Napoli 6/7 settembre, Campania Wine 2026


Napoli 6/7 settembre, Campania Wine 2026, il vino fa sistema: territori, consorzi e istituzioni uniti  in un unico grande racconto della Campania del Vino

Campania Wine il Brindisi augurale
Da sx, Cesare Avenia-Vitica;Carmine Coletta –Sannio;Marco Serra-Salerno;Assessori Maraio, Armato, Serluca, Bonavitacola. Ciro Giordano –Vesuvio; Teresa Bruno-Irpinia; Tommaso Luongo Ais Campania


di Giulia Cannada Bartoli

Inizio quest’articolo con una personale premessa, alla quale non mi sento di rinunciare, come giornalista e cittadina napoletana e in parte flegrea.

In termini di regia degli eventi regionali e partenopei, forse, occorreva ragionare per evitare la parziale coincidenza di due eventi: appunto, la terza edizione di Campania Wine e Bufala Fest, alla sua decima edizione, che vede il coinvolgimento diretto di Regione Campania, Coldiretti Campania, Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana Dop e del Consorzio Tutela Vini Campi Flegrei, la cui assenza dal format di Campania Wine, considero, a titolo personale, un dato particolarmente negativo”. Mi aspettavo, in conferenza stampa e alla manifestazione, la presenza del Consorzio di Tutela Vini Campi Flegrei e del suo Presidente. Al contrario, scorrendo l’elenco dei partecipanti, ho trovato appena 5 cantine flegree, in qualche modo, rappresentative per la filiera, ma certamente tale adesione non è esaustiva rispetto alle circa 35 cantine, da me personalmente censite negli ultimi due anni, che compongono la denominazione Campi Flegrei Dop.

La Campania del Vino, i loghi dei 5 Consorzi di tutela – ne manca uno…

La Campania del Vino, i loghi dei 5 Consorzi di tutela: ne manca uno…

Non ho potuto fare a meno, al termine della conferenza, di porre una domanda per chiedere spiegazioni di quest’assenza. Mi ha risposto l’Assessore Regionale all’Agricoltura, Maria Carmela Serluca: “Come Istituzioni e insieme con i 5 Consorzi di Tutela, abbiamo sollecitato apertamente il Presidente flegreo in merito alla partecipazione. Non avendo ricevuto risposta e, per supplire all’assenza di una parte del comparto che riteniamo strategica, nell’ambito della vitivinicoltura regionale, ci siamo offerti, come Assessorato Regionale all’Agricoltura, di sostenere direttamente quelle cantine flegree che avessero voluto, comunque partecipare, accollandoci la quota coperta dai consorzi. Abbiamo emesso un bando di partecipazione e ricevuto la risposta affermativa da 18 cantine flegree, ma, al momento dell’adesione, con il versamento della quota parte in capo alle cantine, soltanto 5 hanno finalizzato l’adesione (Tenuta Loffredo, Azienda Agricola Vitivinicola Iovino Antonio, La Sibilla, Vinsi04, Il Quarto Miglio) ”. Vengo poi, a sapere che, nelle stesse date, il Consorzio Tutela Vini Campi Flegrei sostiene e partecipa, con Coldiretti Campania, alla decima edizione di Bufala Fest, in piazza Municipio, in pratica a due passi dalla Galleria Umberto I, sede di Campania. Wine… spulciando tra i patrocini dell’evento, la mia sorpresa si affievolisce…

Terminato questo preambolo, dal quale non mi sono potuta esimere, parliamo di Campania. Wine.

Il 6 e 7 settembre, 100 aziende saranno protagoniste della terza edizione che riunisce Consorzi di Tutela, Regione Campania e Comune di Napoli. Alla Galleria Umberto I il grande percorso di degustazione, al MUSAP (Museo Artistico Politecnico di Napoli – Fondazione “Circolo Artistico Politecnico Ets, in Piazza Trieste e Trento) le masterclass e il Forum sull’enoturismo.

Campania. Wine torna a Napoli per la terza volta, con un programma che riunisce in un unico prezioso racconto le principali denominazioni e i territori del vino campano.

