Dopo un anno ad Ateleta: alle tartufaie c’è (ancora più) magia
di Ornella Buzzone
Tornare dopo un anno nello stesso luogo è sempre un piccolo atto di verità.
Perché solo il tempo dice se un progetto cresce, evolve, resta autentico.
Ed è proprio così che sono tornata in Abruzzo, ad Ateleta, e più precisamente nel suo bosco. Qui, immersi nella natura più sincera, ci sono Inga e Fabrizio: una coppia nella vita e nella ristorazione, unita da un’idea chiara e rara oggi, raccontare il vero tartufo, senza compromessi.
Il loro è un cottage nel bosco, costruito con amore e memoria: tavoli regalati, travi antiche, mobili di recupero arrivati da storie diverse, stufe d’altri tempi. Nulla è finto, nulla è “di scena”. È un luogo che non cerca di stupire, ma finisce per farlo proprio per questo. Un piccolo gioiello che profuma di legno, terra e accoglienza vera.
Ogni volta che torno qui, provo la stessa emozione: mi sento davvero a casa. E non è un modo di dire. L’esperienza, semplice eppure profonda, è quella di sedersi a tavola come se fossi accolto da amici di vecchia data. La gentilezza di Inga, la sua capacità di mettere tutti a proprio agio, il suo sorriso dal cuore, sono cose rare nel mondo della ristorazione. Una donna eccezionale, forte, capace di ripartire da zero e costruire qualcosa di straordinario in un luogo dove, fino a non molti anni fa, non esisteva nulla se non qualche bancale e balle di paglia sotto un gazebo.
Quando Inga e Fabrizio hanno iniziato, la ristorazione in questa piccola valle era un concetto quasi inesistente. Da quegli inizi umili, è nato un progetto che oggi rappresenta un punto di riferimento nel territorio. Con caparbietà, amore e la forza dei loro figli, hanno trasformato questo angolo nel bosco in un’esperienza unica, raccontata anche dalla stampa nazionale e che piano piano sta facendo il giro dell’Italia.
Qui il tartufo non è un’idea commerciale. È ricerca, raccolta, trasformazione.
Inga e Fabrizio lavorano direttamente il loro prodotto in un piccolo laboratorio ad Ateleta, rifornendo numerosi ristoranti. Ma il privilegio più grande resta sedersi a tavola da loro, dove il tartufo si racconta dal campo al piatto.
Il menù degustazione è pensato come un percorso: dall’antipasto al dolce, ogni portata accompagna il palato a riconoscere profumi, intensità e stagionalità. Perché sì, ogni stagione ha il suo tartufo, e qui lo si rispetta davvero.
Cosa c’è di nuovo dopo un anno?
C’è tanto. E si vede.
La veranda è stata ampliata, regalando agli ospiti la sensazione di mangiare all’aperto anche quando si è al chiuso, completamente immersi nella natura. Una stufa a legna, dono di un ospite, scalda l’ambiente e racconta ancora una volta la filosofia del luogo: nulla è scelto a caso, tutto ha una storia.
E poi c’è lei: l’altalena. Un progetto sognato a lungo, oggi realtà. Dondolarsi lì sopra è come sospendersi per un attimo dal mondo, con la sensazione leggera di volare.
Tra le novità più interessanti del menù spiccano le scrippelle ‘mbusse, piatto simbolo dell’Abruzzo, qui rivisitato dallo chef stellato Antonio Sciullo e naturalmente impreziosito dal tartufo.
Accanto, un omaggio alle origini di Inga: un piatto tradizionale moldavo, un impasto sottilissimo senza lievito, ripieno di ricotta locale, cotto al forno e abbinato al tartufo e al suo vino al tartufo. Un piatto che unisce due terre con naturalezza e rispetto.
La carta vini resta profondamente legata al territorio abruzzese, ma si apre — con grande personalità — anche alla Moldavia. Una scelta nata dalla curiosità dei clienti e diventata un successo autentico.
Durante la degustazione abbiamo assaggiato un Sauvignon Blanc moldavo 2023, sorprendente, elegante, capace di lasciare il segno. Una chicca che racconta Inga senza bisogno di parole.
Un’esperienza, non un ristorante. Qui non ci sono turni. Qui non si corre.
Si mangia come in famiglia, dentro una casa che accoglie. Non è una trattoria, non è un ristorante gourmet: è qualcosa di diverso, e proprio per questo necessario.
