L’uovo di Pasqua del pasticciere più bravo del mondo

24/3/2018 946
Matteo Cutolo
Matteo Cutolo

di Simona Mariarosaria Quirino

Una Pasqua a sorpresa. Come le uova. Quelle di quest’anno saranno rigorosamente artigianali e colorate. È quanto sostiene Matteo Cutolo, il pasticciere più bravo del mondo, che lo scorso anno si è aggiudicato, insieme ad un team tutto meridionale come lui, il primo posto al Campionato Mondiale organizzato dalla Federazione Internazionale Pasticceria Gelateria e Cioccolateria, dopo essere stato incoronato miglior pasticciere d’Italia  nel 2016. “Anche per le uova il cliente sta andando alla ricerca del prodotto di qualità e personalizzato”, afferma Matteo che nella sua storica pasticceria “Generoso” di via IV novembre ad Ercolano, ha affiancato da tempo alla produzione dei dolci, anche quella del cioccolato. Al latte, bianco o fondente, purché l’uovo questa volta sia colorato, nella versione lucida o vellutata.
La forma può essere tonda come da convenzione o riprodurre un soggetto particolare. Matteo per la Pasqua di quest’anno ha creato uova che assomigliano a Smarties, M&M’s, coccinelle, pulcini, scarpe o con motivi che evocano il mondo dei Maya. All’interno, però, le sorprese sono tradizionali. Per ogni uovo, infatti, il pasticciere più bravo del mondo ha deciso di onorare la sua città di origine e di mettere nelle sue creazioni rametti e corni di corallo della vicina Torre del Greco, famosa per la sua lavorazione. Fermo restando che il cliente ha anche la possibilità di personalizzare la sorpresa. Sempre molto gettonate sono anche le colombe artigianali.
Quelle tradizionali, morbide e con canditi di arancio sono ritornate più in voga di quelle dai gusti più particolari, comunque richiesti, al limone, ai frutti di bosco, al pistacchio, con gocce di cioccolato oppure con cacao albicocche ed amarene. “La colomba spicca il volo” dice Matteo citando forse con un lapsus freudiano il nome della torta con cui ha vinto la  competizione nazionale del 2016. Ha spiccato il volo anche lui che ha fatto della sua laurea in economia un valore aggiunto per il suo mestiere e, a proposito di mercato,  ammette che c’è stato un rincaro generalizzato dei prezzi dei prodotti rispetto Pasqua dello scorso anno.
Ciononostante sulle  tavole il dolce non può mancare e quello che il cliente compra sempre per se resta l’intramontabile pastiera, ripiena di canditi ricavati da una profumata pasta d’arancio, rigorosamente prodotta anche questa direttamente in laboratorio. Pur seguendo la nuova scala delle preferenze, non manca comunque nulla all’appello. Tutto sembra pronto per questa Pasqua che arriva presto e che sembra annunciarsi gelida. Al calore penseranno le sue dolcezze sperando che poi, alla fine, cadendo il primo di aprile,  ci faccia da sola qualche piacevole sorpresa.

Un commento

    Marco Galetti

    (24 marzo 2018 - 10:29)

    @SMQ, i pezzi che prediligo, grande chiarezza espositiva, tocchi di fantasia che rendono piacevole la lettura.
    Premiamo l’artigianalità italiana indirizzando i nostri acquisti in tal senso, un rametto di corallo si farà ricordare.

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