I presidenti dei 5 Consorzi con l’Assessore Serluca e Luciano D’Aponte

L’evento nasce dall’azione congiunta dei Consorzi di tutela: Sannio Consorzio Tutela Vini, Consorzio Tutela Vini del Vesuvio, Consorzio Tutela Vini d’Irpinia, Vitica – Consorzio Tutela Vini Caserta e Vita Salernum Vites – Consorzio Tutela Vini Salernitani – con gli Assessorati Agricoltura, Turismo e Attività Produttive della Regione Campania e il Comune di Napoli con l’assessorato al Turismo e coinvolge quasi l’intero patrimonio enologico regionale, dalle pendici del Vesuvio ai Campi Flegrei (ahimè, presenti con sole 5 cantine e senza il coinvolgimento del Consorzio di riferimento), dal Sannio all’Irpinia, dalla provincia di Caserta fino al Cilento e alla Costiera Amalfitana.

Campania. Wine nasce dalla volontà di costruire un racconto unitario e riconoscibile del vino campano affermano i Consorzi di tutela del vino campano, rappresentati al tavolo da Ciro Giordano, Presidente Consorzio Tutela Vini Vesuvio (che si sta muovendo molto bene sui molti fronti che riguardano la filiera). La nostra regione ha una straordinaria ricchezza di denominazioni, vitigni autoctoni, paesaggi e storie produttive: identità diverse che diventano più forti quando riescono a presentarsi insieme. È questo il valore più importante del progetto: cinque Consorzi di tutela che scelgono di fare sistema, mettendo in rete aziende e territori e condividendo una strategia comune di promozione. Portare a Napoli cento cantine significa offrire una fotografia concreta della varietà e della vitalità del nostro comparto e, allo stesso tempo, rafforzarne la capacità di dialogare con stampa, operatori, mercati e pubblico. Campania. Wine vuole contribuire a far crescere la percezione della Campania come una grande regione del vino, nella quale ogni territorio conserva la propria identità, ma, partecipa a un racconto collettivo più forte e autorevole”.

“Abbiamo deciso di sostenere questa iniziativa – ha dichiarato l’Assessore all’Agricoltura della Regione Campania, Maria Carmela Serluca – perché crediamo fortemente nel progetto di sviluppo multisettoriale che la anima. L’Assessorato all’Agricoltura sostiene Campania. Wine attraverso attività mirate di promozione, incoming e masterclass e, per la prima volta, in collaborazione con il Comune di Napoli, con il quale saranno avviate numerose altre iniziative dedicate al comparto agroalimentare in vista dell’America’s Cup. Da quest’anno, inoltre, Campania. Wine rientra a pieno titolo nel Programma di valorizzazione agroalimentare della Regione Campania, che prevede, fino al 2028, la partecipazione a oltre dieci eventi ogni anno, dedicati esclusivamente al vino. La nostra è una scelta precisa: rafforzare la presenza delle produzioni campane sui mercati nazionali e internazionali, sostenere le nostre imprese e creare nuove opportunità di crescita per un settore che rappresenta una delle espressioni più importanti dell’identità agricola, produttiva ed economica della Campania”.

Emergenza Campi Flegrei – La chiusura dell’Oasi Wwf Astroni

Si auspica che in queste azioni sia incluso un piano concreto e strutturato a favore delle cantine dei Campi Flegrei che, insieme con l’intero territorio stanno vivendo una drammatica emergenza dal punto di vista paesaggistico (pensiamo solo alla chiusura dell’Oasi degli Astroni dovuta alla frana intervenuta dopo la scossa del 31 luglio, la più forte degli ultimi 40 anni, compreso il crollo dell’ultima branca di Gennarino, la grande Farnia, compromettendo le condizioni di sicurezza anche del percorso pedonale), ambientale, economico e abitativo.

“Campania. Wine – ha commentato l’assessore al Turismo della Regione Campania Vincenzo Maraio – è un evento importante perché mette insieme le eccellenze del vino e la promozione dei nostri territori. Il vino non è soltanto un prodotto di qualità: racconta paesaggi, comunità, tradizioni e identità. Rafforziamo sempre di più questo legame tra enogastronomia e turismo, trasformando le nostre eccellenze in occasioni di conoscenza, attrattività e sviluppo”.

