Palapizza a Frattamaggiore, la forza della tradizione di Enrico Di Pietro

14/3/2018 10.1 MILA
Palapizza a Frattamaggiore, Enrico Di Pietro
Palapizza a Frattamaggiore, Enrico Di Pietro

Palapizza
Via Vittoria, 36, 80027 Frattamaggiore NA
Tel. 081 832 2040
PalaPizzaFrattamaggiore

Dentro è un antico cortile napoetano, siano nel Palazzo della Pizza a Frattamaggiore, paesone del circondario napoletano dal grande passato che sopravvive nei suoi bei palazzi ancora oggi ben tenuti grazie ad un tessuto sociale forte e radicato. Enrico Di Pietro, figlio di ristoratore, dall’agosto dello scorso anno l’ha ristrutturato mettendo belle vetrine per il vino, la spina a vista a sala, utilizzando i  due forni che è ormai accesi dal 2009, anno di inizio delle attività.
Anche qui la storia alla fine è sempre la stessa: il salto di qualità quando si è deciso a studiare un po’ l’impasto e ad usare materia prima di valore, senza incidere sostanzialmente sul prezzo finale al consumato.

 

Palapizza a Frattamaggiore, i forni
Palapizza a Frattamaggiore, i forni

Un successo ottenuto, come sempre in questi casi, con il passaparola: impasto diretto, lunga lievitazione, olio d’oliva e il gioco è fatto: ecco una pizza tradizionale napoletana molto ben eseguita, senza copi ad effetto per stupire i clienti, la capacità di portare la semplicità a tavola. Una semplicità che ha una storia lunga circa tre secoli. E in questa storia cioè quella di Enrico Di Pietro, 34 anni, cresciuto nella culla vicino al forno o in cucina perché il papà aveva una trattoria.

Palapizza a Frattamaggiore, la sala
Palapizza a Frattamaggiore, la sala

L’arredamento è semplice ed essenziale, come pure le carte dei vini e delle birre. Non si esagera con le proposte e ci si mantiene al giusto numero con i prezzi giusti che non incidono più di tanto sul conto finale.

Palapizza a Frattamaggiore, la sala
Palapizza a Frattamaggiore, la sala

Tra le più buone in assoluto le fritture, con le frittatine che hanno molte varianti tra cui la delizionsa pasta con salsiccia e friarielli. Buonissimi i crocché e gli arancini.

Palapizza le fritture. Frittatine di pasta classiche con ragu' bianco e piselli, salsiccia e friarielli, parmigiana di melanzane, pasta e patate. Crocche', aracini classici e in bianco
Palapizza le fritture. Frittatine di pasta classiche con ragu’ bianco e piselli, salsiccia e friarielli, parmigiana di melanzane, pasta e patate. Crocche’, arancini classici e in bianco

 

Palapizza a Frattamaggiore, il ripieno al forno
Palapizza a Frattamaggiore, il ripieno al forno

Due varianti opposte, da un lato il classico ripieno al forno che prima saziava per una intera giornata e che adesso purtroppo è un po’ in disuso. Sotto inceve la ‘mpicciata, una mezza pizza che va bene come antipasto perché servita fresca con pomodori, rucola e prosciutto cotto.

Palapizza a Frattamaggiore, 'a mpicciusa
Palapizza a Frattamaggiore, ‘a mpicciusa

Di sicuro effetto la batteria delle pizze classiche. La cosacca è in assoluto tra le più buone di sempre, con un equilibrio perfetto tra il pomodoro e il foraggio che non prevale mai troppo.

Palapizza a Frattamaggiore, la cosacca
Palapizza a Frattamaggiore, la cosacca

la margherita si presenta perfetta, con mozzarella, latticino e pomodoro perfettamente fusi all’impasto. Quasi si beve come quella Da Michele.

Palapizza a Frattamaggiore, la margherita
Palapizza a Frattamaggiore, la margherita

Infine la salsiccia e friarielli, che gode di materia prima eccezionale.

 Palapizza a Frattamaggiore, pizza salsiccia e friarielli
Palapizza a Frattamaggiore, pizza salsiccia e friarielli

CONCLUSIONI

L’ennesimo esempio del fervore che c’è alle porte di Napoli dove si studia e si investe nelle pizzerie come nel prodotto. Gli amanti della pizza tradizionale qua si sentono a casa propria, il servizio è attento e cordiale, l’ambiente piacevole e accogliente, giovanile soprattutto e il conto è da pizzeria, ossia il giusti a cui non si pensa quando ci si alza da tavola. Usciamo e siamo affiancati da un Tre Ruote che attraverso il megafono vende friarielli e frutta nel quartiere tra le case. Viva la semplicità, viva la biodiversità. Soprattutto umana prima ancora che vegetale.

Un commento

    Giuseppe De Rosa

    (8 aprile 2018 - 09:23)

    Articolo molto esaustivo nel complesso…a questo punto va’ provata la pizza..che viene paragonata nei temi….a quella delle pizzerie storiche di Napoli..centro storico………………dunque alle prove l’ardua sentenza

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