Il menù spazia dai bottoncini artigianali con maionese al tartufo, ai primi a scelta tra tagliolini, ravioli o gnocchetti con creme delicate, fino ai secondi che esaltano la materia prima: tartare, carpacci, filetto.
Ma il piatto che resta nel cuore è l’ovetto cotto al forno con crema di funghi e tartufo fresco. Essenziale, profondo, memorabile.
La struttura è aperta anche a eventi, matrimoni, battesimi e cerimonie. E il prossimo matrimonio arriverà proprio da Napoli. Un segno che le cose vere chiamano da lontano.
Dopo un anno, tornare ad Ateleta significa scoprire che qui il tempo non ha fermato nulla.
Ha solo reso tutto più autentico. Per me, che viaggio tanto, questo posto è uno di quelli che porto nel cuore. Qui mi riconnetto con la natura, con la bellezza delle piccole cose e con la gentilezza autentica. Inga non è solo una ristoratrice eccellente: è una donna che incarna resilienza, dolcezza e determinazione, qualità che si riflettono in ogni piatto e in ogni gesto.
Quando si ha un progetto vero, importante, la strada non è mai semplice. Eppure qui, tra luci e profumi del bosco, Inga e Fabrizio hanno costruito uno spazio che non solo parla di tartufo, ma racconta la forza di chi non si arrende mai. Per me, questa è una delle esperienze gastronomiche più sincere che si possano vivere in Abruzzo.
Costo medio: circa €60 a persona per il menù degustazione completo (escluse bevande)
Le Tartufaie di Sciullo Fabrizio –
Via Unrra 2, Ateleta (AQ) – 67030, Italia
Scheda dell’8 gennaio 2025
Le Tartufaie: un Viaggio nel Cuore dei Boschi Abruzzesi
di Ornella Buzzone
Nel cuore dei boschi di Ateleta, in provincia dell’Aquila, sorge un angolo incantevole che racconta una storia d’amore, passione e tradizione: Le Tartufaie. Questo luogo straordinario è il frutto dell’incontro tra Inga, una giovane mamma moldava, e Fabrizio, un abruzzese cresciuto con il profumo del tartufo che invadeva la sua casa. La loro unione rappresenta un perfetto esempio di come le radici culturali possano intrecciarsi per dare vita a qualcosa di unico.
L’elemento principale è la famiglia. Composta da otto persone, include i due figli di Inga, Caroline e Alexander, che Fabrizio ha subito accolto, Valentine e Charlotte, e gli ultimi arrivati, Daniel e Nicoletta, due bimbi moldavi che hanno salvato dall’orfanotrofio. Fabrizio è cresciuto sotto l’ala del padre Valentino, uno dei pionieri nella ricerca del tartufo in Abruzzo, che gli ha trasmesso non solo l’amore per questo prezioso fungo ipogeo, ma anche le tecniche necessarie per trovarlo. Valentino, ora ottantenne, vorrebbe ancora esplorare i boschi con i suoi cani, ma l’età non gli consente più di seguire la sua passione. Tuttavia, Fabrizio ha raccolto il testimone, diventando un esperto venditore e conoscitore di tartufi di alta qualità.
La storia di Inga e Fabrizio si arricchisce di un nuovo capitolo dopo il lockdown del 2020, quando decidono di mettersi in gioco per far conoscere i loro prodotti. Creano un luogo che potesse fungere da ritrovo per gli amanti del tartufo e della natura. Iniziano con picnic chic, con cesti pieni di specialità locali, tra cui miele e tartufo. I picnic, ambientati in una cornice bucolica vicino a una maestosa quercia secolare, con zolle di paglia, bancali e tappeti, creano un’atmosfera rustica ma elegante, attirando ciclisti e amanti della buona tavola. Tra le delizie servite spiccano insalate con tartufo fresco, ravioloni fatti in casa e pane di segale con ricotta, tartufo e miele.
Con il passare del tempo, si rendono conto che l’attività riscuote un grande successo, con una forte affluenza e richiesta di degustazioni. Così, nonostante le difficoltà economiche e l’allargarsi della famiglia, decidono di ricreare un piccolo cottage in montagna. Utilizzando il garage del terreno di proprietà di Fabrizio e del padre, lo trasformano in un angolo cottura e una sala accogliente, con un unico tavolo da 18 posti. Solo nel 2024 riescono ad allacciarsi alla corrente, dando vita a una nuova struttura, arricchita con mobili riciclati, che crea un ambiente confortevole con circa 30 posti.