Il tavolo sul Turismo Campi Flegrei Regione Campania dopo il 31 luglio

Proprio l’Assessore Maraio ha riunito, il 13 agosto scorso, un tavolo cui hanno preso parte i rappresentanti del territorio e delle associazioni di categoria del settore turistico flegreo in grave difficoltà: AICAST, AIGAB, Confindustria Alberghi, Federalberghi Campania e Campi Flegrei, Host Italia, Camera di Commercio, Confesercenti, Atex, Confcommercio, Campi Flegrei Active e ABBACC, con l’obiettivo di raccogliere esigenze e proposte e definire una strategia d’intervento. Accanto alle misure necessarie per fronteggiare l’emergenza immediata, che sono al centro di altri tavoli, nel corso dell’incontro è stata sottolineata la necessità di avviare da subito un’azione straordinaria di marketing e promozione territoriale, per contrastare le ricadute negative sull’immagine dei Campi Flegrei e sostenere strutture ricettive, ristorazione, commercio e l’intera filiera turistica. Per il progetto è previsto uno stanziamento di 1 milione di euro a valere sui fondi FSC (Fondi Sviluppo e Coesione). “Dobbiamo intervenire sull’emergenza, ma, contemporaneamente dobbiamo lavorare per salvaguardare l’economia e l’occupazione del territorio. La promozione dei Campi Flegrei deve partire adesso, senza aspettare che la fase di difficoltà sia definitivamente superata, ha dichiarato l’assessore Maraio. Dobbiamo raccontare con forza un territorio straordinario, le sue bellezze, la sua storia, il patrimonio archeologico, il mare, l’enogastronomia e la qualità della sua offerta turistica. Occorre investire in una campagna mirata, capace di raggiungere i principali mercati e i grandi flussi turistici”. Tra le ipotesi emerse, una presenza promozionale rafforzata negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie e nei principali hub di arrivo e transito, insieme con azioni di comunicazione e marketing dedicate ai Campi Flegrei. “Bisogna muoversi subito – ha concluso Maraio – perché le cose si programmano. La risposta deve essere concreta: sostenere gli operatori nella fase più difficile e, nello stesso tempo, investire sulla reputazione e sull’attrattività della destinazione. I Campi Flegrei devono continuare a essere percepiti per quello che sono: uno dei grandi patrimoni turistici e culturali della Campania”.

La Campania Felix

Tornando a Campania Wine, ecco le dichiarazioni dell’Assessore alle Attività Produttive e Sviluppo Economico della Regione Campania Fulvio Bonavitacola. “Campania. Wine rappresenta ormai una vetrina nazionale e internazionale su questa grande realtà produttiva della nostra regione. Mi piace sottolineare la bella e corale collaborazione delle aziende attraverso lo strumento del Consorzio di Tutela. La collaborazione tra Consorzi, imprese e istituzioni, consente di valorizzare produzioni di eccellenza che esprimono l’identità, la storia e la straordinaria varietà dei territori campani. Fare sistema significa trasformare queste eccellenze in una strategia comune di promozione, crescita economica e attrattività territoriale. La Regione farà la sua parte in prima linea. E’ di fondamentale importanza costruire un brand Campania che non si sostituisce ma, si affianca alle singole identità territoriali. Vogliamo creare un portale e un’app interattiva a servizio del comparto vitivinicolo della regione. Stiamo parlando della Campania, non una regione qualunque, ma quella Campania Felix, bacino di straordinaria ricchezza culturale ed enogastronomico, un territorio con migliaia di anni di storia alle spalle ”.

Queste due magiche paroline “fare sistema” le sento pronunciare da chiunque, in qualsiasi contesto, da quasi 25 anni… Siamo arrivati al momento che si trasformino in realtà? Forse… Il fatto di aver messo in rete, per la prima volta, le diverse Istituzioni regionali e locali, i Consorzi di Tutela e le aziende, costituisce un buon segnale. Si tratta della via giusta da intraprendere, così come accade, nelle grandi regioni del vino, all’avanguardia nello sviluppo territoriale, economico e turistico del territorio (Toscana, Veneto, Piemonte, Lombardia e, ultimamente, la Sicilia con il distretto dell’Etna). E’ arrivato il momento di organizzare Grandi Eventi, non solo a livello istituzionale, ma con la collaborazione forte e pregnante dei Consorzi di Tutela: mi riferisco alle grandi Anteprime del Vino nelle suddette regioni, che attirano specialisti, stampa e grande pubblico da tutto il mondo; ai Festival di Franciacorta e del Prosecco Valdobbiadene e a Sicilia En Primeur.

