Montefalco Sagrantino 2015 istantanee di un vino

22/2/2019 1.6 MILA
Anteprima Montefalco Sagrantino 2015
Anteprima Montefalco Sagrantino 2015

di Marina Betto

Poco meno di una quarantina sono le cantine aderenti al Consorzio di Tutela Vini Montefalco che ha appena presentato la grande annata 2015 durante una kermesse che va a chiudere il folto gruppo delle “Anteprime Toscane” dal Sangiovese al Brunello, al Nobile di Montepulciano alla Vernaccia di San Gimignano. Il Montefalco Sagrantino può essere prodotto solo sul territorio collinare di Montefalco e in parte nei comuni di Bevagna, Castel Ritardi, Giano dell’Umbria e Gualdo Cattaneo. Si tratta di un vino antichissimo di cui si hanno documenti che risalgono al Duecento. Presumibilmente il nome deriva dal latino Sacer cioè Sacro perchè utilizzato per servire la messa. La versione passita è la più antica ma è con quella secca che il Sagrantino viene consacrato tra i grandi rossi italiani.

Sacer - Montefalco Sagrantino DOCG 2008 Colpetrone
Sacer – Montefalco Sagrantino DOCG 2008 Colpetrone

Per Còlpetrone ( Tenute del Cerro) il cuore del progetto enologico è il vitigno autoctono. Con questa azienda siamo davanti ad una delle realtà più grandi a livello produttivo,  cominciata con pochi ettari tutto si è sviluppato negli ultimi venti anni. Il Montefalco Sagrantino DOCG ” Sacer” di Còlpetrone cosa ha di diverso? Un affinamento lunghissimo che va oltre i dieci anni, per domare, distendere quell’essenza tannica indistinguibile posseduta da questo vino. Il Sagrantino è il vino più ricco al mondo, ma di cosa? Di tannino e polifenoli ed è modificando delle consuetudini di vinificazione, diradando i grappoli e limitando le estrazioni che il Sagrantino cambia volto e racconta una storia diversa. Spesso non siamo più in presenza di quei “vinoni” dal corpo pieno e muscolare degli anni “90 Parkerizzati oserei dire. L’annata 2015 qui è un campione di botte, si deve aspettare ancora un po’ mentre Còlpetrone Montefalco Sagrantino DOCG 2011  14% vol è floreale e cipriato, delicato e fine nei profumi come al palato. Sàcer  Montefalco Sagrantino2008 ha profumo netto, pulito nelle sue sfumature fruttate,intense e scure,  in bocca presenta  tannino più incisivo e preciso, allungo amaricante che ricorda la liquerizia.
Tutt’altra azienda è Perticaia con viti vecchie di più di 40 anni, sarà a regime biologico fra circa tre anni. Le vigne sono tutte intorno alla cantina di vinificazione cosa importantissima per non avere particolari problemi che si presentano quando l’uva viene trasportata. Perticaia Montefalco Rosso 2015 13,5% vol.  composto da 70% Sangiovese, 15% Sagrantino e 15% Colorino  fa solo acciaio. Timido al’inizio sprigiona poi profumi di alloro e ciliegia, sottobosco e funghi, umami.
Il sorso è salino con un bel tannino integrato. Il Monefalco Rosso Riserva annata 2012 composto sempre dalla medesima percentuale di Sangiovese, Sagrantino, Colorino viene fatto solo nelle annate ritenute migliori, trascorre 18 mesi in botte da 25 ettolitri  rilascia sensazioni di pot-pourri floreale e dolcezza nell’allungo finale di liquerizia. Il Sagrantino 2013 Perticaia possiede un naso particolarmente aromatico, una cifra che si ritrova in tutti i vini dell’azienda, poi esce il frutto con sorso equilibrato e tipicità tannica.
L’annata 2014 dello stesso vino è più floreale e fruttato con sentori di rosa e pera. Il Passito  2007 14% vol è una fusione di pera e cioccolato, ciliegia nera, marmellata di prugne, sono tantissimi anni che non è stato più fatto ma che presto ritornerà in produzione. Colsanto, gruppo Livon porta un po’ di Friuli in terra umbra, abituati come sono al lavoro sulle parti dure del vino in particolare sull’ acidità trasferiscono questa abilità anche nella lavorazione del Sagrantino. Il suo Montefalco Rosso 2015( 60 % Sangiovese,25% Montepulciano e Sagrantino 15%) frutto di un’annata molto favorevole è morbido e coinvolgente. Il Sagrantino 2015 campione di botte è affinato in parte in botte grande, i suoi sono profumi di more di rovo e cioccolato, il suo è un sorso potente con tannino integrato e levigato.