Da qui inizia la loro vera avventura culinaria, sostenuta dal cugino di Fabrizio, Antonio Sciullo, uno dei primi chef stellati a Roma. Un giorno, venendo a incontrare il cugino, si innamora del loro progetto e decide di dare supporto, diventando un mentore per la loro cucina e i loro menù. Oggi, molti piatti firmati dallo chef Antonio sono riprodotti perfettamente dalla cuoca Ana Ursaki e dal suo aiuto, Del Monaco Mirko.
Il tartufo che Fabrizio acquista non è solo un ingrediente per i piatti serviti, ma diventa protagonista anche nel laboratorio di Inga, dove vengono create creme e salse a base di tartufo. Questi prodotti, insieme al miele che Inga produce grazie alla sua passione per l’apicoltura, rappresentano un connubio ideale. Il miele, con il suo sapore dolce e avvolgente, si sposa spesso con il tartufo, creando accostamenti sorprendenti e deliziosi.
Le Tartufaie sono aperte solo su prenotazione e accolgono gli ospiti nei weekend, sia in inverno che in estate. Il menù, fisso, è pensato per offrire un’esperienza gastronomica completa. Il pranzo si vive in modo tranquillo e rilassato, permettendo agli ospiti di godere appieno dei sapori e dell’atmosfera unica di questo luogo affascinante.

Le Tartufaie, La Suntuosa: getta di pane ai cereali con ticotta locale, noci miele di Inga e tartufo fresco
Le Tartufaie non sono solo un luogo dove gustare il tartufo, ma offrono un’esperienza gastronomica indimenticabile. Dall’antipasto al dolce, ogni piatto è un omaggio ai sapori autentici del territorio, con il tartufo protagonista assoluto. Inga e Fabrizio hanno saputo combinare tradizione e innovazione, creando un menù che delizia i palati e racconta la storia di questo prezioso ingrediente.
Le Tartufaie sono molto più di un semplice ristorante; rappresentano un viaggio sensoriale nel cuore dell’Abruzzo, un luogo dove la passione per il tartufo si intreccia a una storia d’amore e di famiglia. Prima di andar via, non dimenticate di acquistare uno dei loro prodotti, un ricordo gustoso di un’esperienza unica, immersi nella bellezza della natura e nei sapori autentici. Consiglio vivamente di visitare questo angolo incantato per vivere un’esperienza irripetibile.
Le Tartufaie di Sciullo Fabrizio – Via Unrra 2, Ateleta (AQ) – 67030 –
Per Assistenza scrivere al:
oppure chiamare a:
INGA: +39 3291298504 (prenotazioni)
FABRIZIO: +39 3392390226 (altre info)
Degustazione completa a base di tartufo nero*: € 60 a persona.
ANTIPASTO (DA 4 PORTATE):
– Bottoncino artigianale con salmone marinato, stracciatella locale e tartufo fresco (cambia)
– Crostino con burro al tartufo, alici del Cantabrico e tartufo fresco
– Zeppole fritte di verdure con miele al tartufo
– Sformatino di verdure su fonduta di pecorino e con tartufo fresco
PRIMO (UNO A SCELTA TRA):
– Tortelli fatti a mano ripieni di ricotta su fonduta di pecorino locale, con tartufo fresco
– Tagliolini artigianali con salsa tartufata e tartufo fresco
In alternativa, a base di tartufo bianco: + 15€
SECONDO (UNO A SCELTA TRA):
– Uovo al forno con crema di funghi champignon e tartufo fresco
– Tartare di manzo e tartufo fresco
– Filetto di Chianina e tartufo fresco (+10€)
In alternativa, a base di tartufo bianco: + 15€
DOLCE (UNO A SCELTA TRA):
– La Sontuosa: fetta di pane ai cereali con ricotta locale, miele, noci e tartufo fresco.
– Cheesecake vari gusti (miele e tartufo fresco; alla nutella; ai frutti di bosco; alla crema all’arancia; al mou).
– Torta di mele “Le Tartufaie” con gocce di cioccolato e miele.