Campania Stories 2026

La Campania, oltre la terza edizione di Campania Wine, annovera ormai da oltre un decennio, il format Campania Stories. L’edizione 2026 si è svolta lo scorso aprile organizzata da Miriade & Partners,  con il sostegno della Regione Campania, in partnership con Ais Campania e in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini Caserta Vitica. L’evento ha visto la partecipazione di circa 100 cantine provenienti da tutta la regione. Le degustazioni tecniche sono state articolate per tipologia, offrendo alla stampa nazionale e internazionale un’analisi approfondita delle nuove annate dei vini campani, con sessioni dedicate ai vini bianchi, rosati, rossi e spumanti, oltre a momenti di approfondimento e visite nei territori e nelle cantine di tutta la regione. Bisogna, tuttavia dire, che tale format, pur affermato e prestigioso, coinvolge un numero limitato di aziende (circa 100), mentre la Campania con 6 Consorzi di Tutela, ne conta circa 300. Inoltre la gran parte dell’evento è dedicata a stampa e operatori specializzati italiani e a una qualificata rappresentanza internazionale. L’apertura al grande pubblico si limita a una giornata “Open Day”, aperta a tutti, dove è possibile degustare su prenotazione.

Il format di Campania. Wine nasce, nel 2024 (sempre con Miriade & Partners), proprio per ovviare a questi limiti e fare del cuore della città di Napoli, uno straordinario palcoscenico aperto a tutti, stampa, specialisti e tanto grande pubblico di wine lovers e turisti.

L’Assessore al Turismo e alle Attività Produttive del Comune di Napoli, Teresa Armato

“Settembre è un mese particolarmente vivace e importante per la promozione internazionale non solo di Napoli ma, di tutta la regione, ha osservato l’Assessore al Turismo e alle Attività Produttive del Comune di Napoli Teresa Armato. Con la sua terza edizione, Campania. Wine si conferma una vetrina prestigiosa per la narrazione dei nostri vini, eccellenze tutelate dai Consorzi Vesuvio (Presidente Ciro Giordano), Sannio (Presidente Carmine Coletta), Vitica (Presidente Cesare Avenia), Irpinia (Presidente Teresa Bruno), Vita Salernum Vites (Presidente Marco Serra), (ricordo, 5 su 6 esistenti in Regione, manca proprio una parte della Provincia di Napoli, i Campi Flegrei) che organizzano la kermesse; e per la promozione di borghi e aree interne della Campania dove sono coltivati i vigneti. Nello scenario regionale, Napoli con la sua provincia, annovera etichette prestigiose con i vini del Vesuvio e dei Campi Flegrei e, come rilevato dall’Osservatorio Turistico Urbano del Comune di Napoli, in città va molto forte il turismo enogastronomico, (seconda ragione di viaggio dopo la cultura). Poi, arrivano le regate preliminari dell’America’s Cup, altro importantissimo momento di promozione territoriale. Nel 2027, quando entreremo nel cuore dell’evento velico internazionale, Comune e Regione insieme studieranno itinerari guidati che, da Napoli, condurranno i turisti che arriveranno in città per l’evento velico, alla scoperta delle eccellenze della Campania, dando un’ulteriore spinta al turismo culturale ed enogastronomico regionale”.

La Vigna Monumentale di San Martino, Napoli e il mare

Al termine della conferenza, un’altra domanda dal pubblico di giornalisti, ha riguardato la necessità di porre maggiore attenzione alle vigne metropolitane di Napoli, (Napoli è la seconda città in Europa per ettari vitati dopo Vienna). La maggior parte di queste vigne rientrano nella Doc Campi Flegrei. La risposta è arrivata dall’Assessore al Turismo del Comune di Napoli, Teresa Armato: “ insieme con l’Assessore Serluca, abbiamo approvato i Distretti Rurali che entrano nella legge regionale dei Distretti del Cibo, per sostenere e promuovere la grande ricchezza rurale urbana di Napoli”. Inoltre, ha ricordato Ciro Giordano, Presidente Consorzio Tutela Vini Vesuvio, sono in preparazione bandi per la ristrutturazione di queste vigne.

L’evento

La Galleria Umberto I, Napoli

Cuore della manifestazione sarà ancora una volta la Galleria Umberto I, che domenica 6 settembre, dalle 11.00 alle 19.30, e lunedì 7 settembre, dalle 12.30 alle 19.30, ospiterà il grande Walk Around Tasting con 100 aziende e circa 700 vini in degustazione provenienti dai principali territori produttivi della regione: dall’Irpinia al Sannio, dal Vesuvio, ai Campi Flegrei (solo 5 aziende partecipanti su 34 appartenenti alla denominazione), dalla provincia di Caserta, al Cilento e alla Costiera Amalfitana, Napoli offrirà così una fotografia ampia e articolata della vitivinicoltura campana contemporanea, delle sue denominazioni e del suo straordinario patrimonio di vitigni autoctoni.

