partita di carte.
    Le drogherie, ovviamente, non vendevano le droghe di oggi ma spezie di ogni genere: in questi locali dall’odore assai particolare c’era quasi sempre lo spazio per sedersi, leggere, giocare a carte.
    Ora, in pieno 2019, questi locali sono quasi del tutto scomparsi; ne rimangono pochi, pochissimi, soprattutto nei piccoli paesi del Sud.
    Era l’Italia che si riuniva attorno ad un tavolino sul finire della giornata; un’Italia che non c’è più scomparsa sotto televisori a colori in tutte le stanze della casa, smartphone, computer, tablet e con l’aggiunta del “riflusso nel privato”.

    Domenica 10 marzo, in Piazzale Matteotti a Portici, vicino “Villa Savonarola” di Corso Garibaldi, sulle ceneri ancora calde del “Bar Vertigo”, è nato “La vineria senza cucina”.
    Attilio è lo chef, Alberto gestisce la sala, Aldo è “super-partes” (nel senso che è un po’ tutto, un po’ niente, dandosi molto da fare con la sua innegabile affabilità): “Carissimo Emilio, questa è una bettola d’altri tempi. Attualmente ha 40 coperti che aumenteranno con la “bella stagione”, all’esterno. Sono previste “serate a tema” e musica dal vivo. E’ l’unico locale del genere a Portici e dintorni…”.
    Nel frattempo, il locale si affolla: Attilio inizia a muoversi in maniera decisa, nonostante una musica di sottofondo piuttosto soft (ah, a proposito: a mio modesto parere, sarebbe il caso di mandare in onda solo musica soul, blues, medioevale, old west, new-age, country, “cantautorale” ma certamente né rock, né pop, né neomelodica, né rap, né hip-hop!); Alberto versa da bere a destra e a manca; Aldo, da buon Cicerone, mi mostra altri aspetti del locale.
    “Emilio amabile – continua a spiegare – devi sapere che una volta il vino si beveva in scodella: le prime osterie erano luoghi dove si beveva vino sfuso. Successivamente si iniziò a trovare anche il cibo e ci si poteva fermare a bere e a fare due chiacchiere ma l’oste non forniva calici così ci si portava da casa la scodella. Spesso gli avventori la lasciavano in osteria dove, rigorosamente, non veniva mai lavata perché i grandi bevitori si riconoscevano dai fondi rossi lasciati dal vino sul fondo della ciotola. Più i fondi aumentavano e più eri riconosciuto come un grande bevitore…”
    Da dietro al balcone interviene Alberto che urla a me, facendosi sentire da tutti: “Tranquillo, Emì: noi le ciotole le laviamo!”.
    Risate generali mentre salumi e formaggi iniziano ad apparire sui tavoli; il vino è spillato dalle botti o versato da bottiglie etichettate; taglieri di vario genere vengono (assai) apprezzati da tutti. E, poi, cicoli-ricotta, pane-e-genovese, pane-e-polpette, porchetta-e-friarielli…
    C’è chi brinda ad un amore nato e chi ad uno finito, chi ad una squadra di calcio e chi ad un esame superato: da “La Vineria senza cucina” c’è sempre un motivo per brindare con dell’ottimo vino!

    (da http://www.cralcircumvesuviana.it – 27/3/2019)

    11 luglio 2021 - 12:48Rispondi

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