Menone Negroamaro Salento Igp 2012 – Marulli Vincitore a Radici del Sud 2017

15/7/2017 1.5 MILA
Menone Negroamaro Salento Igp 2012 Marulli Vincitore a Radici del Sud 2017
Menone Negroamaro Salento Igp 2012 Marulli Vincitore a Radici del Sud 2017

di Enrico Malgi

L’azienda Vitivinicola Marulli di Copertino è relativamente giovane in confronto a quelle storiche e tradizionali pugliesi. E’ stata fondata nel 1975, ma in pochi anni ha precorso i tempi riuscendo ad affermarsi nel vasto e variegato panorama enologico regionale come impresa leader. Appena venti gli ettari vitati di proprietà, che riguardano principalmente l’allevamento del vitigno locale del negroamaro, supportato tra l’altro dalla coltivazione di varietà internazionali come il merlot, il syrah e lo chardonnay. La produzione si attesta intorno alle 55.000 bottiglie e le etichette sono una dozzina.

Vini di grande spessore, che vincono sovente ai vari concorsi. Come capita a Radici del Sud, laddove i vini di Marulli hanno spesso primeggiato soprattutto con il rosato da negroamaro Tenuta Paraida. Quest’anno invece è toccato al Menone Negroamaro Salento Igp 2012 il ruolo di vincitore, riuscendo nella singolare impresa di piazzarsi al primo posto assoluto nella sua categoria di appartenenza, così come hanno sancito univocamente sia i giudici dei Wine Writers sia e sia quelli dei Wine Buyers.

Controetichetta Menone Negroamaro Salento Igp 2012 Marulli Vincitore a Radici del Sud 2017
Controetichetta Menone Negroamaro Salento Igp 2012 Marulli Vincitore a Radici del Sud 2017

Negroamaro in purezza. Affinamento per tre anni in vasche di cemento vetrificato interrate ed elevazione in bottiglia per altri sei mesi. Vino non filtrato, ma soltanto decantato in modo naturale. Gradazione alcolica di quattordici e mezzo. Prezzo della bottiglia in enoteca di 22,00 euro.

Splendido il colore rosso rubino concentrato e screziato di porpora nel bicchiere. Un bouquet espansivo e di grande naturalezza si concede placidamente all’olfatto per farsi scansionare. Ricche le percezioni odorose di piccoli frutti del sottobosco, di prugna matura e di ciliegia, a cui danno manforte svolazzi speziati e fragranze floreali. In bocca entra un sorso bello fresco e polposo, caldo e saporito, profondo e terroso, affascinante ed equilibrato, austero e sontuoso. Palato arioso, ritmato, dinamico, calibrato e godibile. Nelle pieghe il vino esibisce un tannino morbido ed affusolato, com’è nella caratteristica del negroamaro. Il finale è lungo, pervasivo e leggermente amarognolo. Ancora molto tempo da vivere davanti a sé. Da spendere sui magnifici piatti della tradizionale e terragna cucina pugliese.

Sede a Copertino (Le) – Via Grottella, 155
Tel e Fax 0832 932821
info@vinimarulli.comwww.vinimarulli.com
Enologo: Francesca Marulli
Ettari vitati: 20 – Bottiglie prodotte: 55.000
Vitigni: negroamaro, primitivo, malvasia nera, montepulciano, merlot, syrah, moscato reale, verdeca e chardonnay

2 commenti

    Francesco Mondelli

    (15 luglio 2017 - 14:59)

    Non è stagione ma inevitabilmente mi fa venire in mente un piatto di fave e cicoria selvatica con un odore di cipollotto e finocchietto.PS.Menone di Platone per Marulli,Albano “semplicemente “Platone, Es per Gianfranco Fino ecc.mi sa tanto che questi pugliesi con la scusa della filosofia greca c’è la stanno dando a “bere”alla grande,ma noi Cilentani, che non siamo da meno ,rispondiamo con Crai,Pscrai Pscriddi.FM.

    Enrico Malgi

    (15 luglio 2017 - 15:58)

    Caro Francesco come sai l’origine che accomuna tutte le regioni meridionali, ed in parte anche le regioni del Sud della Francia (vedi Marsiglia che fu fondata dai Focei nel 600 a.C., come Massilia o Massalia, gli stessi che colonizzarono Elea un secolo prima) è sicuramente ellenica. Pensa che proprio all’interno del Salento come sub-regione esiste la Grecìa (mi raccomando l’accento sulla “i”) dove si parla un dialetto di derivazione greca. E questa la dice lunga sul “gemellaggio” storico-culturale-vitivinicolo soprattutto tra Campania, e quindi in modo particolare il Cilento, ed Salento. E naturalmente anche le specie varietali sono di provenienza ellenica. Poi approfondiremo il discorso un’altra volta.

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