Pomodoro Petti, nella Passata Toscana lo scandalo più grande del nuovo secolo?

1/5/2021 6.7 MILA
La pubblicità di Petti
Cosa dichiarava Petti ai consumatori

Pomodoro Petti dalle stelle alle stalle

Una vicenda incredibile. Anzitutto i fatti così come sono riportati dall’Ansa: “I carabinieri per la tutela agroalimentare hanno sequestrato 4.477 tonnellate di pomodoro, per lo più confezioni di conserve (3.500 tonnellate) etichettate come ‘pomodoro 100% italiano’ e/o ‘pomodoro 100% toscano’, pronte per la commercializzazione, il resto (977 tonnellate) prodotto semilavorato e concentrato di pomodoro di provenienza estera (extra-Ue), in fusti e bidoni, nel deposito Italian Food spa del Gruppo Petti nello stabilimento di Venturina (Livorno). Per gli inquirenti il prodotto era falsamente etichettato quale 100% italiano, venendo miscelato con “rilevanti percentuali (variabili) di pomodoro concentrato estero”. In particolare secondo l’accusa, spiega una nota dei carabinieri, gli indagati, agendo in diversi ruoli dell’organigramma aziendale, avrebbero posto in essere la sistematica produzione e commercializzazione fraudolenta di conserve di pomodoro falsamente etichettate come pomodoro italiano al 100% o pomodoro toscano al 100%, destinate alla grande distribuzione. Per gli investigatori, che al momento di accesso all’area di lavorazione avrebbero hanno colto in flagranza gli addetti mentre effettuavano l’operazione, il prodotto veniva però realizzato utilizzando rilevanti percentuali variabili di pomodoro concentrato extra Ue miscelato a dosati quantitativi di semilavorati di pomodoro italiano”

Fermo restando la pronuncia finale da parte di un giudice terzo della vicenda non si può rimanere colpiti da una storia che appare paradigmatica dell’epoca che stiamo vivendo.

Il Pomodoro Toscano è infatti una pura invenzione commerciale e pubblicitaria della Petti, storica fabbrica di conserve insediata nell’agro Nocerino Sarnese. Certo, nella cucina toscana oltre che la pappa al pomodoro abbiamo la presenza del prezioso ortaggio in tantissimi piatti, dai primi al lampredotto. Ma neanche i toscani, bravissimi a commercializzre tutto quello che producono, avevano mai pensato al Pomodoro Toscano. Nasce invece da una intuizione, quella di collegare il brand Toscana, assolutamente il più importante in Italia per ambiente, arte, storia, paesaggio, olio, vino e anche gastronomia alla crescita esponenziale del pomodoro come fonte di salute oltre che di gusto. La trovata, partita nel 2017, funziona alla grande moltiplicando le vendite di anno in anno.

La pubblicità di Petti e del suo pomodro toscano con le modelle
La pubblicità di Petti e del suo pomodro toscano con le modelle

Certo in Campania il consumatore ha sempre guardato con sospetto alla passata preferendo le scatole con il pomodoro intero dentro “per vedere cosa c’è nella confezione” e l’industria conserviera locale ne ha combinati pasticci nei decenni scorsi. Ma alla fine il ritmo della vita che cambia e una crescente fiducia hanno cominciato a cambiare le carte in tavola anche sul mercato locale.

Petti diventa uno dei top player insieme a Mutti, Cirio e Pomì e non nasconde il suo business, anzi, investe in pubblicità coinvolgendo modelle, attori, personaggi del food.

Come se non bastasse Pasquale Petti, Packy per gli amici, diventa anche protagonista di gossip da rotocolaco.

Insomma, affari a gonfie vele e notorietà.
Le domande sono due: come è possibile questo senso di impunità assoluto? Secondo, ma Packy mette in conto lo scuorno familiare per essere sorpreso con le mani nella passata?

Evidentemente ci sono dimensioni in cui se si conduce una vita normale è impossibile entrare.

C’è anche la terza in verità: ma come è possibile che non si abboffano mai?

