Luca! Pizza e Fritti riapre a Priverno: Luca Mastracci torna dove tutto è cominciato
Luca! Pizza e Fritti, Priverno (LT)
Via Giacomo Matteotti, 29

Luca Mastracci
di Antonella Amodio
Certe storie fanno un giro largo e poi tornano a casa. Quella di Luca Mastracci no: casa non l’ha mai davvero lasciata. Domani riapre a Priverno la sua prima pizzeria, completamente ripensata ma fedele allo spirito originario. È il luogo da cui tutto è partito nel 2017, oggi trasformato in un manifesto ancora più maturo della sua idea di pizza: territorio, artigiani, memoria e futuro nello stesso piatto. Dopo cinque nuove insegne, tra Roma e Frosinone, Luca Mastracci, giovane pizzaiolo classe 1991, al 33° posto 50 Top Pizza Italia 2025, sceglie il cuore, la sua città natale che è il centro emotivo e creativo del progetto Luca!. E lo fa con una proposta gastronomica più consapevole, un menu degustazione, una carta dei fritti ampliata, vini e birre del Lazio e una spinta ancora più decisa su Agro Pontino e Ciociaria, i due territori del basso Lazio che da sempre guidano la sua visione.

Luca! Pizza E Fritti a Priverno
Lo abbiamo intervistato.
Luca, perché tornare proprio qui, a Priverno?
Perché è la mia città. Le mie radici sono qui, umane e lavorative. I miei genitori vivono qui, papà ha l’orto nei pressi della nuova sede. Tornare a Priverno è stata una scelta di cuore. Per me è una boccata d’aria. È un borgo tra i più belli d’Italia e merita di essere raccontato anche attraverso la ristorazione.
È anche un ritorno alle origini professionali
Assolutamente sì. Qui ho aperto la mia prima pizzeria, allora a marchio Pupillo. Oggi torno con l’insegna Luca! Pizza e Fritti, con un’identità ancora più forte, più chiara. Qui mi è ancora più facile raccontare due areali che mi stanno molto a cuore: l’Agro Pontino e la Ciociaria. Sono territori spesso messi in ombra da Roma, ma hanno tantissimo da dire e io ci punto da anni attraverso le sinergie con i miei fornitori di materie prime che sono piccoli artigiani.
Il locale è completamente nuovo. Cosa cambia?
Abbiamo ristrutturato tutto, riportando alla luce le antiche mura in pietra di una struttura del 1934. Ci sono due sale: una con vista panoramica, e un’altra più piccola. Ambedue hanno arredi in legno di castagno, uno stile minimal moderno e luci calde. È uno spazio che funziona benissimo anche per il dopo cena, su cui puntiamo molto. All’ingresso c’è un vialetto con la vite che introduce al locale: un dettaglio semplice, che dichiara fin da subito il legame con il vino.
In menu debutta anche un percorso degustazione
Sì, si chiama “Che terra, la mia terra”. Costa 35 euro ed è un menu che cambia frequentemente, perché è totalmente costruito attorno al fresco e alla disponibilità dei fornitori locali. È un racconto in continua evoluzione.
Quali sono le proposte gastronomiche simbolo che ritroviamo?
Ci sono creazioni che mi accompagnano da quasi dieci anni. La cipolla fondente, omaggio allo chef Salvatore Tassa. La margherita con la bufala di Amaseno. E poi la falia di Priverno, una preparazione antica simile a un pane/pizza, che qui proponiamo in degustazione con topping originali. È un modo per farla conoscere davvero.
E per chi ama il fritto?
Qui si gioca in casa. Una carta dei fritti bella ricca: supplì in varie versioni, french fries, montanarine e il fritto del giorno. Non ultimo c’è la sezione di pizze fritte.
Come si inserisce questa apertura nel tuo percorso, con le altre sedi?
Oggi Luca! Pizza e Fritti è presente anche a Roma, al Mercato Centrale, e a Frosinone. Poi ci sono Velo e Tintarella, il pop up estivo. Priverno però è dove vivo. Questa sede sarà il mio laboratorio, il punto da cui tutto parte. Sarò molto, molto presente, senza trascurare nessun altro locale.
Un bel carico di responsabilità
Lo so, ma per me sono figli. E come tutti i figli, vanno seguiti da vicino. Anche – e soprattutto – quello che ti somiglia di più.