Masterchef 2022: vince Tracy, ad un passo dal trionfo la cucina di un giovanissimo campano

5/3/2022 1 MILA
La vincitrice Tracy
La vincitrice Tracy

di Marco Milano

Finalissima dei migliori per l’undicesima edizione di “MasterChef Italia”. Il cooking-show andato in onda su Sky aldilà dell’aspetto televisivo, rappresenta sempre più una full immersion di nuove e vecchie ricette, di ingredienti inediti e dimenticati, di grandi chef che regalano momenti di lectio magistralis e vederlo e “studiarlo” ne vale la pena.

Lo studente campano Carmine
Lo studente campano Carmine

A contendersi la vittoria dell’undicesimo “campionato” nella serata conclusiva sono stati tre giovani, che per motivi diversi, hanno dimostrato come la cucina sia anche occasione di riscatto personale oltre che di crescita professionale. Il montepremi di centomila euro in gettoni d’oro e la possibilità di pubblicare il proprio primo libro di ricette e di accedere a un prestigioso corso di alta formazione presso Alma, La Scuola Internazionale di Cucina Italiana, sono un tesoro non da poco per la vincitrice, Tracy Eboigbodin, una ventottenne di origini nigeriane e poi approdata in Italia dove in provincia di Verona è cameriera di sala.

i finalisti Masterchef 2022 - Sky
i finalisti Masterchef 2022 – Sky

Ma è anche il simbolo di una cucina come apripista di un futuro diverso e soprattutto grazie alla passione e all’amore per quei fornelli dove assemblare e inventare, dove cuocere e decorare, Tracy ha fatto il definitivo salto dopo un’infanzia non facile, durante la quale a sette anni in Nigeria aiutava già la famiglia e segnata, purtroppo, da un padre violento. E le sue radici africane e la sua “attualità” italiana, veneta, hanno ispirato il menù che è valso il titolo di campione MasterChef Italia 2022, oltre al montepremi di cui sopra.

Antonino Cannavacciuolo
Antonino Cannavacciuolo

Antipasto con “Gondola sul Niger” alias una cialda alla curcuma che ricordava una barca, spugna al prezzemolo, crema di baccalà mantecato con mix di spezie, emulsione di acqua di baccalà, maionese all’aglio nero. Primo piatto sono stati dei ravioli semitrasparenti con un ripieno made in Africa fatto di capra, su salsa di coriandolo e sfere di yogurt greco speziato. A seguire la seconda portata, a base di maiale che Tracy ha sottolineato voler esaltare, sdoganandolo dal concetto di carne povera, e quindi ai tre giudici, i sempre più divi tv Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli ha presentato pluma di maiale con salsa di burro montato, il suo fondo e chips di platano fritto, servita con platano cotto al vapore secondo la tradizione nigeriana.

Il finalista Christian con il giudice Antonino Cannavacciuolo
Il finalista Christian con il giudice Antonino Cannavacciuolo

Gran finale con un dessert fatto da una mousse ai tre cioccolati con crumble di frolla e salsa di mango e rinunciando ad aggiungervi, poi, del gelato, scelta che si è rivelata vincente, visto che anche i giudici hanno sottolineato come l’aggiunta di “ice cream” al mango sarebbe potuta sembrare superflua quasi eccessiva. Bellissime, comunque, anche le storie (e i menù) degli altri due finalisti. Una, dicevamo, è quella di un giovanissimo campano, Carmine Gorrasi, diciotto anni, originario di Battipaglia e che ora vive a Montecorvino Pugliano, studente dell’Istituto Alberghiero, scelta che ha fortemente voluto, contrariamente a quanto, forse, avrebbe voluto la sua famiglia e dimostrazione, invece, dell’importanza che rivestono le scuole alberghiere. Tanto studio e passione, innovazione senza dimenticare le sue origini, orgogliosamente ricordate in più occasioni con il giudice “compaesano” Antonino Cannavacciuolo.

I tre giudici della finalissima Locatelli Cannavacciuolo Barbieri
I tre giudici della finalissima Locatelli Cannavacciuolo Barbieri

Carmine in finale ha portato un antipasto nippo-campano, come primo piatto una nuova variante dei gyoza, ripieni di genovese di polpo. Seconda portata omaggio ai nonni a base di parmigiana di melanzane ed infine, un dolce destinato ad entrare nei menù nazionali ed internazionali alla voce dessert raffinati dal titolo “Battipaglia total white” e relativa esaltazione (doverosa e meritata) del latte di bufala. L’altra storia, altrettanto indimenticabile è stata quella del terzo finalista Christian Passeri, venti anni, di Bosconero, affetto da sindrome di Asperger, ma che superando prove di eccezionale difficoltà, è arrivato sino alla serata finale, ad un passo dal trionfo, dando una lezione morale a tutti e dimostrando come la cucina sia una grande, eccezionale, straordinaria forma di comunicazione.