Pasquale Petti e il suo pomodoro toscano

Al di là delle vicende giudiziarie, resta da fare una considerazione basica: nella scelta del cibo, cioè delle cose che mettiamo nel nostro corpo, dobbiamo stare attenti alla etichetta, conoscere la storia di chi lo ha prodotto, capire davvero da dove viene, farsi un po’ di cultura.
Se è vero che un terzo delle malattie gravi che ci colpiscono nella nostra vita dipendono dallo stile alimentare sbagliato, allora bisogna stare attenti, soprattutto adesso che il rapporto fr produttore e consumatore finale ha molte intermediazioni nelle quali ciascuno deve guadagnare il suo.
In questo caso sarebbe stato utile fare una ricerca su Google cliccando “Pomodoro” e “Toscano” e se nella prima pagina c’è solo Petti, a parte un wikipedia sul pomodoro costoluto fiorentino, forse una domanda bisognerebbe farsela a prescindere.

Max Mariola del Gambero Rosso ha fatto innumerevoli ricette con il pomodoro Petti

Ecco perchè questa vicenda è paradigmatica del momento che stiamo vivendo, un presente da ignoranti senza una visione del futuro e memoria del passato (anche prossimo).

Comprerete ancora il Pomodoro Toscano Petti?

23 commenti

    Sandro Del Pozzo

    Quando un po’ di anni fa ho saputo dell’operazione commerciale di Petti , nota azienda dell’agro Nocerino Sarnese conosciuta soprattutto per il pomodoro concentrato, con un notissimo mensile del settore Enogastronomico Italiano mi sono fatto qualche domanda…
    Il pomodoro Toscano io non l’avevo mai sentito, eppure sono stato per alcuni anni il responsabile su tutto il territorio nazionale per il settore conserviero di una nota azienda produttrice di packaging ad uso anche alimentare. Alla base c’era una più che legittima operazione di rilancio commerciale nello stile del noto mensile che ha anche un canale televisivo dove noti Chefs pubblicizzavano il pomodoro Toscano di Petti.
    Una storia non bella per il nostro territorio , che certamente consentirà ancora altre polemiche sul Sud e sui Napoletani. Però se si presta il fianco in questo modo…

    1 maggio 2021 - 17:19Rispondi

    friariello

    Vittima di un pregiudizio o essi stessi propagatori di pregiudizio!Nel pieno della battaglia della “TERRA DEI FUOCHI”,Legittima per carità,ma con tanti distinguo,con l’attacco concentrico della GRANDE INDUSTRIA CASEARI degli scandali,del Nord contro la Mozzarella di bufala campana….C’è chi ha creduto che allontanandosi dal brand CAMPANIA fosse la panacea di tutti i mali. Non darei la colpa al campano Petti piuttosto al “neotoscano” imprenditore che operando in quel territorio i suoi magheggi non dovevano essere del tutto ignorati da chi ci lavorava.

    1 maggio 2021 - 18:03Rispondi

    Rosso

    Bastava conoscere un po’ di storia imprenditoriale.
    Bastava leggere gli ultimi bilanci con i risultati negativi ..e che negativi…
    Infine se una grandissima azienda italiana era interessata all acquisto del pomodoro toscano e poi improvvisamente si tira indietro…..
    Giù i paraocchi!!
    Fortunatamente ci sono fior di aziende campane che producono e vendono in tutto il mondo autentico pomodoro Made in Italy.

    1 maggio 2021 - 21:54Rispondi

    Maria

    Io vedo solo enfasi mediatica e commenti sadici nell’articolo. Scavare nella vita privata di una persona per niente attinente ai fatti e’ estremamente fuori luogo. Si è innocenti gino a prova contraria ma queste persone sono già condannate senza appello. È capitato con Mutti, Barillacon il grano ai fitofarmaci ad aziende produttrici di olio di oliva…ora tocca a Petti. L’azienda ne uscirà pulita ma chi la ripagherà per il danno di immagine se giornalisti incompetenti li hanno infangati solo per lo scoop? Io aspetto i loro commenti ecomprerò ancora passata Petti visto che loro ci hanno messo la faccia. Ai posteri…

    2 maggio 2021 - 07:41Rispondi

    Giovanni R.

