Pizzerie centenarie a Napoli, Antonio Pace conferma: Ciro a Santa Brigida ha chiuso ed è in liquidazione

24/9/2019 7 MILA
Antonio Pace, presidente Avpn
Antonio Pace, presidente Avpn

Ciro a Santa Brigida ha chiuso. La conferma viene prorpio dal patron Antonio Pace: “Ormai non si poteva andare avanti, l’età incalza davvero e la nuova generazione ha altre ambizioni”.
Un vero pezzo di storia, iniziato nel 1850, se ne va per sempre anche se ci sono in corso trattative per riavviare l’attività. In ogni caso si interrompe proprio il passaggio generazionale che era stato ininterrotto per tutto questo tempo.
Tra i fondatori dell’Associazione Verace Pizza Napoletana e membro delle Associazione Pizzerie Le Centenarie, Antonio Pace non lasciamil mondo pizza perché mantiene la carica di presidente: “Ora mi sento più leggero e ho più tempo per l’associazione”.
Ciro a Santa Brigida è stato uno dei locali storici, la prima pizzeria “per signori” insieme a Umberto, ossia  esterna ai quartieri popolari dove è nata la pizza napoletana partendo da piazza san gaetano e poi a via Foria. Tipico dopoteatro, da qui è passato davvero tutto il mondo. Alla pizza abbinava una cucina tradizionale, memorabile la genovese che abbiamo avuto la fortuna di gustare.
E niente, vi lascio con la sua storia.

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Pizzeria Ciro a Santa Brigida

Il successo della famiglia Pace nasce nel lontano 1850 con la prima licenza di “laboratorio” in piazza San Gaetano a Napoli. Siamo dunque nel centro storico, dove alla fine dell’Ottocento le pizze erano davvero solo cibo povero di strada, vendute dagli ambulanti che le tenevano al caldo nei contenitori di rame appoggiati sulla testa, le «stufe», come le chiamavano.

Da lì, ai primi del ‘900, il capostipite Carmine Pace si spostò in via Foria, con una nuova pizzeria che chiamò Partenope, dal nome del teatro della zona, dove si esibì anche il grande Toto’. La pizzeria divenne in pochi anni una vera e propria istituzione, sino a fare del suo nome il sinonimo di pizza, conosciuto in tutta la città come “Carminiello a Partenope”.

Allora, come oggi, via Foria era una strada tra le più importanti di Napoli, a ridosso del centro antico, in un quartiere popolare, quando per gli scugnizzi che vi passavano gran parte del loro tempo, spesso anche solo un pezzo di pane era un lusso. E non a caso, proprio nel forno di Carminiello nasce la famosa Pizza Quattro Stagioni, una pizza che due cordoli di pasta dividevano in quattro spicchi, con quattro gusti diversi: non certo una variante ‘gourmet’ ante litteram, ma la semplice esigenza di accontentare 4 persone che non potevano permettersi 4 pizze diverse.

Intanto negli anni Trenta, con la bonifica di Corso Umberto e rione Carità, e lo sviluppo di molte attività in zona, Nonna Rosa, moglie di Carmine, ha l’intuizione che la vita commerciale di Napoli si sarebbe spostata sempre di più verso Via Toledo. Così la pizzeria di famiglia si trasferì da via Foria nella strada che si trovava a pochi metri dal mare e dal porto, dalle botteghe artigiane, dal Teatro San Carlo e da Piazza Plebiscito e nacque «Ciro a Santa Brigida», dal nome del figlio primogenito dei coniugi Pace. Intuito femminile o commerciale che fosse, l’idea si rivelò sin dai primi anni una riuscita operazione economica: dagli operatori portuali ai commercianti, dal dopo teatro ai turisti, la trattoria-pizzeria divenne un punto di riferimento imprescindibile in città.

In pieno boom economico, la pizza di Ciro a Santa Brigida venne poi conosciuta da tutto il jet set nazionale e internazionale, come testimoniano le foto dei tanti personaggi famosi che sono passati di qui. Il locale divenne col tempo un ristorante elegante, senza mai tradire l’originaria vocazione di fare la pizza tradizionale. E anzi, a far conoscere meglio la pizza della famiglia Pace contribuirà, nel 1964, il primo premio Pizza D’Oro, vinto da Vincenzo, con una pizza che ormai è storia e tradizione anch’essa: olio, mozzarella di bufala, pomodorini e basilico.

Talento, maestria, ma anche capacità di vedere lungo sulla professione di pizzaiolo, per il settore e per la stessa città di Napoli, fanno intuire proprio a Vincenzo Pace le potenzialità dello strumento associativo e così il 5 maggio 1984 nasce per la prima volta un’Associazione per stilare le regole per una vera pizza doc. E questa è l’eredità che qualche anno dopo raccoglie Antonio Pace, che seguendo le orme del padre, è diventato il fondatore e oggi il presidente della AVPN Associazione Verace Pizza Napoletana.

Chiude Ciro a Santa Brigida

2 commenti

    friariello

    HA INDUBBIAMENTE SOFFERTO DELL’APERTURA DI UNA CONSISTENTE PLETORA DI TRATTORIE,FRIGGITORIE,FAST FOOD ETC. SORTE NE L CORSO DEGLI ULTIMI TEMPI E CON COSTI DI GESTIONE SICURAMENTE MENO ONEROSI DI UN LOCALE DI GRANDI DIMENSIONI E CON UNA TIPOLOGIA COME QUELLA DEL RISTORANTE CLASSICO IN CRISI A NAPOLI A VANTAGGIO DI LOCALI PIU’ CASERECCI.UNA CLIENTELA,ANCHE BORGHESE,CHE NON FA CASO AL TOVAGLIAME,ALL’APPROSSIMAZIONE DEI CAMERIERI,ALLA MANCANZA DI MENU,O DI POS.

    25 settembre 2019 - 14:54

    Maria Barba

    Buonasera Antonio e Buonasera sig Pignataro
    sono Maria la prima nipote di Ciro Pace mio nonno e apprendo con grande tristezza della chiusura del ristorante che mio nonno con la collaborazione dei fratelli ha condotto con passione, dedizione e impegno per tutta la vita.
    Mi rammiraca vedere che pero’ nulla viene detto in questa rievocazione dei fasti di questo famosissimo ristorante sul lavoro la dedizione e la passione che Ciro Pace dedico’ per tutta la vita a quest’ attivita’ che porta il suo nome

    26 settembre 2019 - 16:00

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