Peke, il Gincrusco e l’Hemingway caffè Latino


di Rocco Catalano

Sono cresciuto con il mito dello Studio 54 e i cocktail di Billy Bilancia, seppure nell’età in cui si gioca a fare i grandi ma si è troppo giovani.

Di Billy (al secolo Giovanni) nato a Potenza e divenuto icona e animatore delle notti del jet set Romano, ricordo l’eleganza, la capacità di muovere le sue mani come un pianista che con armonia mescolava una serie bottiglie colorate, di cui poco conoscevo, ma che sapevano di segreta e perfetta alchimia. Amato da artisti, Arbore lo volle “in quelli della notte”, ma soprattutto da quelli che nell’ultimo cocktail e all’ultima Marlboro affidavano il consuntivo di una giornata e le attese fortune per quella che sarebbe da lì a poco nata con le prime luci dell’alba.

Peke, il Gincrusco

Peke, il Gincrusco

Ho iniziato, così, a nutrire fascino per un mestiere, quello del barman, che è un po’ confessore, un po’ amico, un po’ psicologo, ma soprattutto gioia.

Peke, il Gincrusco

Peke, il Gincrusco

Da allora al rito del cocktail non sono più riuscito a rinunciare e a Potenza il mio refugium peccatorum è Peke. Chiunque transiti in Basilicata per piacere o perché esiliato e si professi un amante del bere miscelato deve necessariamente passare al suo confessionale, farsi curare presso la sua Barmacia.  Sono un assiduo frequentatore del suo bancone e ogni volta, che sia solo o in compagnia, riesco sempre a recuperare quell’attimo necessario di relax e felicità.

Peke, il Gincrusco

Peke, il Gincrusco

Peke è uno dei giovani bartender, a mio avviso, più promettenti d’Italia. I suoi drink sono capolavori di estetica e di intelligenza creativa. Ha palato, tecnica, conoscenza; insomma è un vero fuoriclasse, sempre attento alla ricerca di ingredienti per le sue miscelazioni, ha uno stile inappuntabile e un modo di comunicare capace che rivela la sua predisposizione a saper trattare anche con i clienti più esigenti.

Peke, il Gincrusco

Peke, il Gincrusco

Un pioniere della nuova generazione del bere di qualità in città, che ha saputo ereditare il testimone, o meglio lo shaker da Giancarlo Mancino amico, strepitoso barman, colui che ha restituito al Vermouth Italiano nuova vita e con cui ho condiviso altre memorabili bevute, prima che anche lui partisse per trovare fortuna in giro per il mondo.

Peke, il Gincrusco

Peke, il Gincrusco

Con Peke è un continuo raccontarsi la passione per il mestiere bevendo Martini Cocktail (i miei drink preferiti), osservando le vite che attraversano e “fanno” i luoghi come questi e da cui sono attratto e che tratteggio nei miei taccuini. Ma è anche l’occasione per assaggiare le sue continue sperimentazioni che con entusiasmo non ha mai smesso di elaborare, neppure durante questo periodo di lockdown. Con la medesima vitalità e voglia di divertirsi ha, infatti, animato i suoi canali social con una serie di divertentissime iniziative. Una su tutte: “io festo a casa”, aperitivo on line con tanto di dj set e proiezioni di spezzoni di film in cui si parla di cocktail, condividendo assieme ai suoi follower le miscelazioni da asporto che aveva preparato nella valigetta del Barmacista o Defibrillatonic, composta da 1 bottiglia di ginecologo (aromatizato al macis, pepe passion, cardamomo, bergamotto) 1 bottgilia di Tonica produzione Barmacia, 1 Negroni mandorlato.

Peke, il Gincrusco

Peke, il Gincrusco

In questi giorni di attesa e sospensione per un ritorno alla vita che sembra giocare a nascondersi gli ho chiesto di condividere l’assaggio e di provare ad elaborare un cocktail  con il Gincruscodistillato che Antonio Cammarota  ha realizzato grazie a Priscilla Occhipinti unica master distiller donna in Italia e la più premiata al mondo. Un Gin prodotto in Italia con spezie ed erbe botaniche lucane, ginepro, e l’aggiunta di estratti di peperone crusco. Si distingue per le piacevolissime note agrumate, di biancospino, malva, olivo, e un delicato finale dolce.

Peke, il Gincrusco

Peke, il Gincrusco

Chiusi in Barmacia, come clandestini o “speakesy” in questa storia nostalgica e romantica, alcolica e illegale al tempo del proibizionismo da Covid, Peke si è divertito a creare una miscelazione a cui ha dato il nome di Crusckado (ingredienti: Gincrusco, fake lime, infuso al peperone crusco, bitter al cacao, acqua faba) da accompagnare con un bastoncino salato ricoperto di cioccolato fondente 80% e polvere di peperone crusco (sua rivisitazione dei più noti snack Mikado, da cui l’idea del nome al cocktail).

L’assaggio è piacevole, buon equilibrio tra le parti aromatiche, le note del ginepro, quelle leggermente agrumate che si “attaccano” al finale ai sentori più dolci della malva e del biancospino.

Il sorso si accompagna al morso del bastoncino e la beva diventa divertente sia per gli appassionati del Gin e di bevute a gradazione minima 42% che per i palati meno ardimentosi e più sentimentali.

Peke, il Gincrusco

Peke, il Gincrusco

Con questo cocktail “clandestino” auguro che torni presto il tempo della felicità e delle cose normali, delle notti che aspettano l’alba, dell’ultima sigaretta, dell’ultimo bacio rubato. Che torni Il tempo della vita!

Peke, il Gincrusco

Peke, il Gincrusco

Per questo percorso prendo in prestito le parole e lo swing di Sergio Caputo (anche lui tra gli amici di Billy Bilancia a cui dedico il mio pensiero speciale): “Non t’ho vista più all’Hemingway, caffè latino, ghigna Belzebù. Hombre non sei sportivo ma il mio cuore piange al ritmo del bongo, e la bestia che si agita in me sta abbuffandosi di uova di lompo e Chardonnay”.

Come sempre, Prosit e Serenità.


Sergio Caputo, Hemingway Caffè Latino.
https://www.youtube.com/watch?v=PifEVYTl4EQ

Barmacia
Via Unità D’Italia, 47, 85100 Potenza PZ

Telefono340 005 3498

 

Un commento

  1. Dopo le parole di Sergio Caputo a fine post, ho indossato la maglietta con la scritta “Storie di whisky andati” e ho riletto l’articolo con trent’anni di meno e un sorriso in più, grazie a R.C.

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