Vigne e Cantine storiche dal fascino indiscusso. Colsanto, Scacciadiavoli, Arnaldo Caprai
Vigne e Cantine storiche dal fascino indiscusso. Colsanto, Scacciadiavoli, Arnaldo Caprai

Esemplare è il Sagrantino 2003 dove troviamo un bel frutto, molta più integrazione e tannino digerito alla perfezione. Il Passito  di Colsanto prodotto solo nelle annate asciutte fonde nella nota alcolica e glicerica fiori secchi e cipria, un vino che sa di frutta acerba, allappante. Colleallodole di Milziade Antano è una realtà ben radicata sul territorio trenta ettari di vigneto che sfornano solo centomila bottiglie, che potrebbero essere molte di più come dice Francesco Antano, contadino. I suoi sono vini autentici fatti di una continua ricerca personale in vigna portata avanti da Francesco che ricorda e onora in tutto quello che fa il padre Milziade che gli ha insegnato i segreti sul Sagrantino.

I vini sartoriali di Milziade Antano Colleallodole
I vini sartoriali di Milziade Antano Colleallodole

Il Milziade Antano  Montefalco Rosso 2016 vede un uvaggio di  Sangiovese, Merlot e Sagrantino. Profumo di rose e viole, garofano su fondo fruttato di mora e prugna. Al gusto risalta un tannino ancora rustico e molto incisivo che però rivela finezza. Il  Milziade Antano Montefalco Rosso  Riserva 2015 15% vol. che fa legno all’uvaggio di Sangiovese, Merlot e Sagrantino aggiunge Cabernet Sauvignon che si sente immediatamente con i tipici sentori verdi. Sorso complessivamente intenso e fruttato con piacevole allungo di ciliegia e liquerizia.

Il Milziade Antano  Montefalco Sagrantino 2014 14,5 % vol  possiede note verdi e di agrume, sottobosco, è fresco con tannino giovane ma molto ben integrato. Lo stesso vino nell’annata 2015 più potente propone frutta nera e liquerizia e ricordi di erbe officinali. Il Milziade Antano  Montefalco Sagrantino Colleallodole 2013 sgrana le sue componenti  in modo fluido e serico e l’annata 2015 mostra già grande integrazione che non fa distinguere più il frutto dalla spezia.

Alcune etichette delle aziende aderenti al Consorzio Tutela Vini Montefalco
Alcune etichette delle aziende aderenti al Consorzio Tutela Vini Montefalco

Milziade Antano Montefalco Sagrantino Passito 2015 14,5% vol. viene fatto con una macerazione molto lunga, senza addolcimento. Un vino perfetto non tanto con il dessert quanto con la carne, soprattutto di agnello. Tenute Lunelli Castelbuono Montefalco Rosso Doc Ziggurat 2016 è un blend di Sangiovese 70%, Sagrantino 15%, Cabernet e Merlot è un vino esplosivo e potente dal sorso coinvolgente, matura 12 mesi in barrique da 225 litri e tonneaux da 500 litri più sei mesi di bottiglia. Più di corpo, alcolico e speziato con note di alloro e strascico tannico gessoso ma gradevole è il Montefalco Rosso 2016 Scacciadiavoli azienda fondata nel lontano 1884 che vale la pena visitare.  Antonelli Montefalco Sagrantino DOCG 2014 è un melange di freschezza e speziatura su sottofondo fruttato di grande piacevolezza. Il Montefalco Sagrantino Passito DOCG 2013 di Romanelli ha un’impronta moderna dolce in equilibrio tra tannino e zucchero, non fa legno ma solo acciaio è un vino da dessert che si sposa con crostate di frutta e torte al cioccolato.  Il Sagrantino Collepiano 2015  14,5% vol Arnaldo Caprai evidenzia una carica fruttata di ciliegia e mora con sensazioni puntute di peperone mentre il Valdimaggio Montefalco Sagrantino DOCG Arnaldo Caprai 2015 più fruttato è più dolce con note speziate di liquerizia mentre il Montefalco Sagrantino 2015 25 anni  mostra grande estrazione di frutto.