Naima 2006 Viticoltori De Conciliis

30/9/2018 1.7 MILA
Naima 2006
Naima 2006

di Antonio Prinzo

E’ da un po’ che non sento Bruno De Conciliis e allora mi è venuta nostalgia e voglia di scambiare due parole, ma il rapporto che abbiamo con i cellulari è controverso, parlare con lui è come collegarsi con Marte, parlare con me al telefono è come chiamare un frigorifero.

Idea! Scendo in cantina, e cerco e trovo un Naima Wilburger 2006, cosa c’è di meglio che parlare con Bruno attraverso il suo vino. Guardo la bottiglia, polverosa e fresca, guardo l’etichetta in quel gioco di linee e contrasti che solo un incisione di Wilburger poteva esprimere. La riguardo ancora e penso al coraggio di proporre un grande vino con un immagine moderna e non facile, ma soprattutto proporre da più di vent’anni un vino che non fai oggi per domani e che deve durare guardando oltre gli anni che ti girano attorno. Una concezione scontata ma che nel Cilento solo da pochi anni ha convinto e coinvolto altri produttori.

Forse, ma solo forse, questo è più importante di quello che andrò a bere. E’ importante perché testimonia la visione e la fiducia verso un territorio, e solo Dio sa quanto ne ha bisogno questa terra ancora oggi.

Naima 2006, controetichetta
Naima 2006, controetichetta

Eccola finalmente la bottiglia  aperta.  Eccolo finalmente nel bicchiere, colpisce la trasparenza, la luce che attraversa questo bicchiere in un rosso appena appena maturo. L’occhio me lo fa vedere delicato, ma al naso è aglianico, complesso, fresco, pieno di energia e la frutta che nel 2011 era ancora poco matura  adesso è tutta da mangiare. Balsamico e sanguigno come le arance rosse di Sicilia, ci sento del mirto e anche la sensazione della terra umida quella dove il boletus si nasconde.

Naima 2006, bicchiere
Naima 2006, bicchiere

In bocca entra dritto e tagliente, fresco, pieno di mediterraneo, di sole. Complesso, sapido, ritorna la frutta rossa, note di liquirizia, un accenno di cuoio e potrei dire ancora tanto, ma mi impressiona soprattutto la lunghezza sostenuta da un’acidità vigorosa.

Lo abbino a un autore spagnolo del ‘600 che amo molto, Francisco Correa de Arauxo e lo bevo e lo ascolto così.

https://www.youtube.com/watch?v=1jLfp27VuYw

E’ vero, questo vino può far compagnia per tutta la vita.

Un commento

    Mondelli Francesco

    (1 ottobre 2018 - 21:24)

    Wilburgher è una delle massime espressioni dell’Aglianico ma in questo caso ad elevarlo a momento di eccellenza ha contribuito il talento e le magiche mani di Francesco.PS.Bruno è disponibile anche alla chiacchiera telefonica basta avere la fortuna di beccarlo alla guida .FM.

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