Le verdure ripiene al forno, sottotitolo: caro finger food, c’eravamo prima noi…

2/10/2018 1.3 MILA
Le verdure ripiene in attesa del forno
Le verdure ripiene in attesa del forno

di Marco Galetti

Ormai non avrò risposte, certo è che la verdure erano tagliate a piccoli pezzi non so se per scelte casuali o mirate, la teglia della gioia conteneva piccoli assaggi destinati ad esaurirsi subito, potendo iniziare prima e finire per ultimo ero avvantaggiato, piacevolmente viziato come ogni figlio che apprezza, “spazzolandola” ogni preparazione materna, imboccato come un uccellino che deve crescere come se, necessitassi di nutrimento costante, fino all’ultimo, come se l’adolescenza non fosse una lucina tremula e distante… forse non si può mai smettere di nutrire un figlio.

Verdure ripiene al forno, ingredienti e modalità di preparazione per questo tentativo di emulazione:

3 Zucchine, 3 peperoni, 3 pomodori, si otterranno una sessantina di prelibati bocconi da suddividere in un paio di teglie, il tempo di cottura della seconda teglia sarà leggermente inferiore

400 grammi di carne trita di manzo volendo anche un po’ di salsiccia

Bastoncini di carote a guarnire

Un uovo

Parmigiano Reggiano

Poca mollica di pane toscano ammollata nel latte

Un po’ di pane grattugiato se l’impasto dovesse risultare troppo morbido

Sale, pepe e un giro d’olio per ungere la carta forno che ricopre la teglia

Lavate e tagliate in attesa di essere farcite, le dimensioni ridotte favoriscono la modalità di degustazione denominata “un sol boccone”

Lavate e tagliate in attesa di essere farcite
Lavate e tagliate in attesa di essere farcite

Dopo aver lavato, svuotato e tagliato le verdure salarle in superficie, poi preparare un impasto con la carne macinata, il parmigiano, un po’ di mollica di pane ammollata nel latte, un uovo e una spolverata di pane grattugiato per una consistenza meno morbida.

Dopo aver regolato di sale e pepe l’impasto riempire le verdure e cuocere per circa mezz’ora a centottanta gradi, se si preferisce una consistenza finale più morbida e più chiara (ma a me piacciono così, meno “delicate”), coprire la teglia con la stagnola.

Possono servire per uno strepitoso aperitivo conviviale oppure con un insalata a far da spalla, come secondo piatto.

Sono buone caldissime, tiepide e, il giorno dopo, (sempre che non sia sopraggiunta a decimarle una mirata fame notturna) sia riscaldate che a temperatura ambiente, la musica ambient, per questo tipo di aperitivo, non è assolutamente necessaria, non serve valore aggiunto, l’ideale è essere in due con lei a dieta…

Verdure ripiene
Verdure ripiene

Considerazioni finali, tra un finger food di tradizione e di lunga vita dalla concretezza appagante come le verdure ripiene e un finger food di ultima generazione la differenza è sostanziale, sarà possibile misurare il grado di soddisfazione anche con il solo parametro della persistenza del ricordo, al solo pensiero che stiano per uscire dal forno bocconi colorati e prelibati, partiranno ripetuti accenni di salivazione, deglutire sarà inevitabile… ogni boccone solare si contrappone al bagliore del finger food meteora, domani è un altro giorno, buono per ripensarci prima di avventurarsi in un altro aperitivo modaiolo e quindi effimero.

Verdure ripiene, dettaglio
Verdure ripiene, dettaglio

2 commenti

    Francesco Mondelli

    (3 ottobre 2018 - 15:43)

    A crudo una tavolozza di colori che rimanda a chef stellati.Tavolozza purtroppo scomparsa dopo la farcitura.Sarebbe stato bello se avessero conservato i colori anche dopo la cottura.L’è dura ma chi la dura la vince.E se il mio argomentare non la convince se ne faccia una ragione perché l’importante è portare in tavola verdure di stagione.PS Sal De Riso inventò I fruttini lei i verdurini che sono convinto non amano per niente i notturbini* Ca bona salute e complimenti per l’appetito.FM.

    Marco Galetti

    (3 ottobre 2018 - 21:15)

    @Francesco, hai ragione, proverò la soluzione sandwich, sulla falsa riga dei peperoni ripieni di riso con la calottina sopra, oppure una farcitura parziale e meno godereccia, grazie per avermi mostrato ciò che non andava vanificato

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