Qui il programma completo

Accanto al Walk Around Tasting, Campania. Wine propone un articolato programma di approfondimenti al MUSAP (Museo Artistico Politecnico di Napoli, in Piazza Trieste e Trento), che ospiterà masterclass sui vini campani, degustazioni e il Campania Wine Forum sull’enoturismo, un Focus di fondamentale importanza per verificare lo stato dell’arte del comparto enoturistico campano e per lanciare nuove e concrete proposte di sviluppo. Sono in calendario anche show- cooking, lunch experience e press tour per la stampa.

La storia della Galleria Umberto I di Napoli

Ammirando la maestosità della Galleria Umberto I di Napoli riesce difficile credere che sia stata edificata in soli 3 anni. Iniziata nel 1887 e terminata nel 1890, fu costruita negli stessi anni in cui, a Parigi, Gustave Eiffel realizzava la famosa Torre Eiffel. La Galleria non aveva nulla da invidiare al monumento con cui rivaleggiava per bellezza e complessità della struttura. I numeri di questa costruzione facevano girare la testa: lunghezza massima 147 metri, larghezza 15, altezza 34 e mezzo, il vertice della cupola a 57 metri.

 

Primo ‘900 la Galleria Umberto I, il salotto buono della città

 

In poco tempo la Galleria divenne il centro “mondano” di Napoli, anche grazie alla vicinanza ai luoghi più importanti della città. La Galleria ha 4 ingressi: Via Toledo, Via Santa Brigida, Via San Carlo e Vico Rotto San Carlo. L’ingresso principale si apre su Via San Carlo ed è composto di una facciata a esedra che in basso è costituita da un porticato retto da colonne di travertino e da due archi ciechi, uno immette alla galleria e l’altro all’ambulacro.

Un po’ monumento, un po’ centro commerciale. La Galleria Umberto fu innalzata affinché nel centro cittadino ci fosse uno spazio pubblico sufficientemente grande e al riparo dalle intemperie. La Galleria non aveva solo un importante funzione commerciale e sociale, ma, anche monumentale. Non poteva certo sfigurare rispetto alle bellezze artistiche presenti nei suoi pressi. Il Maschio Angioino, la basilica di San Francesco di Paola, il teatro San Carlo e Palazzo Reale. In poco tempo nella Galleria si concentrarono botteghe, studi professionali, redazioni di giornali, uffici e atelier di moda fino a diventare uno dei luoghi dove accadevano i piccoli e grandi eventi di Napoli.

La Belle Époque napoletana e il Salone Margherita. Nella Galleria non c’erano solo i locali per il commercio. A pochi passi dall’ingresso di via Santa Brigida, fu costruito un piccolo teatro sotterraneo, decretato ad accogliere concerti da camera: il Salone Margherita, inaugurato il 15 novembre del 1890. Dopo pochi mesi il quartetto d’archi di questo teatro prese a suonare le note frivole e allegre dell’orchestra del Varietà e il Salone Margherita legò indissolubilmente il suo nome alla famosa Belle Époque napoletana Per più di vent’anni questo teatro fu la sede principale dello svago notturno dei napoletani. Alle tentazioni di questo “luogo di perdizione” non rimasero insensibili neanche le menti più brillanti del tempo: Matilde Serao, Salvatore di Giacomo, Gabriele d’Annunzio, Roberto Bracco, Ferdinando Russo, Eduardo Scarfoglio e Francesco Crispi. Nel maggio del 1891 anche, l’allora ventunenne, Vittorio Emanuele, principe di Napoli, fu tra gli spettatori che affollavano il teatro. Il Salone Margherita cominciò il suo declino alla vigilia del primo conflitto mondiale, a causa anche della concorrenza di altri teatri. Durante le due guerre, il teatro non fece altro che vivere di ricordi, senza mai riuscire a raggiungere nuovamente lo splendore del passato. Nel corso della seconda guerra ospitò l’avanspettacolo, poi saltuariamente, la “Canzone sceneggiata” e poi andò verso un inesorabile tramonto dei suoi fasti. Tanti artisti in giro per la Galleria. I frequentatori diurni della Galleria erano gli attori e i professori d’orchestra in cerca di contratto. Ancora oggi chi passa al mattino o nel tardo pomeriggio per la Galleria, si accorge che proprio al centro, dove c’è il pavimento con i disegni zodiacali, s’incontrano e contrattano strani personaggi, soprattutto manager di cantanti neomelodici o aspiranti artisti locali.