    Storia triste e ripetitiva.
    Da consumatore non mi sono fidato per niente della scritta “POMODORO TOSCANO” ma dalle tante certificazioni BIO/SICUREZZA riportate in etichetta.Non solo organi di certificazioni italiani.Quindi ho pensato…”ci sarà un controllo maggiore su questi prodotti”…ed invece ,per fortuna, ci sono i carabinieri.
    Da Campano, la passata di pomodoro, l’ho vista sempre come “da usare solo in caso di necessità” e sempre guardato tutte le marche con diffidenza.Di sicuro non comprerò più la Petti.
    Ringrazio chi ha scritto l’articolo per aver acceso un FARO sulla vicenda,chiarire le dinamiche è essenziale.Ed un 30 minuti di applausi per “C’è anche la terza in verità: ma come è possibile che non si abboffano mai?”
    Non si fermano MAI!Te lo dice chi ha uno degli scenari più belli del mondo davanti (Capri,Penisola Sorrentina e Golfo di Napoli) con un mare inquinato da decenni da produttori di pomodori/conserve.Distrutto il SARNO!
    Per la sig.Maria…continui pure a comprare,perchè oltre la faccia…nel pomodoro ci hanno messo pure altro!

    2 maggio 2021 - 10:15Rispondi

    Paola Righini

    Non comprerò mai più pomodoro Petti

    2 maggio 2021 - 16:23Rispondi

    Massimo

    Bah,
    e io che quando non avevo tempo di procurarmi la passata artigianale sceglievo la rustica di Petti…
    Mea culpa, mi sembrava avesse un gusto meno zuccherino di altri marchi commerciali, non la sceglievo per il marketing.

    Comprerò ancora Petti? Sicuramente no, fino a quando e se ne usciranno fuori in modo cristallino.
    Cosa ne farò della solitaria bottiglia che ho in dispensa? Sicuramente per qualsiasi preparazione, il mio naso sospetterebbe.

    Spero solo che questo caso possa contrastare in qualche modo il fenomeno del concentrato cinese usato spesso come italiano, che a quanto leggo sembra molto diffuso e non limitato a questo solo marchio.

    2 maggio 2021 - 20:10Rispondi

    Ferruccio

    Non acquisterò più Petti….ho sempre acquistato i loro prodotti fiducioso del marchio e certificazioni annesse .. che forse regalano bio contro bio ..ma qualcuno serio esiste ho il padrone e sempre il denaro?? ..e poi ci chiediamo come mai tutte queste malattie…da ora in poi acquisterò con marchio cinese almeno pago meno e forse sarà italiano veramente!!!!

    4 maggio 2021 - 06:42Rispondi

    Stefania

    Penso che i consumatori devono essere tutelati. Punto e basta… Se c’è scritto che è pomodoro italiano ed in più 100% Toscano per il consumatore questo basta e avanza. Ci deve essere un controllo a monte per verificare la veridicità di tali affermazioni e la qualità del prodotto. Non deve essere il consumatore “ ad indagare”. Il consumatore deve L ed Geremia le etichette e scegliere, ma queste devono dire il vero e non il falso.
    Stefania Santini

    4 maggio 2021 - 13:40Rispondi

    Anna

    Da rimanere basiti ,sono una consumatrice molto attenta al made in Italia in tutta la filiera dei prodotti e venire a conoscenza di tale TRUFFA sono rimasta sconcertata tanto da dire che ,quindi ,non vale più neanche a leggere bene le etichette .Ho consumato questo prodotto con tanta fiducia ,va da sé che per me e la mia famiglia ,qualora la Petty,continuasse la sua commercializzazione,ha CHIUSO .Spero che l’associazione consumatori ci tuteli come tali e che queste truffe non abbiano più aver luogo di nascere ,grazie ai RIS per il lavoro svolto.Ci sarebbe da chiedere un risarcimento danni alla nostra salute ,mi vengono i brividi solo al pensiero di chissà quali porcherie ci abbiano fatto ingoiare e speriamo che non ci siano conseguenze gravi!!!. Cordiali saluti .

    4 maggio 2021 - 15:03Rispondi

    giuseppa

    provo solo una misera compassione per costoro che ci ingannano con il cibo, ho acquistato pomodoro Petti perchè italiano, credo nei nostri prodotti nazionali nella nostra agricoltura, una cosa è sicura Petti ha chiuso con me, non so cosa ne farò delle bottiglie che ho ancora, ma un grande ringraziamento e stima va a chi fa i controlli per tutelare la nostra salute.

    5 maggio 2021 - 19:42Rispondi

    Simona

    Conosco il mercato dei conservieri e tutti hanno il proprio brand oltre la lavorazione per conto terzi. Petti ha dichiarato che il concentrato è utilizzato per terzi perché non credergli? Tutti hanno apprezzato fino al mese scorso la passata Petti, dopo lo scoop è diventata immangiabile addirittura pericolosa?
    Sapete che Cirio, Divella, Star e molti altri non hanno linee proprie di produzione e che acquistano da terzi?

