Pizzeria il Saraceno, 838 km di pizza da Minori ad Arcore

5/2/2019 1.9 MILA
Il Saraceno dal 1978
Il Saraceno dal 1978

di Marco Galetti

Il Saraceno, Marinara

Il Saraceno, Marinara
Il Saraceno, Marinara

L’acqua lambisce Minori, paradiso per i bagni e per i bagni di sole

L'acqua lambisce Minori
L’acqua lambisce Minori

L’acqua lambisce Arcore, divieto di balneazione

L'acqua lambisce Arcore
L’acqua lambisce Arcore

I fratelli Antonio e Guglielmo Di Lieto di Minori hanno dedicato oltre 40 anni della loro vita ad infornare pizze in Brianza, secondo un calcolo approssimato e per difetto, credo che con una pizza dopo l’altra abbiano percorso idealmente la distanza che separa Arcore dalla Costiera Amalfitana, 838 chilometri, il record non è stato omologato dal Guinness dei Primati perché gli eroi del quotidiano non appaiono, gli eroi del quotidiano sfornano pizze come pane e senza soluzione di continuità, impastano, sudano, offrono i frutti del loro lavoro ininterrottamente dal 1978.

Da poco più di un mese i due fratelli campani hanno ristrutturato una preesistente pizzeria desolatamente chiusa da qualche mese in pieno centro storico, La Pizzeria il Saraceno è aperta tutti i giorni tranne il mercoledì dalle 9.30 alle 23.30, offre anche un servizio bar e una proposta pranzo di lavoro a undici euro che comprende primo, secondo, contorno, bevande e caffè.

Non fosse che per il sacrificio che hanno fatto scegliendo acque improbabili invece di quelle cristalline della Costiera, sorvolo per non infierire sul colore del cielo (anche se sorvolare riguardo al cielo è anche una battuta) ho deciso di andare a trovare questi due fratelli campani e di provare le loro pizze, il fiordilatte arriva da Agerola e anche il pomodoro viene dalla Campania, mi hanno detto, ma già il fatto che siano aperti da oltre quarant’anni è garanzia di serietà, è sintomo d’impegno, è forte desiderio di sopravvivenza, se altri hanno chiuso loro resistono, ben vengano, il locale è adeguatamente riscaldato, il servizio è veloce, accoglienza gentile e sorridente, prezzi onesti e, ultimo ma non ultimo, le pizze sono buone e digeribili, speravo di trovare qualche dolce di Sal De Riso, invece, tranne il pasticciotto di produzione propria, tutti gli altri dolci sono di Bindi.

La gestione bi-familiare vede all’opera vecchie, nuove e, ho notato, anche nuovissime generazioni, la sensazione, da cliente e osservatore in incognito, è che questo gruppo familiare, nonostante le richieste di pizze d’asporto in un locale già pieno in ogni ordine di posto, ha saputo lavorare bene; ai tavoli arrivano persone gentili e premurose e buone pizze alla corretta temperatura di servizio, al forno, a chi mi ha servito e a chi ha ammaccato per me dunque non posso chiedere di più.

Il Saraceno, il bancone

Il Saraceno, il bancone
Il Saraceno, il bancone

Il Saraceno, lavagna

Il Saraceno, l'offerta a pranzo
Il Saraceno, l’offerta a pranzo

Il Saraceno, limoni d’Amalfi

Il Saraceno, limoni d'Amalfi
Il Saraceno, limoni d’Amalfi

Il Saraceno, parte della sala

Il Saraceno, parte della sala
Il Saraceno, parte della sala

Il Saraceno, Margherita

Il Saraceno, margherita
Il Saraceno, margherita

Il Saraceno, pomodoro, capperi e origano

Il Saraceno, pomodoro, capperi e origano
Il Saraceno, pomodoro, capperi e origano

Il Saraceno, margherita con salame piccante

Il Saraceno, margherita con salame piccante
Il Saraceno, margherita con salame piccante

Il Saraceno, la siciliana

Il Saraceno, siciliana
Il Saraceno, siciliana

Il Saraceno, il pasticciotto, il loro dolce casalingo con  crema pasticcera e amarene

Il Saraceno, pasticciotto, il loro dolce casalingo con crema pasticcera e amarene
Il Saraceno, pasticciotto, il loro dolce casalingo con crema pasticcera e amarene

Il Saraceno, insegna che qui il pomodoro, non si fosse capito, è davvero molto buono, il conto torna e il cliente pure, Margherita cinque euro, birra media quattro

