Lo Scopettaro a Testaccio, 90 anni di cucina romana ben portati e una carbonara al top a Roma

19/1/2020 3 MILA

Lo Scopettaro a Roma
Lungotevere Testaccio, 7
Tel. 06.5757912
Aperto tutti i giorni a pranzo e a cena
www.loscopettaroroma.com

Lo Scopettaro a Testaccio
Lo Scopettaro a Testaccio

di Virginia Di Falco

Lo Scopettaro a Testaccio è un’osteria di cucina tipica che rientra nelle Botteghe Storiche di Roma, avvicinandosi ormai ai 90 anni di vita. La leggenda – una volta tanto assolutamente plausibile – narra che all’inizio fosse la bottega di un artigiano che faceva scope di paglia. Un giorno la moglie, in un angolo del locale che dava sul Lungotevere, cominciò a preparare la pasta e fagioli per il pranzo. Molti passanti, attirati dal profumino dei legumi in cottura, entrarono a curiosare, pensando si trattasse di un’osteria. Da quel momento, pare, non si sia mai smesso di cucinare.
Oggi, dopo diverse gestioni, lo Scopettaro è portato avanti da due fratelli, Alessandro e Gabriele Trombini che, circa 10 anni fa, hanno deciso di impostare il menu guardando ai classici della tradizione.

Lo Scopettaro, scorcio di una delle sale
Lo Scopettaro, scorcio di una delle sale

Il locale è arredato in maniera semplice, piuttosto rustica, e per fortuna con pochi fronzoli. I tavoli con le tovaglie a quadri si distribuiscono su due piani, in tre sale. A rendere confortevole l’atmosfera più che l’ambiente può il servizio: una squadra di ragazzi col sorriso e la battuta pronta, motivati e gentili.

Lo Scopettaro, la trippa nel coccio
Lo Scopettaro, la trippa nel coccio

A tavola, dunque, si punta dritto alla cucina romana, senza deviazioni. Le ricette, a partire da carbonara e amatriciana, sono eseguite in maniera rigorosa e, più in generale, il menu è una sorta di abbecedario romanesco, prevalentemente testaccino (cioè basato sul quinto quarto, ciò che restava dal lavoro di macellazione delle carni): dalla coratella con i carciofi ai nervetti di vitella, dai tonnarelli alle fettuccine, dalla pajata alla coda, e così via.
La trippa, servita come antipasto nel tegamino di coccio, è davvero buona: completa di tutti i tagli, tenera e saporita, con un sughetto di pomodoro tirato al punto giusto, che invita alla scarpetta (anche perché il pane è ben più che discreto).
I primi piatti sono eseguiti sia con pasta di grano duro (prevalentemente mezzi rigatoni) che con pasta fresca (tonnarelli e gnocchi, per le ricette classiche, ma si fanno anche ravioli e fettuccine).

Lo Scopettaro, carbonara
Lo Scopettaro, la carbonara

La carbonara, che qui va per la maggiore, è il primo piatto che ci è piaciuto di più, con l’uovo dalla cremosità equilibrata, un ottimo pecorino DOP e con il guanciale tagliato sottile ma non secco e dunque non eccessivamente salato.
Ben eseguita anche la gricia, nella versione con i tonnarelli, così come gli gnocchi cacio e pepe. Forse solo l’amatriciana è risultata al di sotto delle aspettative, per un sugo di pomodoro poco incisivo.

Lo Scopettaro, l'amatriciana
Lo Scopettaro, l’amatriciana
Lo Scopettaro, la gricia
Lo Scopettaro, la gricia
Lo Scopettaro, gnocchi cacio e pepe
Lo Scopettaro, gnocchi cacio e pepe

Tenero e profumato il carciofo alla romana, piatto della tradizione che, quando ben eseguito, riesce a dare dignità anche al povero prezzemolo.

Lo Scopettaro, il carciofo alla romana
Lo Scopettaro, il carciofo alla romana

Si chiude con dolci preparati in casa, dalle crostate al soffice tiramisù, fino al tocco finale gradevole e un po’ antico della mela caramellata al vino rosso.
Piccola carta dei vini, prevalentemente regionali, che meriterebbe una sveglia, anche per meglio sintonizzarsi con piatti che, nella loro schiettezza e pulizia, rispondono in maniera efficace ai canoni della trattoria moderna.
Conto sui 35 euro.

Lo Scopettaro a Roma
Lungotevere Testaccio, 7
Tel. 06.5757912
Aperto tutti i giorni a pranzo e a cena
www.loscopettaroroma.com

2 commenti

    Paolo

    Bel posto per la cucina tradizionale..molto talebano sulla carbonara.

    20 gennaio 2020 - 07:46

    Antonio

    L’ho conosciuto nei favolosi anni ’70, quando nel pomeriggio si giocava a scopa e/o briscola (la fojetta) e la sera, ma anche a pranzo, si cenava su tovaglie di carta sulle quali ti facevano il conto!

    22 gennaio 2020 - 16:08

I commenti sono chiusi.