    6 maggio 2021 - 12:47Rispondi

    Paolo

    Il fatto che il concentrato è utilizzato per terzi ( quello incriminato ?) esime la ditta dal controllo della provenienza della materia prima e dalla corretta dichiarazione ? Ho lavorato come responsabile produzione in una nota e grande azienda conserviera, agli inizi degli anni 90 ( e non solo li ), credo che sia necessario mettere ordine nel settore, un controllo ovviamente non basta. per quanto riguarda la provenienza toscana, credo nell’area di grosseto ci sia produzione di pomodoro da industria,

    6 maggio 2021 - 15:43Rispondi

    Maurizio gatti

    Devo dire da modesto intenditore e riflessivo, che non l’ho mai comprato il “petty”😁 perche’ ho sempre sostenuto che grandi numeri non combaciano quasi mai con qualita’. Ho sempre previlegiato piccole realta’ anche se ad un maggior costo. Bisogna smettere di ingrassare le holding straniere e previlegiare il ns prodotto

    7 maggio 2021 - 20:28Rispondi

    Monique

    Sono basita. Non ci si può fidare neppure della trasparenza sull’etichetta ! E non si deve scaricare sul consumatore finale “l’ignoranza” letta sull’articolo !!!! Ho avuto anch’io dubbi su un pomodoro prodotto in Toscana , MA SE L’ETICHETTA di un prodotto venduto NEI SUPERMERCATI , quindi non venduta per “strada” , riporta una provenienza e delle informazioni IO CREDO A QUELLO CHE LEGGO nel supermercato “ELITE” che non è un discount !!!! Vergogna !!! Domani tanto , in Italia , sarà un altro giorno, con altre truffe ed altre “vergogne” da mettere in coda !!!!

    7 maggio 2021 - 22:04Rispondi

      fausto

      concordo Monique, alla fine vuoi vedere che la colpa è del consumatore perché non è stato così solerte quando ha messo il prodotto nel suo carrello della spesa a controllare con il computer, che naturalmente aveva con sé mentre fa la spesa, a leggere “pomodoro toscano” invece di scrivere leggi più chiare e semplici per punire con certezza di pena chi volontariamente ogni giorno attenta alla salute.

      8 maggio 2021 - 07:58Rispondi

    Paolo sorbello

    Una sola parola. Vergogna. Ci vorrebbe la pena di morte per questi criminali. Anche la Conad ha fatto una figura di merda. Era in offerta ultimamente. Vergognatevi tutti.

    7 maggio 2021 - 22:49Rispondi

      Maria

      La pena di morte? Ma se gli assassini sono fuori e vivono allegramente. Tu uccideresti per un equivico e una bolla mediatica? Sarai almeno Santo per sentenziare così.

      8 maggio 2021 - 10:44Rispondi

    francesco

    Perché nei supermercati non viene sequestrato? a tutt’oggi è ancora in vendita!!

    8 maggio 2021 - 22:40Rispondi

    LUDOVICO CANNAVALE

    Come chef faccio il possibile ad usare solo prodotti italiani come la Mutti che spero non ci tradira.Vergogna per Petty non meriti di essere italiano.

    9 maggio 2021 - 08:44Rispondi

    Luigi Centorame

    Come si fa a produrre 100 ed esportare 150 dove stanno i controlli….e non solo nel pomodoro..viva Totò _ma mi faccia un piacere_

    9 maggio 2021 - 16:49Rispondi

    Pier Luigi Giordano Sgatti

    Buonasera. Ho acquistato in offerta esselunga una confezione di passata toscana Petti perché era la mia preferita. Il prodotto sin da subito non mi ha convinto, era molto liquido e aveva il sapore del concentrato di pomodoro. Nei giorni successivi ho sofferto un fastidioso prurito in diverse parti del corpo, specie sulla pancia e all’interno cosce. In dispensa ho ancora bottiglie che non utilizzerò, della suddetta confezione.

    12 maggio 2021 - 19:48Rispondi

    Silvio

    Purtroppo esistono i complotti…
    ho comprato stamattina il prodotto è vi posso assicurare che ho un buon palato… purtroppo in Italia esiste anche la gelosia la vendetta e soprattutto la cattiveria di chi vorrebbe fare carriera sulle spalle degli altri… Petti per tutta la vita

    14 maggio 2021 - 20:01Rispondi

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