Le Centenarie, al Teatro Totò il Premio “Maestri e Custodi della Pizza Storica Napoletana”
Successo per la serata dell’Unione Pizzerie Storiche Napoletane, tra premi, memoria e spettacolo, nel segno di un patrimonio che continua a raccontare l’identità di Napoli.
di Giuseppe Giorgio
La storia di Napoli si lascia leggere anche attraverso una pala da forno, il sapiente movimento delle mani che stendono un impasto e quella sapienza antica che, di generazione in generazione, ha trasformato acqua, farina, lievito e fuoco in uno dei simboli più riconoscibili della città nel mondo. È da questa memoria, fatta di lavoro, sacrificio e orgoglio artigianale, che ha preso forma la serata dell’Unione Pizzerie Storiche Napoletane – Le Centenarie, presieduta da Gennaro Luciano, protagonista di uno straordinario successo al Teatro Totò. Al centro dell’incontro, il Premio “Maestri e Custodi della Pizza Storica Napoletana”, nato per rendere omaggio a quanti continuano a tramandare, attraverso il proprio mestiere, i gesti, le conoscenze e i metodi che appartengono alla storia dell’arte bianca partenopea. Un riconoscimento che guarda oltre il prestigio dei nomi, per sottolineare il valore di una tradizione che non vive soltanto nei ricordi, ma nella pratica quotidiana di chi ne conserva l’identità senza rinunciare al confronto con il presente.
A ricevere il premio sono stati i maestri pizzaioli Franco Pepe, Enzo Coccia e Salvatore Salvo, interpreti di una cultura gastronomica nella quale l’esperienza, la ricerca e il rispetto delle origini concorrono a mantenere viva una delle grandi espressioni dell’artigianato italiano. La serata ha inoltre riservato spazio alle attestazioni di approvazione per l’utilizzo del Metodo dell’Unione Pizzerie Storiche Napoletane – Le Centenarie, consegnate a Teresa Iorio, Giovanni Improta e Gaetano Genovesi, insieme agli statunitensi Salvatore Di Scala e Jonathan Goldsmith. Un’iniziativa che ribadisce l’importanza di riconoscere e tutelare pratiche e competenze legate alla tradizione, affinché la diffusione internazionale della pizza non ne disperda le radici e il patrimonio di conoscenze. A condurre l’appuntamento sono stati Giuseppe Giorgio e Mirea Flavia Stellato, con gli interventi di Serena Giorgio.
Tra i riconoscimenti speciali, quello conferito a Flavia Sorrentino, vicepresidente del Consiglio comunale di Napoli, per il suo impegno. A impreziosire il programma, gli artisti Gianni Conte, Massimo Masiello, Maria Mauro, Aurelio Fierro jr, Gianni Averardi e Aldo Di Mauro, che hanno intrecciato musica e spettacolo con il racconto di una Napoli capace di ritrovare nelle proprie tradizioni le ragioni di una continua vitalità. Numerosa la presenza dei maestri pizzaioli giunti dall’Italia e dall’estero, insieme ai soci fondatori de Le Centenarie e ai componenti del consiglio direttivo: oltre al presidente Gennaro Luciano, i vicepresidenti Enrico Lombardi e Giorgio Moffa e il segretario Alessandro Condurro.
Il Teatro Totò ha così accolto una festa della memoria e del saper fare, nella quale il riconoscimento dei maestri si è unito alla responsabilità di custodire un patrimonio comune. Perché la pizza napoletana, prima ancora di diventare un emblema universale, è stata ed è una storia di famiglie, botteghe, quartieri e generazioni. E preservarne l’autenticità significa consegnare al tempo che verrà non soltanto una tecnica, ma una parte viva della civiltà napoletana.




