Le [email protected] in cucina si sprecano, ma del pollo arrosto con patate rimangono solo le ossa

9/3/2018 3.1 MILA
Pollo arrosto con patate
Pollo arrosto con patate

di Marco Galetti

Pollo arrosto con patate, in dettaglio
Pollo arrosto con patate, in dettaglio

Le [email protected] in cucina si sprecano, le vediamo quotidianamente in televisione quando cuochi famosi e meno, giudicano cuochi ancor meno famosi  che mancano di basi per poter raggiungere le altezza aspirate, le assaggiamo in ristoranti stellati che hanno perso la memoria storica e guardano solo avanti,  senza il pudore, l’umiltà e la riconoscenza verso le proprie origini e verso quei piatti  storici, base della cucina più bella del mondo, così ricca, varia e goduriosa, da non aver alcun bisogno di dover fare il verso ad alcuno, men che meno alle assurdità inventate da chi, non avendo passato, né memoria storica, ha dovuto farlo per necessità.

Le [email protected] le vediamo in Trattoria, e qui c’è l’aggravante, piatti regionali “rivisitati”, dicono proprio così, si disperdono le tradizioni al vento, si propongono assurdità per aspetto, forma e contenuto per poi arrivare a chiedersi : come mai gli affari vanno male?

Le [email protected] le vediamo in pizzeria, tra le righe e nelle righe interminabili dei menù che potrebbero, per quel che mi riguarda, fermarsi dopo una decina di pizze a dir tanto, sappiamo tutti che le imprescindibili sono Marinara e Margherita, fatele bene, prima di passare ad altro, invece no, descrizioni e forzature di pizze che pizze non sono più, ingredienti non consumati e quindi di dubbia freschezza.

Le [email protected] più grosse le vediamo in Lombardia,  le trattorie lombarde sembrano in via d’estinzione e quelle poche che rimangono, invece di prendere la via delle spezie dovrebbero non perdere la strada dello zafferano.

Le [email protected] le vediamo ovunque perché si sono persi dialetti, valori, ricordi e vecchie ricette a vantaggio di un nuovo che avanza ad una velocità sproporzionata rispetto alla pochezza dell’offerta, fumo negli occhi che invece di nascondere un arrosto è solo fumo o quasi…

Le [email protected] in cucina si sprecano ma del pollo arrosto con patate rimangono solo le ossa, la ricetta mette tutti d’accordo, eppure trovare questo piatto al ristorante è sempre più difficile, perché non “fa figo”…..

Oggi, domenica 4 Marzo, giornata d’elezioni, non avevo alcuna voglia di venditori di fumo e allora ho pensato di preparare un pollo arrosto con le patate, che tirano sempre: Pollo, patate, olio, sale, pepe, salvia, rosmarino , questi gli ingredienti oltre a qualche cucchiaiata di brodo vegetale bollente aromatizzato con zeste di limone, col quale ho bagnato regolarmente il mio pollo.

Un’ora abbondante di forno, venti minuti a 220, si aggiungono le patate e si finisce di cuocere a 180 per altri  cinquanta minuti, ancora cinque minuti a forno alto e poi si gode.

Questo post è un segnale di fumo, anche se il pollo non ha fatto fumo, come tutti i piatti concreti.

In leggera differita il mio exit pollo, senza fumo e molto arrosto
In leggera differita il mio exit pollo, senza fumo e molto arrosto

 

11 commenti

    Francesco Mondelli

    (9 marzo 2018 - 16:53)

    Visto che tiene banco ancora il tema elettorale propongo di eleggerti a nostro presidente del partito “magnà come parli”.Strenui difensori del cibo vero dovranno passare sulle nostre papille gustative prima di cedere alle sirene d’acqua dolce ovvero ai sapori preconfezionati spacciati da ristoranti selezionati.PS.Per renderti la pariglia ieri mi sono fatto un soffritto di interiore di pollo che era uno sballo.Ho soffritto un po’ di cipolla aggiunto le interiore ben lavate e sgocciolate un solo pelato un odore di perperoncino il tutto sfumato con un po’ di vino.Un bolgheri 15 ha fatto da cerimoniere fino all’ultimo bicchiere.Ad maiora semper da Francesco Mondelli.

    Marco Galetti

    (9 marzo 2018 - 17:07)

    Associato non presidente.
    Non parlarmi di interiora, altrimenti mi vengono in mente i crostini di milza che non trovo più da nessuna parte e mi metto a piangere

    luca

    (9 marzo 2018 - 17:34)

    Uno dei post più belli letti su tutti i food blog in questi ultimi 10 anni.
    E di minchiate sui food blog italiani ne ho lette tante negli ultimi anni.
    Se noi (e)-lettori accettiamo passivamente tutto quello che passano i food blog italiani, non cambieranno mai e ci riempiranno di minchiate per altri 10 anni.

    Francesco Mondelli

    (9 marzo 2018 - 20:38)

    Minchia.Mi hai fatto ricordare u paninu cu a meuza !Stop.Altrimenti ci facciamo male con le nostre mani,pardon con la nostra anagrafe:”spaghetti pollo e insalata a ed una tazzina di caffè a Detroit “FM.

    Marco Galetti

    (9 marzo 2018 - 21:59)

    Per completezza d’informazione è un pollo della grande distribuzione ma un grande pollo, Pollo della Domenica di Guidi, Roncofreddo, a lento accrescimento, alimentazione vegetale oltre a vitamine e minerali, no OGM, nato, allevato (senza uso di antibiotici) e macellato in Italia.
    @FM, chi ama la milza ha “Bongusto”

    Enrico Malgi

    (10 marzo 2018 - 09:56)

    La volete smettere voi due (MG e FM) di parlare sempre di cibo e poco di vino?

    Marco Galetti

    (10 marzo 2018 - 10:26)

    Sei tu che dovresti intervenire consigliando abbinamenti adeguati e motivandoli, grazie.
    Nell’interesse di tutti naturalmente…

    fabrizio scarpato

    (10 marzo 2018 - 12:59)

    Galletti, la lovvo…

      Fabrizio Scarpato

      (11 marzo 2018 - 10:10)

      Gsletti, Galetti, Galetti, Galetti. …

        Fabrizio Scarpato

        (11 marzo 2018 - 10:12)

        Scarpati…Scappato. . Scriva cento volte Galetti…. se ci riesce alla sua età. ..

    Marco Galetti

    (11 marzo 2018 - 11:49)

    Sei stato condizionato da Lupo Alberto Cauzzi, quindi ti perdono, torno al mio pesto…

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