Inizio ‘900, Sciuscià al lavoro in Galleria

 

La Galleria Umberto I è stata per 50 anni il regno degli Sciuscià, i lustrascarpe resi famosi dal film di Vittorio De Sica. Nel dopoguerra napoletano, gli Sciuscià avevano la loro sede prima nel bosco di Capodimonte e poi nella Galleria Umberto, dove, per 50 anni, hanno lustrato le scarpe ai clienti. Le sedie per la clientela erano dei veri e propri tronetti di velluto scarlatto alti un metro e mezzo. Farsi lustrare le scarpe in Galleria era un rito, faceva parte delle abitudini chic dei gentiluomini, dei borghesi e di chiunque amasse camminare “luccicando“. Strangolati dagli affitti impossibili e da una tradizione che poi è andata morendo, gli ultimi due Sciuscià hanno chiuso la loro attività qualche anno fa.

Le 100 aziende partecipanti

Sannio (22): Fontanavecchia, Agri Solaris, Aia dei Colombi, Cav. Mennato Falluto, Il Poggio, Cantina del Taburno, Cantina di Solopaca, Fosso degli Angeli, Cantine del Maresciallo, Cantine Tora, Euvitis 21 – Ocone Vini, La Fortezza, La Guardiense – Janare, La Vinicola del Titerno, Masseria Frattasi, Nifo Sarrapochiello Lorenzo, Sapentia Wines, Terre Massesi, Via dei Mulini 36 Casali, Vigne di Malies, I Colli del Sannio.

Salerno (14): Villa Lupara, Alessandra, San Salvatore 19.88, Cantina Polito, Cantine Marisa Cuomo, Tenuta Mainardi, Tenuta Palaios, Tenuta Macellaro, Cantine Giuseppe Apicella, Tenuta del Fasanella, Cantine Ciro Bello, Casula Vinaria, Mila Vuolo, Cantina Scairato.

Caserta (17): Aglaia Agricola, Barbato 1907, A Life Agricola, Cantina Carlo Menale, Cantine Palazzo Marchesale, Fattoria Pagano, I Borboni, Il Verro, Magliulo, Salvatore Martusciello, Masseria I Monaci, Palmieri Domus Vinaria, Porto di Mola, Tenuta Tralice, Villa Matilde Avallone, Vitis Aurunca, Collefasani, Caputo 1890.

Vesuvio (20): Fuocomuorto, Bosco de’ Medici, Montesommavesuvio, Sorrentino Vini, Cantina del Vesuvio, Cantina Tizzano, Cantine Villa Regina, Casa Setaro, De Angelis 1930, De Falco Vini, Enodelta, Fioravante Romano Vini, La Cantina del Vulcano, Tenuta Augustea, Poggio delle Baccanti, Cantine Olivella, Masseria dello Sbirro, Villa Dora, Tenuta La Mura, Le Lune del Vesuvio.

Campi Flegrei (5!): Tenuta Loffredo, Azienda Agricola Vitivinicola Iovino Antonio, La Sibilla, Vinsi04, Il Quarto Miglio

Irpinia (22): Case d’Alto, Nativ, Cantina dei Monaci, D’Antiche Terre, Cantine di Marzo, Tenuta Cavalier Ferrante, Donnachiara, Vigne Guadagno, Petilia, Alabastra, Cinque T, Danimi, Historia Antiqua, Tenuta Sarno 1860, Famiglia Pagano Luogosano, Giovanni Carlo Vesce Wines, Cantine Fratelli Addimanda, Feudi di San Gregorio, De Joanna dal 1851, I Capitani, Villa Raiano, Macchie Santa Maria Cantine.

Penisola Sorrentina (1): Iovine Raffaele

La parola chiave è dunque, sinergia tra enogastronomia, attività produttive e turismo.

 

Informazioni e ticket: www.campania-wine.metooo.com

Dove: Galleria Umberto I, Via San Carlo, Napoli

Trasporti: Metro: linea 1 (fermata Toledo); Autobus: linea R2 (fermata San Carlo)

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