Le palatelle e la festa della Assunta


Palatella

Palatella

di Marco Contursi

A Nocera Superiore e nei comuni limitrofi c’è una antica tradizione gastronomico-culturale il 15 agosto, Festa della Assunta.

Tutto nasce dal culto mariano del santuario di Materdomini, uno dei più antichi in Campania.

Madonna di Materdomini

Madonna di Materdomini

La leggenda narra che la Vergine apparve in sogno a una contadina di nome Caramarì, invitando i fedeli a scavare in un punto ben preciso, sotto a una quercia: proprio lì sepolto fu ritrovato il quadro di una Madonna con bambino e così, nel 1061, fu eretta la basilica in suo onore. A visitare il Santuario, ogni anno, si recano numerose persone provenienti da ogni zona della regione Campania e non solo. Fin qui la ricorrenza religiosa, ma non tutti sanno che si affianca, la notte tra il 14 e il 15 agosto, anche una tradizione gastronomica: la palatella con la mpupata.

Palatella con la mpupata

Palatella con la mpupata

La palatella è un particolarissimo tipo di pane, da farine miste, che ha alle estremità due rigonfiamenti che le danno l’aspetto di una caramella. Viene farcita col alici di Cetara dissalate e melanzane sott’aceto, condite con olio e peperoncino, direttamente nel panino. Immancabili il per o muss, il vino con le percoche e il “mellon ‘e fuoc” ossia l’anguria.

Per o muss

Per o muss

Melanzane sotto aceto

Melanzane sotto aceto

Vino con la percoca

Vino con la percoca

Le palatelle, così preparate erano offerte dagli abitanti del posto ai tanti pellegrini che giungevano al Santuario di Materdomini, da ogni dove. E seppure quest’anno a causa del covid non è stato possibile svolgere i tradizionali riti religiosi e pagani, connessi alla festività, la condotta Slow Food dell’agro nocerino sarnese ha voluto mantenere alta la tradizione, organizzando la tradizionale mpupata, la sera del 14 agosto, presso la sede associativa, Oasi Monte Solano di Roccapiemonte, grazie alla disponibilità del Dottor Antonio Polichetti, proprietario della bella tenuta. Un modo per non abdicare a tradizioni e usi, a causa di un virus, sicuramente subdolo, ma gestibile oggi con vaccini e precauzioni. La vita va avanti e dopo una palatella con la mpupata e un generoso bicchiere di vino con la percoca, ti sembrerà pure più bella. E che la Madonna di Materdomini ci protegga tutti.

 

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