Il Saraceno, insegna
Il Saraceno, insegna

Arcore, Villa San Martino, tra una cena elegante e l’altra se fossi in lui mi farei una rossa al Saraceno, tanto per andare sul sicuro, in fondo se c’è ruggine sul tetto, la cantina è umida…

ARCHIVIO DELLA VILLA SAN MARTINO AD ARCORE – fotografo: Stefano De Grandis / Fotogramma

Il Saraceno, la Marinara vista da drone

Il Saraceno, la Marinara vista da drone
Il Saraceno, la Marinara vista da drone

Invito alla Marinara, a scoprire posti semplici come questo e considerazioni finali: ci vuole il pomodoro e ci vuole l’aglio, senza paura, Antonio e Guglielmo, i fratelli di Minori, lo sanno, la loro Marinara è preparazione di tradizione, dietetica, salutare, popolare, digeribile, economica, che sazia senza appesantire, di gran soddisfazione e il pubblico pagante, che è quello che conta, apprezza.

Quindi si gode anche fuori dai soliti circuiti straconosciuti cari ai gastrofighetti e indipendentemente dall’idratazione dell’impasto, dalla biga, dalla temperatura controllata, dagli alveoli, dal cornicione, dal tempo di maturazione, dal canotto gonfiato dai fufblogger, si gode perché, comunque, il “semplice”  insieme provoca salivazione alla vista, all’assaggio e al ricordo, augh.

Il Saraceno
Via Monte Grappa 2
Arcore MB

SaracenoArcoreViaMonteGrappa

 

8 commenti

    friariello

    (5 febbraio 2019 - 10:33)

    Decisamente una pizza”tramontina”,ben lontana dalla classica napoletana.

    Marco Galetti

    (5 febbraio 2019 - 10:53)

    @Friariello, corretto, e ben lontana anche dal viale del tramonto;-)

    Francesco Mondelli

    (5 febbraio 2019 - 15:01)

    Antoine perdeva la tramontana noi portiamo rispetto ai tramontini sparsi per il mondo ad asfaltare con km di pizza pancie e palati di popoli sempre affamati di dischi bollenti molto richiesti e consumati .Sal ingiustificato assente ma credo che il pasticciotto se fatto con la crema ed amarena giusta nel suo piccolo era ben presente.Classici e didascalici i condimenti comunque capaci a soddisfare ricordi e sentimenti.PS.Nelle lunghe nottate romane passate a mediare con Bossi il signore di Arcore per compiacere l’alleato ordinava birra industriale e pizza senza canotto già sufficientemente scottato della canotta estiva del suddetto personaggio.FM

    luca

    (5 febbraio 2019 - 16:25)

    “Invito alla Marinara, a scoprire posti semplici come questo e considerazioni finali: …”

    Le considerazioni finali di questo articolo sintetizzano efficacemente un modo di concepire la pizza diverso dal pensiero mainstream dominante sui food blog italiani.
    Ricordo anche il post sulle pizze surgelate che infrangeva alcuni schemi mentali consolidati.

    Insomma, dalla bella e ricca Brianza arrivano spesdo lezioni di pizza per tutti, anche per il Sud, anche per la Campania dove spesso il rapporto Q/P è saltato.

    Marco Galetti, complimenti.

    Marco Galetti

    (5 febbraio 2019 - 20:42)

    @Francesco, grazie per l’aneddoto.
    @Luca, grazie, sono stato fortunato, la chiusura del ponte a Paderno d’Adda ha riportato la Marinara del Saraceno a distanza di morso, e se Contursi non si è fermato a Minori, i pizzaioli di Minori, dopo aver escluso Eboli, si sono fermati ad Arcore…

    Francesco Mondelli

    (5 febbraio 2019 - 21:40)

    Gli eroi del quotidiano.Nella pizza come in millanta altri mestieri non appaiono,non fanno notizia ma sono quelli che mandano avanti la società:la costanza e l’affidabilità sono il vero motore di ogni sana economia.Al giorno d’oggi per tutti c’è la possibilità di avere grande visibilità col famoso quarto d’ora di celebrità ma a questi “mediani “è stata data solo una possibilità grazie ad un reporter dotato di grande sensibilità che quasi per caso è passato di là.FM.

    friariello

    (5 febbraio 2019 - 22:58)

    Magari qualche brianzolo viene a Napoli e non “ritrova”la pizza a cui era abituato.Viaggiare informati.

    Marco Galetti

    (6 febbraio 2019 - 08:03)

    @friariello, lei ha ragioni da vendere e io marinare da comprare, ne sono consapevole

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